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Amici 17: vince Irama, anagramma di Maria. Sarà un caso?

Con l’inedita collocazione di lunedì, Amici 17 chiude con la vittoria più scontata un’edizione sottotono

C’è qualcosa di inquietante nei sentimenti del cronista, oggi. Un moderato sollievo per la fine di un appuntamento fisso che a volte era una tortura (il sabato sera consacrato a sua Maestà Maria De Filippi è troppo per chiunque), la nostalgia per le vite e le carriere di ragazzi a cui ti sei inesorabilmente affezionato – Amici rimane un format che crea dipendenza, per l’innata forza che ha in sé -, l’angoscia per la consapevolezza che sì, hanno già iniziato le selezioni e il casting per Amici 18. Sono le ultime pagelle di questa edizione e non parleremo dei ragazzi (non troppo, almeno) perché se sono arrivati in finale è giusto promuoverli in blocco. Parleremo di una puntata che forse è stata la migliore della stagione, sia pure mostrandone i consueti limiti. E ovviamente del gombloddo che ha fatto vincere Irama. Anagramma di Maria. Può essere un caso?

Quello dal pubblico che ha urlato “Emma” Voto: 10

“Tra Carmen e Einar il vincitore è….”. “Emma!”. Amico mio, sei il nostro eroe. Tu che dal pubblico, con invidiabile tempismo e straordinario senso scenico, intervieni all’apice della tensione per dare voce a tutti noi, meriti un premio. Ieri, in tutta la sua bellezza, Emma ha detto a tutti, con la sola presenza, chi era la vera vincitrice. E che il profondo senso di ingiustizia che ci ha pervaso tutti, domenica scorsa, non si è placato. Grazie, meraviglioso guascone, per averla espressa con tanta sintesi, ironia e velocità d’esecuzione. #EmmaforPresident

Millennials Voto: 9

Bella l’idea di Maria – si è sbloccata all’ultima puntata, come la sua vittima Einar – di mettere il discorso di Justin Trudeau, premier canadese, all’università di Ottawa. Un inno generazionale non banale che dice ai ragazzi di non ascoltare chi prova a sottovalutarli, perché “avete le capacità e la determinazione necessaria per risolvere ogni problema che si porrà di fronte a voi e a noi. Gli ostacoli saranno grandi, ma non avranno la meglio su una generazione così ambiziosa, brillante e preparata come la vostra”. Amici 17 ci conferma che i Millenials, per quanto vittime (come molte altre generazioni prima di loro) di una gerontocrazia imperante, hanno talento, palle e volontà da vendere. Tutti, persino Biondo. Avanti così ragazzi, non ascoltateci. #gomillenialsgo

Il video anni ’80 dei prof Voto: 8

Uno dei punti deboli di quest’edizione è stato il puro intrattenimento. Il Lip Sync Battle in testa, che ha avuto rari momenti di divertimento – e quasi tutti grazie a Giulia Michelini, datele subito una trasmissione, diamine! – e molti di imbarazzo. Ieri, sfruttando il clima da ultimo giorno di scuola, i due video dedicati a prof e commissione sono stati da Oscar. Il secondo, più prevedibile, era sui migliori difetti dei nostri eroi, da Ermal Meta a Emma Marrone. Il primo era feroce, implacabile vintage: i prof, duri e puri, scherniti nella loro peggio gioventù. La Celentano sdentata, lo Zerbi con un tappetino di capelli in testa, entrambi goffi nelle loro materie – danza e canto (dio mio Rudy, meglio Carlo Conti nel suo mitico singolo Through the Night e col nome d’arte Konty) – ci rimarranno nel cuore. E Rudy, va detto, reagisce alla grande. #zerbiconlozerbinointesta

Il Dopofestival di Amici Voto: 7

I colleghi giornalisti con segnaposto gigante hanno funzionato. A loro agio, sintetici e ficcanti, ben bilanciati nel contestarsi, efficaci. Funzionano – Dondoni, Larcan, Maggio, Nesi su tutti – anche se, va detto, la loro collocazione fisica e il modo che ha Maria di interpellarli fa molto Dopofestival. Ma non è detto che sia un difetto. #AmiciDopofestival

Cucciari vs. De Filippi Voto: 6

Geppy meno in forma delle ultime puntate, Mariah rilassata anche perché è arrivata alla fine dell’ennesima maratona. Ma l’intervista tra le due amiche funziona, la superconduttrice ci rivela che al liceo copiava ma anche che la sua tesi in giurisprudenza che le è valsa il 110 e lode, potrebbe farla essere una candidata straordinaria per il nostro Ministero dell’Economia, altro che Savona. Noi scenderemmo in piazza, per lei. E poi fa crossfit, gioca a tennis, pensa sempre alla mamma e si commuove dando della stronza a Geppy. Come fai a non amarla? Maria, capitana coraggiosa. #MariacomeSteffiGraf

Pio e Amedeo s.v.

