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‘Il Miracolo’: Elena Lietti, la versione della first lady

Stasera continua su Sky Atlantic la serie tv creata da Niccolò Ammaniti, «un unicum perché ha il pregio di mantenere la sua cifra e tradurre la sua visione in immagine» racconta l'attrice.

«Chiamarla Sole è stata la prima trovata di Niccolò Ammaniti, perché in realtà il mio personaggio è un buco nero di solitudine e di mancanza di attenzione e di amore. O almeno questa è la sua versione».

Elena Lietti è un’attrice di teatro, ma sicuramente l’avete vista anche al cinema, da Oggi sposi a La pazza gioia. Di certo non riuscirete a dimenticarla ne Il Miracolo, dove interpreta Sole Pietromarchi, la moglie del premier (Guido Caprino), che è alla prese con una statua della Madonna che piange sangue e un referendum per decidere se l’Italia uscirà dall’Unione Europea.

Foto: Maria La Torre Makeup&Hair: Emanuele Romano per Making Beauty Top&Trouser: Caterina Pinciroli (Miskaten) Si ringrazia "Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Resort"

Foto: Maria La Torre – Makeup&Hair: Emanuele Romano per Making Beauty – Top&Trouser: Caterina Pinciroli (Miskaten)- Si ringrazia “Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Resort”

«Sole appena può fa la cosa sbagliata. Ma quello che ho amato subito della scrittura di Niccolò sono la mancanza di giudizio, anche rispetto a una donna così controversa, e la sua compassione. I suoi personaggi femminili sono sorprendentemente reali, dico sorprendentemente perché poi mi ricordo che Niccolò è un uomo e, senza avere pregiudizi, credo che sia molto difficile per uno scrittore uomo beccare delle corde così sottili e concrete».

Niccolò Ammaniti sul set de 'Il Miracolo'.

Niccolò Ammaniti sul set de ‘Il Miracolo’.

L’immaginario musicale di questa first lady fuori ruolo è vario, «tra i Radiohead e Gloria Gaynor, con quegli arrangiamenti molto anni ’70 spinti, mai niente di comodo ovviamente. Ma mi hanno ispirato anche la drammaticità e la carnalità di Puccini, che è perfetto per Sole, perché è estremo, non è un compositore che scrive delle cose pacificate».

Elena, 40 anni, viene da Saronno ed è cresciuta con il cinema: «È un’eredità materna, l’ho raccolta ed è diventata la mia dimensione fin da piccola. La domenica pomeriggio quando ero ragazzina andavo al cinema da sola, ho sempre adorato la sala. Che è il motivo per cui adesso guardo con grande fascino alle serie tv, che sono una rivoluzione, danno ai personaggi un arco vasto e dettagliato e, parlo da sia da attrice che da spettatrice, ti fanno innamorare di loro».

Nel panorama internazionale Il Miracolo è «un unicum perché è firmata da Niccolò e ha il pregio di mantenere la sua cifra e il suo immaginario. Ci sono le atmosfere gotiche, crude e nello stesso tempo l’ironia della sua letteratura. L’originalità sta nella sua scrittura e nella sua visione, che è riuscito a tradurre in immagine anche grazie a Daria D’Antonio, che è una direttrice della fotografia incredibile».

Sul set ci è arrivata dopo vari provini «anche piuttosto diabolici (ride). All’origine di tutto c’è un casting director, Dario Ceruti, che fa il suo lavoro con grande curiosità e va nei teatri a scovare gli attori, poi c’è una grande apertura e indipendenza di Wildside e di Sky che decidono di investire anche su volti sconosciuti». Con Ammaniti c’è stata una bella intesa, che spesso era fatta più di non detti: «La relazione tra un autore che crea un personaggio e la persona che lo incarna è fatta di chimica, è qualcosa di magico che va oltre l’intellettuale. Poi lui è sempre stato molto presente, chiaro, ma nello stesso tempo generoso. Non ha mai imposto, ha lasciato che imperversassi per poi aiutarmi a trovare una misura. Perché Sole DEVE imperversare, non ha niente di educato». Guido Caprino, racconta Elena, «è stato una grande fonte di ispirazione, è bello vedere un attore che non fa il mestiere ma che ogni volta ti sorprende, wow! Secondo me abbiamo creato una coppia che ha senso, nel suo non averne».

Guido Caprino nei panni del premier Fabrizio Pietromarchi.

Guido Caprino nei panni del premier Fabrizio Pietromarchi.

Senza fare spoiler sulle prossime puntate possiamo dire che «il buco nero di Sole si aprirà sempre di più e il miracolo, che di per sé sottintende l’idea di una mano esterna che interviene a determinare la vita delle persone, in realtà richiamerà alla necessità di essere consapevoli che ogni azione, anche la più piccola, ha delle conseguenze. Ed è un monito, a volte tremendo, che mi porto tatuato sulla pelle».

In autunno Elena tornerà in teatro, ancora una volta con Filippo Timi, in Un cuore di vetro in inverno. Ma Il Miracolo avrà un seguito? «Speriamo! Chi lo può dire, ci speriamo tutti, io senz’altro. Niccolò farà le sue valutazioni. Poi chissà, magari la seconda stagione sarà ambientata su Marte (ride). Conoscendo Ammaniti, tutto è possibile!».

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