‘House of Cards’ torna con la quinta stagione

Da stasera su Sky Atlantic i 13 nuovi episodi dell'acclamato political drama con Kevin Spacey e Robin Wright

Sala riunioni della Casa Bianca. Il consiglio ristretto guarda un video dei terroristi che, dopo aver liberato due ostaggi, sgozzano il terzo. Chi assiste, sconvolto, si copre il volto o guarda altrove. Tutti ma non Frank e Claire Underwood. La coppia presidenziale resta impassibile. Mentre la camera si avvicina, lei abbassa gli occhi per un attimo e ordina di togliere l’audio. Silenzio. E poi l’immancabile appello di Frank allo spettatore: «Noi non cediamo al terrore». Cenno d’intesa tra i due e – sorpresa! – anche Claire guarda in camera: «Noi creiamo il terrore» minaccia lui.

Dopo il finale-bomba della quarta stagione House of Cards, ovvero il political drama più acclamato degli ultimi anni, torna con 13 nuovi episodi. E una tag-line per la season five da applausi: “One nation Underwood”.
Avevamo lasciato Frank (il premio Oscar Kevin Spacey) mentre giurava guerra al sistema terroristico di matrice islamista ICO e Claire (Robin Wright) che accettava di tornare al suo fianco a condizione che il marito la candidasse alla vicepresidenza. Insomma, la coppia più diabolica delle serie tv di nuovo insieme per sfidare il candidato repubblicano alla presidenza Will Conway e non solo.

La novità è che a tenere le fila della storia non ci sarà più Beau Willimon, showrunner di House of Cards fin dall’inizio, ma gli sceneggiatori Melissa James Gibson e Frank Pugliese: «Lo scenario è drasticamente mutato alla fine della quarta stagione» afferma la Gibson, «Allo stesso modo credo cambierà tutto anche al termine dei nuovi episodi».

Qualche anticipazione? La season five segue da vicino la campagna elettorale del ticket democratico formato dagli Underwood con le alleanze che si formeranno in corsa e la tensione che sale dentro e fuori dalla Casa Bianca: un corpo elettorale sempre più arrabbiato, giornalisti che indagano su vecchi e nuovi scandali e due nuovi, misteriosi e potentissimi personaggi.

E naturalmente i soliti, strepitosi monologhi di Frank: «Gli Americani non sanno cosa è meglio per loro, io sì. So esattamente cosa serve loro. Fortunatamente hanno me e te. One nation Underwood».