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Melissa Greta Marchetto tra musica, tv e un sogno: fare il direttore artistico di ‘Sanremo’

I pattini (capirete), il canto, Deejay Tv, la radio, 'Quelli che il calcio' e ‘Magazzini musicali’, il programma che ha riportato la musica sulla tv generalista. Chiacchierata semiseria con la conduttrice

Melissa Greta Marchetto

Foto: Cosimo Buccolieri, styling: Ylenia Puglia, produzione: Romina Piperno

«Sai, forse il problema di questa intervista sarà proprio rimanere serie… perché, dai, ma chi ci crede?!?». La chiacchierata con Melissa Greta Marchetto inizia proprio così, preludio di un’inevitabile deriva al cazzeggio. «Comunque ho pianificato tutto», continua la conduttrice di Magazzini Musicali (dal 2 gennaio ogni sabato su Rai 2 con Gino Castaldo), nonché volto di Quelli che il calcio e voce di Rai Radio2, «ho prenotato il treno per Milano nel pomeriggio, in modo da avere la mattinata libera per voi di Rolling Stone. Sono in casa, chiusa dentro e, a meno che il vicino di casa non inizi a martellare, nessuno ci disturberà».

Partiamo da una domanda seria, giusto per avere uno straccio di alibi. I cantanti di Magazzini Musicali si esibiscono sempre dal vivo: è un modo per ridare linfa ai live, azzerati dall’epidemia?
Assolutamente. Il nostro è un vero e proprio diktat: sia che si colleghino da remoto sia che ci raggiungano fisicamente in studio, tutti i cantanti si esibiscono rigorosamente dal vivo. Oggi più che mai bisogna puntare i riflettori sui live. Sono sempre stata una grande appassionata di concerti, ho partecipato a tantissimi eventi, eppure adesso mi sembra quasi di essere una privilegiata a poter assistere a una performance dal vivo. Sembra quasi un miracolo.

Tra l’altro vi divertite ad accoppiare cantanti molto diversi tra loro, come Sfera Ebbasta e Zucchero. Che poi è la stessa formula sposata da Amadeus per il prossimo Sanremo. Come spieghi questa tendenza al famolo strano, ossia a creare degli ossimori musicali? La bella canzone non basta più da sola per attirare l’attenzione?
Non è che non basta più. Si tratta, semplicemente, di offrire uno sguardo veritiero sul panorama italiano: non c’è solo la tradizione, ma anche la sperimentazione. Ed è giusto che entrambe le anime trovino spazio in tv magari – perché no? – dialogando tra loro. Possono nascere interessanti featuring. Inoltre, è bello vedere Sfera Ebbasta chiedere consigli a Ligabue… o viceversa! Mi piace immaginare un big che chiede aiuto sull’auto-tune o che si confronta sui programmi tv del momento (ride, nda).

Veniamo a te. Magazzini Musicali è il primo programma tv tutto tuo, da conduttrice. Aggiungerei: alla buonora! Di gavetta ne hai fatta tanta, persino troppa…
La gavetta non è mai abbastanza, penso che continuerò a farla ancora per tanto, tanto tempo… Ci sono moltissimi conduttori bravi in circolazione: nulla mi era dovuto. Sono pertanto molto grata ed entusiasta per questa opportunità: Magazzini Musicali è il programma che sognavo da sempre. La musica è il mio pane. Anzi, di più: è la “materia a piacere” che sceglierei.

Ok, ma dimmi la verità: tu hai toppato qualche fondamentale. Tipo: mi sei andata poco alla feste, hai trascurato le giuste conoscenze? Per esempio, la Delogu: te la sei fatta amica? Capiamoci…
Eh, ma io sono una ragazza studiosa, che sta sempre a casa… No, non è vero! (scoppia a ridere, nda) Alle feste, fintanto che c’erano, ci sono sempre andata: mi piace cazzeggiare in giro. Dici che mi dovrei impegnare di più?

Se vuoi, puoi giocarti la carta: “Sono una donna e in quanto tale devo faticare il doppio per affermarmi”.
Che ne dici del: sono una donna, non sono una santa? (ride, nda) Tra l’altro, ai tempi in cui conducevo il Tg di DeejayTv, facevo proprio la pr per arrotondare…

Andiamo bene.
D’altronde, a Milano cosa volevi fare se non la pr e organizzare feste? Ma, dopo un anno a frequentare l’ambiente delle pubbliche relazioni, mi sono detta: “Mai più! Non fa per me”. Direi che da quella esperienza non ho imparato un tubo…

Cosa hai imparato invece dall’esperienza di Deejay tv e da quella, ancora in corso, di Quelli che il calcio?
Sono state entrambe fondamentali, perché ho avuto la grande fortuna (sì, serve anche una buona dose di quella) di incontrare persone che avessero voglia e tempo di insegnarmi il mestiere. Non si nasce infatti giornalisti o conduttori tv: non ci si può improvvisare. Tra l’altro Deejay Tv e Quelli che il calcio sono due realtà molto diverse tra loro: è come passare dal congelatore, perché il notiziario richiede compostezza e rigore, al calore della comicità e all’intrattenimento.

