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‘The Marvelous Mrs. Maisel’, la stand-up comedy è la migliore amica di una ragazza

Abbiamo incontrato "Nostra Signora delle serie tv" Amy Sherman-Palladino, il marito Daniel e tutto il cast della serie di Amazon Prime Video per il lancio della seconda stagione. Che è spettacolare almeno quanto la prima.

Prima di iniziare davvero questo pezzo, ecco una breve guida per chi ancora non sa che cosa sia The Marvelous Mrs. Maisel (e se è così, siete pazzi!). Insieme ad American Gods, è la serie con cui Amazon Prime Video ha iniziato a fare “ciao ciao” a Netflix (vedi gli Emmy e i Globe vinti). Parla di Miriam “Midge” Maisel, giovane moglie e madre di buona famiglia ebrea, che nella New York di fine anni ’50 viene tradita e lasciata dal marito Joel, aspirante comico senza la stoffa per diventarlo. Midge inizia così un viaggio alla ricerca di se stessa, scoprendo di avere un grande talento per la stand-up comedy, a differenza del consorte. Sì, lei, una donna nell’Upper West Side a metà del Novecento, quando tutti pensano che le donne non facciano ridere, che non si possa essere belle e divertenti allo stesso tempo, è esilarante. E, fatto non secondario, pure la sua manager “per caso”, Susie, è una donna.

L’altra cosa da sapere è che l’autrice della serie è Amy Sherman-Palladino. E non provate a chiedere: “chi?”. Perché Amy Sherman-Palladino è “Nostra Signora delle serie tv”, quella che dal nulla e con un budget ridicolo ha creato un fenomeno come Gilmore Girls, o Una Mamma per Amica se preferite. Tra parentesi ci ha detto che «se il momento è quello giusto e ci sarà la storia» non vede l’ora di tornare a Stars Hollow con Lorelai e Rory»).

Per il lancio della seconda stagione di The Marvelous Mrs. Maisel abbiamo incontrato Amy e il marito Daniel Palladino (regista, sceneggiatore e produttore esecutivo), le protagoniste Rachel Brosnahan (Mrs. Maisel in persona) e Alex Borstein (Susie), ma anche Michael Zegen (il marito Joel) e Marin Hinkle e Tony Shalhoub (Rose e Abe, i genitori di Midge).

Quando devi stare al passo con Amy Sherman-Palladino

Amy Sherman-Palladino è stata la prima donna nella storia a vincere un Emmy per la scrittura di una comedy e uno per la regia nella stessa sera, è celebre per i suoi dialoghi rapidissimi e super ritmati e per i suoi master long shot, le inquadrature larghissime, dove tutti gli interpreti sono in scena allo stesso momento.

«Questa serie nasce con una certa energia, un certo ritmo nelle battute» spiegano Amy e Daniel schioccando le dita «molte attrici non sanno come parlare veloce e recitare allo stesso tempo, perché nel drama la pronuncia è lenta e spesso l’interpretazione è tra le battute. Qui è difficile stare al passo e farlo sembrare naturale, è questa la grande abilità di Rachel e Lauren Graham (Lorelai Gilmore di Una Mamma per Amica)».

A Rachel viene naturale parlare velocemente, «non è una grossa sfida per me. La comedy è spaventosa ed esaltante, è come stare sulle montagne russe. Credo di aver imparato che mi piace farmela addosso, amo l’adrenalina! Può essere liberatorio recitare sulla parola e non tra le battute, quasi shakespeariano e a volte è la cosa più difficile del mondo, soprattutto quando scaviamo nei momenti più emozionali o crudi dello show, non è facile parlare così velocemente e avere tutte quelle emozioni allo stesso tempo». «Amy Sherman Palladino è l’esatto opposto di Miles Davis» continua Alex «sono entrambi dei geni, ma Amy odia lo spazio tra le battute, non vuole pause drammatiche, devi fidarti del materiale e non aggiungere il tuo di ritmo».

Ok, ma non avete mai paura di sbagliare, di incartarvi con questi dialoghi fulminanti e le lunghissimi sequenze corali? «Oh sì, ogni giorno!» rispondono in coro Marin, Tony e Michael che prosegue: «Nel secondo episodio della seconda stagione avevo una scena di 6 pagine. Nello show io e mio padre camminiamo per la fabbrica: era tardi, stavamo girando da 5 ore, facendo e rifacendo la scena, era uno degli ultimi take, sono arrivato alla fine, ho aperto la porta, c’era un tipo che fumava una sigaretta e ho dimenticato il suo nome! E quella è stata la prima volta in cui ho sentito Amy dire: “Oh no!”» ride. «Diventi così nervoso quando devi recitare in quelle scene, vuoi che sia tutto perfetto, per non deludere nessuno. Sono elettrizzanti e ti rafforzano» continua Marin. 

Alex Borstein, Rachel Brosnahan, Amy Sherman-Palladino, Caroline Aaron e Marin Hinkle alla premiere europea della seconda stagione a Milano.