Niente voti, che poi Amedeo inonda i nostri profili social per gonfiare il petto e insultarci, seguito da tutti i fan devoti. Lo stesso errore non lo facciamo due volte, siamo ancora scottati dalla reazione dei fan di Ermal Meta (che meraviglia il video con collage dei suoi bronci). Certo, fanno ridere meno di una battuta del premier Conte, riescono a essere spiacevoli con il loro politicamente scorretto d’accatto (la battuta sul cantautore e l’Albania ci ha fatto sentire la mancanza dei petomani dei cinepanettoni) ma, soprattutto, mostrano di avere un unico, solito registro comico, e siamo generosi a definirlo tale. #tragicomici

I magnifici sei Voto: 5

Turci, Marrone, Elisa, Meta, Amoroso, Ferreri. Un dream team a cui, ci perdoni Ivano Fossati che di bei pezzi ne ha fatti parecchi, fanno cantare Ragazzo Mio. Vero è che si è vinto un Sanremo con la marcetta Si può dare di più fatta cantare a Tozzi, Morandi e Ruggeri, ma con un’occasione del genere un bel medley di pezzi davvero belli si poteva fare. Poi, per carità, Paola, Elisa e Emma ce la fanno lo stesso a mostrare che voce e che capacità d’interpretazione abbiano (ma Elisa in duetto con Irama, a fare Rihanna ed Eminem, spacca il palco e probabilmente consegna la vittoria al ragazzo), ma è come far giocare Maradona nel Tuttocuoio. #fabsix

Due pesi, due misure Voto: 4

Irama aveva già una carriera. Ma se l’è giocata con dei ragazzini alla prima esperienza. Intendiamoci, ha talento e scrive bene, ha carisma, ma se fai giocare un professionista in Primavera, si vede eccome. Si premia uno che ha già calcato palchi importanti, inciso, venduto. Mentre la povera Carmen, che inevitabilmente vive i problemi della debuttante, viene giudicata come una che dovrebbe giocarsela alla pari con lui. E nessuno l’ha fatto notare. Però per buonismo Einar, inadeguato e sicuramente non da finale, ha visto la sua favola “da operaio a rockstar” spiattellata a ogni puntata, aiutata da quell’atteggiamento passivo aggressivo che ce l’ha fatto definire orsacchiotto mannaro. Forse solo perché certe disparità piacciono e altre meno. Per la serie “non è abbastanza bravo, ma è impossibile non volergli bene”. Alla fine, dopo la sua eliminazione, lo dice persino lui. Infine, ha ragione la Cucciari: per entrare ad Amici devi scegliere un nome d’arte incredibilmente brutto. Ingiustizie. #solonomiassurdi

La coppa di Amici Voto: 3

Enorme, pacchiana, più brutta di una gag di Pino e Amedeo. La faccia di Irama quando vede cosa dovrà mettersi in salotto è ancora meglio di quella di Carmen che vince un corso di laurea e esulta come Ermal Meta quando sente cantare Biondo con l’autotune. #superpremio

Le prove Voto: 2

C’è qualcosa che non va se a Einar, che già non è un fenomeno, fai cantare quello che sa interpretare meglio solo all’ultima puntata. Affronta le ballads con buon piglio e in particolare Tenco e ti chiedi perché abbiano aspettato tanto tempo per farci sentire ciò che sa fare meglio. Un po’ come Emma Muscat, sempre messa in difficoltà con pezzi poco adatti al suo talento e alla sua voce. E’ vero, è una scuola, bisogna migliorare e quindi lavorare sui punti deboli. Ma è come far giocare Federer con il braccio destro legato alla schiena. E non parliamo della disparità delle sfide miste e delle scelte dei prof nei momenti cruciali, roba che avrebbero fatto eliminare pure Tiziano Ferro.

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