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Le serie da vedere a ottobre

La prima serie di Luca Guadagnino, un ‘Sex & the City’ all’ombra della Tour Eiffel, il finale di ‘Suburra’ con Alessandro Borghi. Ma anche le femministe di Cate Blanchett e le nuove avventure di Baby Yoda

Jordan Kristine Seamón e Jack Dylan Grazer in 'We Are Who We Are' di Luca Guadagnino

Foto: Hbo/SKy

Emily in Paris Netflix – 2 ottobre

A tutti gli orfani delle avventure newyorkesi di Carrie Bradshow e socie: il creatore di Sex and the City Darren Star è tornato con una nuova serie, ma questa volta dalla Grande Mela si è spostato nella Ville Lumière. Dove la direttrice marketing Emily Cooper si è appena trasferita da Chicago per inseguire il suo lavoro dei sogni. La protagonista è l’ormai lanciatissima Lily Collins, figlia di Phil. Ed Emily in Paris promette tutto il pacchetto: love story, incomprensioni e un outfit memorabile dietro l’altro, grazie alla costumista preferita da Star, Patricia Field (sì, quella che ha reso Sarah Jessica Parker un’icona modaiola). Il tutto su sfondo di Tour Eiffel.

The Walking Dead: World Beyond Amazon Prime Video – 5 ottobre

Dopo Fear the Walking Dead, ecco un nuovo spin-off della serie sui non-morti dal successo planetario. Sono passati dieci anni dall’apocalisse e lo show segue un gruppo di ragazzi che cerca di costruirsi una nuova normalità, la prima generazione che è riuscita a crescere dopo l’avvento dell’epidemia che ha quasi spazzato via il genere umano. Praticamente un teen-drama post zombie. Con il belloccio Nico Tortorella di Younger (altra creatura di Darren Star) e Julia Ormond.

Mrs. America TimVision – 8 ottobre

La serie femminista dell’anno è servita. Ma Cate Blanchett, al suo esordio sul piccolo schermo e anche produttrice, è sufficientemente intelligente da mettere sul tavolo tutte le sfumature della questione. E da prendersi il ruolo di Phyllis Schlafly, la conservatrice che negli anni ’70 che si oppose ai movimenti di Gloria Steinem & Co. (e che molto tempo dopo sarebbe stata una sostenitrice di Trump). Così impeccabile, tra chiome cotonate e dibattiti tv, da risultare quasi più simpatica delle “kompagne”. Cast all-star (Rose Byrne, Tracey Ullman, Uzo Aduba, Elizabeth Banks e Sarah Paulson, protagonista di una puntata “solista” cult), décor da manuale, colonna sonora a tema. Tutto giusto, forse anche troppo.

We Are Who We Are Sky Atlantic – 9 ottobre

L’adolescenza si addice a Guadagnino. Ma, dopo il boom con Chiamami col tuo nome, il regista torna solo apparentemente a quei territori. Anche letteralmente parlando: è vero, ci sono ancora americani in Italia (nella base militare di Aviano, per essere precisi). E c’è un altro racconto di coming of age fatto di scoperte sessuali ed esistenziali. Ma l’affresco è contemporaneo, corale, anche visivamente libero. Già acclamata dalla critica statunitense, la serie arriva in Italia e riconferma l’autore siciliano come la voce più internazionale del nostro panorama. E come ottimo talent scout: tolte le vecchie conoscenze (Chloë Sevigny su tutte), la carrellata di volti teen-esordienti è pazzesca. La nostra preferita è Francesca Scorsese, “figlia di”: ma chi se ne importa.

The Haunting of Bly Manor Netflix – 9 ottobre

Se ve la siete fatta addosso con Hill House, Bly Manor non sarà da meno. Lo showrunner è lo stesso, Mike Flanagan (anche regista del sequel di Shining, Doctor Sleep), le atmosfere inquietanti pure e molti degli attori anche. Ma la nuova serie abbandona il remix delle vicende del romanzo di Shirley Jackson per ispirarsi a Henry James, dal Giro di vite a L’angolo felice. E, dopo il flop di The Turning, è una bella notizia. Ovviamente c’è l’istitutrice che si trasferisce con due orfani nel bel mezzo della campagna inglese, come nella migliore tradizione dell’orrore. Insomma, vibe gotiche e terrore garantiti.