Comedy is a girl’s best friend

Alla fine della prima stagione Midge pronuncia il nome che si è scelta, Mrs. Maisel, a voce alta alla fine di uno spettacolo. E nella seconda prosegue questa ricerca di se stessa e della sua voce. Eppure, racconta Amy «non entriamo mai nel merito dell’agenda politica e credo che sia molto importante perché le persone lo percepiscono, sentono l’odore della predica a km di distanza se hai la presunzione di dire loro quale dovrebbe essere il loro punto di vista». C’è una scena in cui Midge, dopo essere stata presa in giro tutta sera da comici maschi in un locale ed essersi sporcata il bell’abito nero con della senape, non ce la fa più, sale sul palco e spara a zero sui chi si è preso gioco di lei: «Scopre un aspetto spietato della sua personalità, che sorprende lei e pure noi. Ma per farcela davvero nel mondo della comedy, è necessario, non puoi salire sul palco, preoccuparti di piacere a tutti ed essere un buon comico. Quelli bravi dicono cose per cui le persone non piaceranno alle persone nel nome della commedia. E Midge se ne sta rendendo conto. Ma queste scene riguardano il percorso del personaggio e non hanno niente a che fare con questioni politiche e sociali».

Anche Rachel e Alex non parlano di intenzione femminista esplicita: «Semplicemente Midge e Susie diventando più sicure lungo il loro cammino. Sono due donne ambiziose e affamate, che si stanno immergendo in questi nuovi mondi, stanno perdendo i loro filtri, sono più aperte e meno prudenti».

Midge (Rachel Brosnahan) e Susie (Alex Borstein).

Anche Rose, la madre di Midge, sta cercando la sua strada e «sta esplorando il femminismo in maniera molto diversa dalla figlia perché è più grande: ha passato molto tempo a sentirsi orgogliosa delle sue scelte e ora una parte di lei sta crescendo in un’altra direzione» afferma Marin. Nella seconda stagione va alla Columbia per frequentare il corso di arte: «Indaga la sua individualità e libertà e fa un po’ la predica alla ragazze che frequentano la sua classe perché non vede nessuna insegnante donna all’università e allora consiglia loro di andare alla Business School per trovare un buon marito».

Midge è uno di quei personaggi femminili che esce dallo schema tipo attuale, la senti vicina: «In realtà di quello che può piacere ci si preoccupa di più nei network che nello streaming» precisa Amy e Daniel Palladino «Se una è dolce e non urla mai, non è simpatica, ma solo psicotica, perché significa che non ha emozioni, è un robot. Le attrici devono avere a che fare con questa cosa più di chiunque altro, perché sono costantemente preoccupate di quale sia il loro fattore di gradimento, quanto piacciano. Abbiamo avuto a che fare con interpreti che non vogliono urlare per questo motivo, è complicato, amiamo moltissimo Midge e sentivamo che se l’avessimo amato noi, forse l’avrebbero amata tutti».

Musical!

Guardate il primo episodio della seconda stagione di The Marvelous Mrs. Maisel e ditemi se non vi sembra di essere nel bel mezzo di uno spettacolo a Broadway o di un grandioso musical della Metro-Goldwyn-Mayer: «Non era nostra intenzione, quando abbiamo iniziato non l’avevamo deciso ma è stato naturale che fosse così. E fin dal pilot della season one, quando Midge sta camminando per la città e c’è la musica che suona, tutto ha iniziato a gravitare in quella direzione» racconta Daniel.

«Amiamo follemente il musical. Già nel pilot i brani erano scritti in sceneggiatura, in modo che la produzione sapesse quanto poteva costare il tutto» ride Amy «Non abbiamo score nello show, usiamo molte canzoni di Broadway, e credo che quello aggiunga alla serie la sensazione da musical. D’altra parte la prima che cosa che senti nel primo episodio in assoluto è Anthony Newly che canta Wonderful day like today poi arriviamo al primo episodio della seconda stagione e c’è Just Leave Everything To Me di Barbra Streisand, c’è un filo, ragazzi! Semplicemente quella è la colonna sonora perfetta per il nostro show». Se come confessava Amy la musica è fondamentale, lo sono altrettanto scenografie e costumi: «È come Game of Thrones con, al posto dei draghi, persone che passeggiano a New York nel 1959. E ogni comparsa è perfettamente vestita, ogni macchina è vintage, è incredibile camminare sul set. Credo che i dettagli facciano una grande differenza, si tratta di rispetto per il pubblico, volevamo offrire un’esperienza quasi 3D, molto immersiva. E il budget aiuta» spiega Daniel.

Quando hai pochi soldi le prime cose che tagli sono le sequenze in cui i protagonisti camminano per strada, entrano ed escono dagli edifici, con il risultato che alla fine tutto sembri molto chiuso, interno. Invece qui avrete l’impressione di respirare con Midge: «Questa serie ha bisogno di aria perché è su una donna la cui vita era stretta e ora sta diventano sempre più grande. E se non avessimo mostrato il mondo intorno a lei, non sarebbe stato lo stesso» conclude Amy.

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