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Le serie tv da rivedere mentre là fuori il panico

Se volete vedere gente che impazzisce peggio che al supermercato o se pregare vi sembra l'unica via: c'è una serie per ogni reazione alle conseguenze del coronavirus

I protagonisti di 'Crashing' di Phoebe Waller Bridge

Se non volete finire a parlare con voi stessi: Living with Yourself (Netflix)

Il rischio di trovarsi a fissare lo specchio, di questi tempi, è alto. Sfruttiamo il lato freudiano della situa. Come Paul Rudd in questa dramedy Netflix passata (ingiustamente) in sordina. Va bene: lui deve vedersela con un clone vero (per quanto possibile). Ma il punto è: che cosa scopriamo di noi stessi, quando non abbiamo nessun altro attorno? Non è detto che la risposta sia: la nostra parte peggiore. Anzi.

Se volete sentirvi come in ufficio, visto che non ci potete andare: The Office (Amazon Prime Video)

Odiate tutto del vostro lavoro, ma lo sappiamo che in questi giorni di desolazione siete arrivati a rimpiangere persino lo schifosissimo caffè della macchinetta, il collega incapace e le richieste assurde del vostro capo. Per non sentirne troppo la mancanza, potete scegliere tra due versioni del delirio organizzato in ufficio: quella pluripremiata inglese con Ricky Gervais e il remake americano starring Steve Carell (Prime per ora c’è solo il secondo). E intanto magari scrivete la sceneggiatura per il rifacimento italiano.

Se non vi fa paura il contagio: Crashing (Netflix)

Quando sarà passato il terrore del contagio, torneremo a bestemmiare su quanto sono cari gli affitti nelle grandi città. Se volete giocare d’anticipo (e non vi fate prendere dal panico), Phoebe Waller Bridge aveva trovato la soluzione ben prima di Fleabag: convivere con un gruppo di persone in un ospedale abbandonato, in cambio di un canone e della responsabilità di custodi dell’edificio. Certo, potreste svegliarvi con gente strana che vi lecca la faccia, o partecipare alle feste improvvisate più bizzarre di sempre. Ma meglio male accompagnati che soli, no?

Se pregare vi sembra l’unica via: The New Pope (Sky Atlantic, NOW TV)

Prima o poi capita a tutti, di vedere che succede se si mettono le mani giunte. A maggior ragione: se non ora, quando? Forse scopriremo l’estasi, che nell’accezione sorrentiniana è: suore (anche nane) che ballano su sfondo di neon da discoteca. O, più presumibilmente, resteranno gli scettici, se non cinici, di sempre. Del resto, ce lo dimostra anche questa serie: i miracoli non li fa manco Jude Law.

Se volete vedere gente che impazzisce, peggio che al supermercato: The Terror (Amazon Prime Video)

La morale della serie antologica Amazon è forte e chiara: provate a mettere un gruppo di persone in un luogo coatto, e vedrete come saranno capaci di tirare fuori il lato più mostruoso di sé. Nella prima stagione c’era una nave ottocentesca persa nei ghiacci del Polo, nella seconda un campo di prigionia giapponese ai tempi della seconda guerra mondiale. Nella terza, con tutta probabilità, ci sarà un Esselunga del centro di Milano. Tutti contro tutti, a sbranarsi fino all’ultimo pacco di penne (purché non lisce).

Se non volete stare a due metri di distanza dalla gente: Sex Education (Netflix)

Forse, dopo l’allarme contagio, servirà un nuovo corso di educazione sessuale collettivo. Avremo disimparato a relazionarci (pure fisicamente) alla gente, dovendo starle lontano almeno due metri? La teen comedy “made in Britain” insegna, non solo ai ragazzini, le regole dell’attrazione. E consegna una grande verità trans-generazionale: pure il protagonista Otis, alla lunga, si stufa di stare a casa da solo a farsi le pugnette.

Se vi sembra che la fine del mondo stia arrivando sul serio: Good Omens (Amazon Prime Video)

Nel vostro tranquillo paesino non è ancora nato l’anticristo? Non vi siete ancora trovati nell’ascensore Jon Hamm vestito da angelo? Allora niente panico, va tutto bene. Almeno finché non vedrete sfrecciare per le strade i Cavalieri dell’Apocalisse in moto e Dio non vi parlerà con la voce di Frances McDormand, l’Armageddon è lontano. E, se si avvicina, potete sempre provare a cantare I Don’t Want to Miss a Thing, oppure darvi al giardinaggio da appartamento come David Tennant versione demone.

Se volete farvela sotto per davvero: Hill House (Netflix)

Se quarantena dev’essere, allora godiamoci finalmente le nostre quattro mura. Così la smetteremo di dire: a casa non ci sto mai. Controindicazioni: anche i minuscoli appartamenti a cui siamo costretti possono essere insidiosi quanto una magione abbandonata. Hill House insegna: ogni casa ha una sua anima, spesso assai stronza. Ed è pronta a ribellarsi a chi non la lascia tranquilla. Sicuri che sia meglio del mondo contaminato là fuori?

Se volete farvi una risata sugli ospedali: Scrubs (Amazon Prime Video)

Pensate che la vostra giornata stia andando di merda? Provate a immaginare quella di J.D. e del suo amico Christopher Turk se avessero iniziato il tirocinio in un ospedale italiano oggi. Tra centinaia di tamponi, panico collettivo e, ovviamente, i nomignoli che affibbiava il dottor Cox al protagonista e i crudelissimi scherzi dell’Inserviente. La specializzazione ai tempi del coronavirus.

Se abitate nella zona rossa: Twin Peaks

Dale Cooper, alias Kyle MacLachlan, faceva il suo ingresso a Twin Peaks alle 11.30 del 24 febbraio. Il giorno in cui – molti anni dopo – a Milano e dintorni avrebbero chiuso scuole, teatri e luoghi dell’happy hour assortiti. Un caso? No: vogliamo credere al destino. Del resto, uno dei primi meme circolati online quando il virus è sbarcato in Italia è stato il frame dei boschi di David Lynch con la scritta Codogno al posto dell’originale. Stesso lettering: anche di fronte al contagio, non riusciamo a smettere di cazzeggiare.

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