La Révolution Netflix – 16 ottobre

Dimenticate la Rivoluzione francese così come l’avete studiata sui libri o l’avete vista in Lady Oscar. Dalla Francia con furore ne arriva una versione alternativa, un’ucronia – come fa figo dire adesso – sulla scia di The Man in the High Castle e del Complotto contro l’America. Qui però si parla di una delle rivolte popolari più celebri della Storia, in una declinazione ancor più terrificante. Joseph Guillotin, futuro inventore della ghigliottina, scopre una malattia che si diffonde tra gli aristocratici, un virus che li spinge ad attaccare le persone comuni: il sangue blu. «Genio!», direbbero gli sceneggiatori di Boris. Una nuova chiave soprannaturale per raccontare Presa della Bastiglia, scontro tra ricchi e poveri, annessi e connessi. Allonsanfàn.

Utopia Amazon Prime Video – 23 ottobre

Un gruppo di nerd dei fumetti svela il segreto di un manoscritto perduto da tempo che predice la prossima pandemia globale (un’altra?!) e deve combattere per tenerlo lontano dalle persone sbagliate. Gillian Flynn, l’autrice di Sharp Objects, Dark Places e Gone Girl, adatta l’omonima serie britannica del 2013, con John Cusack nei panni di un misterioso magnate delle biotecnologie e Rainn Wilson di The Office in quelli di un virologo che sente puzza di complotto. Per cospirazionisti doc.

Suburra – La serie 3 Netflix – 30 ottobre

Tutto è cominciato con il film di Stefano Sollima, poi la serie di Netflix e la consacrazione di Aureliano, Spadino e Lele, i tre protagonisti di Suburra interpretati da Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Eduardo Valdarnini. E adesso arriva il terzo e ultimo capitolo per la trinità profana che domina su Roma: Chiesa, Stato, Crimine. «È ora che ’sta città trovi un re» è il leitmotiv. Ma ora i nostri antieroi dovranno fare i conti con il suicidio di Lele, incapace di convivere con il senso di colpa generato dai crimini commessi, e con l’inaspettato risveglio dal coma di Manfredi, capo del clan Anacleti. Gli equilibri continuano a cambiare in questo coming of age gangster all’ombra del Colosseo. Ma la bromance più amata del piccolo schermo, quella tra Aureliano e Spadino, no, quella per fortuna non cambia mai.

The Mandalorian 2 Disney+ – 30 ottobre

Lo spaghetti western fantascientifico di Jon Favreau ha consolato i fan di Star Wars delusi dal gran finale della saga cinematografica. E se nella prima stagione Mando (Pedro Pascal) ha imparato che a volte bisogna smettere di fare il cacciatore di taglie e prendersi cura di un adorabile piccolo alieno con poteri misteriosi, nella seconda inizia a chiedersi cosa fare con la creatura. L’opzione migliore ovviamente è quella di restituire il Bambino ai Jedi, anche se tra i maestri della Forza e i Mandaloriani non corre esattamente buon sangue. Ma non aspettatevi un viaggio tranquillo, perché i soldati dell’Impero sono duri a morire e sulla strada spunteranno senza dubbio nuovi nemici. L’importante è che ci sia Baby Yoda.

Lovecraft Country Sky Atlantic – 31 ottobre

Il principio è lo stesso della miniserie Watchmen di Damon Lindelof, che realizzava un’espansione/sequel/reboot della graphic novel seminale di Alan Moore per riflettere sul suprematismo bianco contemporaneo. Lovecraft Country segue Atticus “Tic” Freeman, un giovane veterano afroamericano eroe della guerra di Corea con un debole per le storie pulp. Ma è anche dolorosamente consapevole che in questi racconti raramente c’è spazio per qualcuno che gli somiglia. Il suo autore preferito, il pioniere della fantascienza meets horror H.P. Lovecraft, però era anche un bigotto razzista. Tic ha la possibilità di vivere avventure che prima leggeva solo nei suoi romanzi preferiti, combattendo creature mitiche e – soprattutto – mostri in carne e ossa, che sembrano usciti direttamente dall’America di Jim Crow. Lovecraft Country sarà all’altezza della clamorosa strada già segnata da Lindelof?