Mirko Matteucci: «Sono un po’ tassista e un po’ mignotta»

Salvini, Di Maio, la tv e l'Italia. Il mondo secondo il tassinaro barbuto di Propaganda Live

Foto via Facebook


«Prennemose ‘na biretta!» L’intervista con Mirko Matteucci, il tassinaro di Propaganda Live (da stasera, alle 21:15, su La7) è proprio come te lo immagini. Ci fermiamo in un bar di Trastevere, ma i posti fuori sono tutti occupati. Non ci resta che ripiegare per l’interno del locale. «Tanto ce sta l’aria condizionata», dice. In realtà fa caldissimo e passiamo l’intera intervista a grondare di sudore.

Il tuo ruolo a Propaganda Live quest’anno?
Penso che farò sempre l’inviato. Pronto, però, a qualsiasi tipo di sfida. Se loro me ne propongono una nuova.

La più ardua?
Buttarmi col paracadute. Ho fatto pure il volo dell’angelo, ma il paracadute è stato più bello, ma anche più pericoloso.

Con Zoro com’è nata la collaborazione?
Sette o otto anni fa, a Piazza Colonna, durante la manifestazione dei tassisti italiani contro le liberalizzazioni di Monti, vidi Diego in mezzo a noi. So’ andato da lui a scherzare, è nata una sorta d’amicizia. E poi, col fatto che c’avevo er taxi, la mattina lo chiamavo e je dicevo «Mo te vengo a prendere, annamo in giro». Mi divertiva molto.

E poi?
Una volta stava tornando da Milano, mi chiese di riaccompagnarlo a casa. Usò quel momento per fare un’intervista, gli piacque parecchio e la mise fra lo scoop di Daniele De Rossi (che sarebbe rimasto a Roma a giocare) e Valerio Mastandrea che faceva il finto psicologo.

Ho capito, ma quand’è che ti ha chiesto di collaborare?
Quando è andato a fare una piccola tournée in Italia, la gente gli chiedeva più di me che di Valerio Mastandrea. Gli dicevano che quel tassinaro faceva ride’. Lui forse già lo sapeva, ma la gente l’ha convinto ancora di più. E quindi, un giorno, mi disse che partiva Gazebo e ci sarei stato anche io.

Come hai reagito?
Il cuore mi andò subito velocissimo. Sono molto timido. Il solo pensiero di parlare in diretta, davanti a una telecamera, mi faceva sudare.

Perché Propaganda Live funziona così tanto?
La gente che mi ferma dice che è l’unica cosa che si può vedere in televisione. Mi dicono «Ce fa diverti’, ce fa pensa’, ce vola il tempo e impariamo. Tante volte ascoltiamo i tg e i talk show e capiamo molto di meno». Il programma ha trovato un elisir di satira in senso stretto. Si ride senza perdere il buongusto. Ci sono tre geni fondamentalmente.

Chi sono?
Makkox con le sue trovate e i suoi fumettoni, il direttore Andrea Salerno che ci mette del suo e Diego che ha idee, fa le interviste e riesce, pure nei momenti più drammatici, a fatte fare un sorriso.

E tu?
Io ho scoperto, ed è stata una piacevole sorpresa, che mi fermano i bambini piccoli, con la mamma, la zia, mi chiedono le foto. Vuol dire che il mio personaggio – che poi sono me stesso – va bene per quella fascia, che va dai 10 agli 80 anni.

Ti hanno proposto altri programmi, oltre a Propaganda Live?
No. E non li ho cercati neanche io. Non ho manager, sono nato con loro e non c’è ragione di cercare altre cose.

Ok, parliamo di cose serie. Da tassista, quali sono i commenti dei tuoi clienti su questo Governo?
Ne ho trovati tanti che dicono «io non sono razzista, ma sono d’accordo con Salvini». E non me lo dicono solo nel taxi.

Che pensi?
Io cerco di pensare positivamente, come filosofia di vita. Se c’abbiamo ‘sto Governo ce lo meritiamo.

Ma tu sei di sinistra?
Di famiglia, però sono pure un anarchicone. Non è detto che debba votare sempre a sinistra. Ho fatto anche altre scelte in passato. Non mi piace avere delle etichette.