Luca e Paolo sono indubbiamente bravissimi. A occhio, però, sembrano anche un tantino rompiscatole, o no?
Vuoi la verità? Sono una rompiscatole almeno quanto loro, quindi ci troviamo benissimo! Luca e Paolo sono due professionisti molto disciplinati, che curano il dettaglio, ed è un approccio che apprezzo molto. Tra l’altro sono simpaticissimi e ironici.

Prima di approdare in tv, ti sei cimentata con la musica, debuttando nel 2005 come cantante. Ancora prima, da giovanissima, hai praticato ginnastica artistica. Sbaglio o fin da subito hai scartato a priori il pattinaggio, nonostante tuo padre fosse un celebre allenatore?
… Mi è stato consigliato! Mio padre mi ha infilato una volta sola i pattini, dopodiché mi ha detto: “Figliola mia, ti voglio bene ma… metti immediatamente via i pattini!”. Dato che se ne intendeva parecchio, aveva subito capito che non avevo speranze. Con il cuore in mano, e i pattini nell’altra, ha rinunciato ad avere una figlia pattinatrice.

Be’, non è una scelta da poco: molti genitori forzano i figli a seguire le proprie orme.
È vero, anche se i miei (padre allenatore di pattinaggio e madre insegnante di educazione fisica, nda) hanno comunque cercato di indirizzarmi verso lo sport. Poverini: le hanno provate tutte, mancava solo il minigolf. Ti dico solo che ho imparato a nuotare in montagna…

… come sarebbe a dire in montagna? Ti hanno lanciata in un lago ghiacciato?
(ride fragorosamente) No, no! È andata così: ero terrorizzata dall’acqua, e un’estate i miei han pensato bene di portarmi in piscina in montagna.

Ha funzionato?
Eccome: Federica Pellegrini, spòstate! In realtà non nuoto affatto bene, però ho almeno superato la paura dell’acqua. Come dicevo, i miei le hanno provate tutte, ma purtroppo non ho un gran feeling con lo sport. Morale: a 18 anni, appena ho avuto un briciolo di potere decisionale, ho prenotato la mia prima lezione di canto.

Però poi, il canto, lo hai lasciato: perché?
Non l’ho mai abbandonato: chiedi pure al mio vicino di casa. Conosce a menadito la playlist che canto a squarciagola sotto la doccia! Diciamo che non contemplo una carriera esclusivamente da cantante: al momento, sono concentrata su altro. Semmai il canto può essere un valore aggiunto nel mio mestiere da conduttrice.

Anche la tua autoironia può essere considerata un valore aggiunto?
L’ironia è la mia salvezza. Ho una percentuale di timidezza che mi porta a vivere la vita con questo approccio: non c’è nulla di artefatto, è la mia vita propedeutica. E poi, dai, è più divertente vivere così!

Ho letto una tua intervista a Vanity Fair dove, oltre a raccontare la tua recente storia d’amore, ammettevi che il tuo sogno era “avere tanti figli”. Il tuo compagno ha superato il trauma: è ancora tra noi?
Mi ha detto: “Devo andare a prendere le sigarette” e non è più tornato! Battuta a parte, non è un caro estinto: è ancora tra noi.

Allora è vero amore.
Speriamo! È una storia fresca, ma molto bella. Lui non fa parte del mondo dello spettacolo e questo aspetto mi piace, perché c’è uno scambio maggiore: lui mi dà tanto del suo mondo e io del mio.

Tu hai condotto il DopoFestival e ho letto, praticamente ovunque, che desidereresti tantissimo in futuro non solo condurre Sanremo, ma anche fare il direttore artistico. Mi chiedevo: hai presente Morgan?
Ma speriamo! Sanremo è anche quello: vuol dire essere pronti a tutto! Mi piacerebbe fare il direttore perché credo che mi divertirebbe molto scegliere i cantanti in gara.

Lo sai, vero, che ti faresti immediatamente 2400 nemici?
Perché, invece, facendo altri lavori non te li fai? Allora tanto vale andare fino in fondo, no? Comunque, se mai farò Sanremo, la postazione Rolling Stone è già prevista! Vedi, mi faccio anche degli amici.

Eventualmente, però, come Piano B al sogno Sanremo, andrebbe bene anche il ruolo di giurata in un talent show canoro?
Non saprei. Onestamente non mi sento pronta per giudicare. Preferisco ascoltare gli altri: mi piace di più ed è quello che sto facendo a Magazzini Musicali, dove do la parola agli artisti e lascio loro l’esecuzione, senza giudizi.

In ogni caso, io te la butto lì: a X Factor c’è un posto vacante alla conduzione…
Ti ringrazio, ma io sono molto felice di lavorare in Rai. Nel momento in cui entri a far parte di un progetto, lo abbracci a 360° e si fa un percorso insieme. Perché dovrei andare da un’altra parte quando sto facendo un’esperienza stupenda a Rai Radio2 e in Rai? E poi penso che Daniela Collu sia bravissima… tiè!

Allora dimmi: il percorso in Rai cosa prevede dopo Magazzini Musicali?
Condurrò un programma tv dedicato alle start up, insieme a Fabrizio Biggio. In lui ho trovato il partner ideale: è stata un’esperienza fantastica.

Bene, direi allora che abbiamo finito.
Posso dirti un’ultima cosa? Il signore del piano di sopra ha iniziato a martellare, come avevo previsto a inizio telefonata! Se mi va male, posso sempre leggere i fondi del caffè…