In un masterclass tuttifrutti, dove ognuno troverà qualcosa di suo gusto – si parte dalla cucina “green” e dagli ecosistemi virtuosi (attenzione a non calcare troppo il passo, ché sul ghiaccio si scivola), si continua con la pizza, si arriva al savor peruviano – il cibo supera per importanza, ma anche brio, i concorrenti, che rimangono gli ingredienti più pallidi di questo piatto. Confusione e poco entusiasmo affossano anche i giudici, che non si comportano male, ma non ci guidano nemmeno attraverso le due ore e più di trasmissione.
Di tutt’altro calibro le ospitate: se all’arrivo di Franco Pepe – maestro della pizza ma anche dell’imprenditorialità con il suo Pepe in Grani a Caiazzo (Caserta), magari l’avete già visto nell’edizione pizza di Chef’s Table su Netflix – gli aspiranti MasterChef sono tutti sorrisi e papille tremolanti, per lo Skill Test (ma skill di cosa, mi chiedono gli spettatori pure esperti, e io giustamente non so rispondere) pochi si sarebbero aspettati Pía León, braccio destro (e forse anche sinistro) di Virgilio Martínez (e del suo Central) in Perù, da qualche tempo a bordo della sua avventura personale, Kjolle. Lei è la preferita della stagione, finora.
Tra chi punta letteralmente sulla simpatia e chi ha le prime (e seconde) giornate-no, si arranca, ma non si demorde. Almeno, una prova a coppie tira fuori un po’ di verità dai concorrenti. E in dirittura d’arrivo il primo crepacuore della stagione, che sembra fatto apposta per tirare fuori emozioni, scontri e lacrime che fanno fatica ad arrivare. Ma dove siamo finiti?
*Attenzione: contiene spoiler.
VOTO 10Pía León
Pía León è una presenza, possiede la stanza. I concorrenti se ne accorgono, e mettici sopra anche i sapori di un paese piuttosto estraneo alle rotte culinarie italiane (a meno che non viviate in via Padova & dintorni a Milano, o non siate appassionati di cucina nikkei), il suo incantesimo si rivela (in)aspettatamente letale. Più che una strega, però, León sembra una fata. Attorno a lei tutto parla di gioco, e anche la sua ospitata sembra collegarsi allo spirito di (maggiore) gioia che aleggia e aleggiava sulle edizioni estere del programma. Un delizioso riequilibrio karmico.
Pía León è una presenza, possiede la stanza. I concorrenti se ne accorgono, e mettici sopra anche i sapori di un paese piuttosto estraneo alle rotte culinarie italiane (a meno che non viviate in via Padova & dintorni a Milano, o non siate appassionati di cucina nikkei), il suo incantesimo si rivela (in)aspettatamente letale. Più che una strega, però, León sembra una fata. Attorno a lei tutto parla di gioco, e anche la sua ospitata sembra collegarsi allo spirito di (maggiore) gioia che aleggia e aleggiava sulle edizioni estere del programma. Un delizioso riequilibrio karmico.
VOTO 9Franco Pepe
Nome che precede il nome, Franco Pepe probabilmente lo sa, che fare la pizza (e la pasta della) è una delle sfide più complesse che la masterclass affronterà durante la stagione. E nonostante la giusta intransigenza agli assaggi, la leggerezza del suo impasto è riportata tra i banchi dei concorrenti, mentre questi si sotterranno sotto un mare di dubbi. E che fame, adesso.
VOTO 8,5Sara
Tra i migliori e la peggiore nella stessa puntata. Non un’accoppiata inedita, ma il voto rimane alto perché Sara non sbaglia a seguito di una testa montata, ma di un blackout. Non dovrebbe capitare, è capitato. Per fortuna, MasterChef non è la cucina di un tre stelle vecchia scuola, in cui “sei fuori” se non ti radi due volte al giorno. E il riscatto di Sara ci fa quasi desiderare una gara con regole che tengano in conto di questa umanità. PS: per ora non diamo credito alle malelingue sui ripescaggi pilotati, poi chissà.















