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“Io, lei… e Dio”. Un’inchiesta racconta i preti libertini e le loro relazioni clandestine

Secondo il documentario 'La scelta - i preti e l'amore', (in onda questa sera sul Nove), la metà dei sacerdoti chiede all'Altissimo uno strappo alla regola, e sono moltissime le donne impantanate in storie d'amore con uomini di Chiesa. «Preferiscono rimanere in silenzio perché convinte che un uomo che incarna il Sacro non è capace di comportarsi male».

L’uomo – si legge nel Vangelo di Matteo – non separi ciò che Dio ha unito. Più o meno. In questi mesi è cresciuto, all’interno della comunità cattolica e praticante, il dibattito relativo a tutti i distinguo che Dio, nel 2018, dovrebbe considerare validi.

Il confronto, poco alla volta, sta assumendo anche una connotazione mediatica. La stagione di Tv2000 si è aperta con Per Sempre. Lo show condotto da Beatrice Fazi (la Melina di Un Medico in Famiglia, storica serie di Rai1) prevede un confronto tra le coppie di futuri sposi e dei coach che li aiutano a ridurre il numero di Se e Ma che potrebbero esserci davanti l’altare. Le postille non costituiscono, però, il vero problema su cui sta ragionando una comunità che, alla peggio, può uscire dall’impasse usufruendo del divorzio. Il vero problema – come racconta La Scelta, i Preti e l’Amore (il documentario evento in onda questa sera sul Nove) – è causato dalla tipologia di persona che chiede all’Altissimo uno strappo alla regola.

Secondo l’inchiesta realizzata da Paolo Mondani (storico volto di Report, il programma d’approfondimento di Rai3 portato al successo da Milena Gabanelli), Daniele Autieri e Stefano Pistolini, la metà dei sacerdoti non ha saputo contenersi e rispettare il celibato. La violazione della regola non è avvenuta solo con altri maschi (come si potrebbe pensare seguendo le cronache degli ultimi anni). Più di 4mila persone nel mondo, al momento, hanno almeno un genitore che lavora per Dio.

La Scelta racconta anche la storia di una simpatica sessantenne, una di quelle che ci capita di vedere su Sciuragram, nata dall’intesa poco spirituale tra una suora e un prete.

Lei e le altre persone impantanate in una storia che per quanto comune è da ritenersi speciale chiedono, dal 2014, al Papa degli strumenti pratici per affrontare il loro presente atipico. La rete nata attorno a Stefania Salomone, l’ex compagna di un sacerdote che dopo la fine della sua relazione ha fatto coming out per aiutare altre donne nella sua stessa situazione, non è più sufficiente. Serve la stessa illuminazione che si potrebbe vedere in uno spot ambientato in paradiso.

«Le donne decidono di raccontare la propria storia d’amore con un prete – specifica la stessa Salomone a Radio Radicale – solo dopo la separazione o in prossimità di essa. Se la relazione va bene preferiscono rimanere in silenzio perché sono convinte che un uomo di Chiesa, un uomo che incarna il Sacro, un uomo che rappresenta la Bontà non è capace di comportarsi male. Non vogliono vedere la realtà tanto quanto le donne che giustificano la violenza di un uomo che, va ricordato, solitamente non si palesa con un gesto plateale. Decisivo è, inoltre, l’intervento del vescovo locale che lascia correre fin quando non scoppia uno scandalo o la donna scopre di essere incinta. Il figlio fa finire, quasi sempre, il sogno».

L’illusione, specifica Salomone, sta scemando tra le nuove generazioni. In seminario, in questi anni, ci arriva sopratutto colui che associa il sacerdozio alla carriera e per essa è disposto a tutto, anche a vivere il celibato. Il prete diviso tra l’amore spirituale e carnale è tendenzialmente l’erede di un periodo storico scandito da scelte pratiche: la famiglia numerosa poteva garantire una giusta istruzione ad almeno uno maschio costringendolo ad indossare l’abito talare.

La Scelta racconta i risultati di questo compromesso storico che non scomparirà con la morte del maschio che per buona parte della propria vita si è trovato tra Dio e una donna. In Italia, ancora oggi, un ragazzo su due interrompe il proprio percorso scolastico.

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