Capito, ma il clima a Roma e in Italia è cambiato? Si percepisce un’atmosfera più pesante per te?
Solo per le buche e il traffico. (ride, ndr) Gli ammortizzatori ormai sono da buttare.

Vuol dire che non sei contento della Raggi?
Da tassista, se parlassi male della Raggi, mi darei la zappa sui piedi da solo.

Perché?
Perché la licenza è comunale. E quindi… E poi a me non me piace parlare male di nessuno. So’ mignotta, come tutti li tassisti. Che te metti a parla’ male de quello che te paga?

Sì, comprendo, ma qui si tratta solo di dire un tuo pensiero.
Eh, ma sai quante volte le persone dicevano «Con quello nun ce parla’ perché è amico de Renzi»?

E perché mai, scusa?
Perché si fermò a parlare con me per una micro-intervista a via Veneto. Da lì abbiamo fatto il Tg Bello tutto pro-Renzi. Solo che la gente ci casca, come se non capissero che c’era un copione.

Ma ti è simpatico Renzi?
C’è stato un periodo in cui mi era tanto, tanto simpatico. Un Premier che si ferma a parlare mi diventa simpatico da mori’.

E poi ha smesso di starti simpatico.
Be’, insomma, ha distrutto un partito. Poi la sinistra è sempre stata brava a farsi male da sola. Però Renzi continua a starmi simpatico. Anni fa presi sul taxi Occhetto, Achille. Mi disse che la sinistra, per vincere, deve rimanere unita. Questa è la verità: si ti dividi non vincerai mai.

Torniamo all’attualità. In Svezia la destra xenofoba avanza. Una cosa preoccupante no?
Che brutta notizia. Quando sento della destra xenofoba mi viene da pensare ai migranti. ‘Sti poracci che scappano dalle guerre. Andrebbero aiutati.

Non pensi che quest’aria possa arrivare anche nel nostro Paese?
Vuoi sapere una cosa? Per me Salvini e i Cinquestelle dureranno parecchio al Governo. Soprattutto Salvini: ci sono tante persone che hanno un fondo di cattiveria contro questi poveri ragazzi migranti.

Pensa, invece, che Mauro Alboresi ha detto che questo Governo non durerà molto e non manterrà le promesse.
Se lo dice lui. Io la vedo in prospettiva, chi ha votato Berlusconi, se questi restano cinque anni, si sganceranno da lì verso la Lega.

Sempre Alboresi ha dichiarato che il PD sta facendo un’opposizione di destra. Che ne pensi?
Il PD si arrampica sugli specchi e fa opposizione. Non credo imiti la destra.

Ma come lo vedi il PD?
Maluccio. Dovrebbe fare un’altra rivoluzione e si dovrebbe riformare.

Passiamo al capitolo Salvini e Di Maio.
Salvini mi sembra voglia parlare anche di cose che non sa, spara ‘ste sentenze… Non posso parlarne bene perché è lontano dal mio pensiero. Di Maio cerca di fare le cose in maniera differente da come le facevano gli altri, è comunque una novità. Prendi Genova: d’instinto, la società Autostrade, m’è diventata antipatica pure a me. Guadagnano tanti soldi e, una cosa che devono fa’, la fanno crolla’? Pure io avrei detto che questi non ce devono ave’ più niente da noi. Da una parte è un modo nuovo de fa’ politica, fammela passa’. Però, se devo dirti la verità, Di Maio non lo vedo così lontano dal pensiero mio.

Ok, ma quest’Italia, come ti sembra?
Molto meglio di come ce la descrivono tutti. Una turista canadese mi disse, una volta, che qui c’è una cosa che altri luoghi non hanno: l’umanità. E già questo ci dovrebbe rendere orgogliosi. Hai presente Gaber che Io non mi sento italiano diceva che “per fortuna o purtroppo lo sono”? Ecco, è quello che provo io. Però poi, magari, vai all’ospedale e ti trovi un primario incapace perché “figlio di”. In Inghilterra non è così e, infatti, ho fatto due figli con una inglese, così non sono costretti a vivere in Italia.

Hai parlato di umanità. Gli italiani non l’hanno un po’ persa?
Quelli che appoggiano Salvini sicuramente sì.

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