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‘L’altro ‘900’, viaggio nella letteratura del secolo breve con Alessio Vassallo

L'attore legge brani di alcune delle figure più complesse - da Berto a Flaiano a Pratolini - nei loro luoghi, accompagnati da testimonianze critiche e documenti d’epoca. Un programma coltissimo, una bella scommessa.

La copertina di 'Anonimo veneziano' di Giuseppe Berto e Alessio Vassallo (Credit: Marco Provvisionato/MDPhoto / IPA).

L’altro ‘900 è uno di quei programmi di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno. Li chiamano giustamente “di servizio pubblico”, ma sono molto più di questo. Perché hanno un valore altissimo, non solo ovviamente a livello culturale, ma anche dal punto di vista produttivo e di coinvolgimento del pubblico. È qui che ci danno una lezione importantissima. Attraverso testimonianze critiche, documenti d’epoca e materiali d’archivio inediti o rari, L’altro ‘900 dipinge alcune delle figure più affascinanti e complesse della scena letteraria del secolo breve: Giuseppe Berto, Anna Banti, Ennio Flaiano, Giovanni Testori, Carlo Levi, Vasco Pratolini. E già questo è un gigantesco plus nella tv di oggi, pure se parliamo di quella di Stato. In più i sei episodi lo fanno raccontando le pagine più significative e i luoghi della scrittura di questi protagonisti della letteratura italiana. Vuol dire che non fa delle riprese da studio, ma prende e si sposta in giro per l’Italia con tutto quello che produttivamente ne consegue, per realizzare un programma coltissimo. A portarci in quei luoghi, a leggere le parole di quegli intellettuali c’è un attore giovane, talentuoso e appassionatissimo di romanzi: Alessio Vassallo.

«Leggere è un’arte diversa dal recitare: io sono sempre stato un grande divoratore di libri, amo soprattutto la letteratura americana, per me parte tutto da John Fante, che poi fu scoperto da Bukowski» spiega Alessio «Finalmente ho trovato un programma dove ho potuto calarmi nella lettura con un grande vantaggio: essere fisicamente sul posto è una marcia in più nella comprensione emozionale e nella resa». Non è stato sempre facile ovviamente, ma ne è sempre valsa la pena: «Non ti dico il casino per girare a Venezia, ma poi alle 6 di mattina ti trovi in una piazza San Marco completamente vuota, non c’erano nemmeno i piccioni, e wow, non mi era mai capitata una roba così. Leggere Anonimo Veneziano di Berto tra quei canali è stato incredibile». Oppure Noi Credevamo della Banti al Gianicolo prima dell’intervista a Mario Martone e Giancarlo De Cataldo: «Gli autori hanno fatto una selezione dei brani strepitosa, una ricerca pazzesca, mettendo insieme pezzi dello stesso scrittore da libri diversi. Non si tratta di scegliere i più belli, ma di dare proprio un filo conduttore narrativo». E poi ci si arriva con Carlo Levi ad Aliano (dove fu trasferito perché considerato pericoloso per l’ordine pubblico nazionale) e Matera: «Nonostante siano dei posti stupendi sembrano dei pezzi di Italia a se stanti, anche solo arrivarci è complesso, le strade non sono finite, quel Cristo si è fermato a Eboli è ancora attualissimo, lì sembra che il tempo si sia fermato».

L’autore più complicato a cui approcciarsi è anche quello che Vassallo ha amato di più: «Giuseppe Berto, il suo Male Oscuro è un flusso di pensiero: si parla di depressione in un periodo in cui ancora non esisteva un termine per indicarla, ne soffrivano in molti ma veniva chiamata semplicemente “male oscuro”. All’inizio ti senti molto distante da quel racconto, invece poi capisci che quelle parole posso essere parte di ognuno di noi, quei picchi di depressione seguiti da piccoli momenti di felicità, poi risucchiati totalmente di nuovo dall’oscurità».

Spesso Alessio viene chiamato nelle scuole di recitazione a parlare ai ragazzi: «Io dico che per me la prima cosa è leggere tantissimi libri, perché dal romanzo riesci davvero a capire qual è l’arco narrativo di un personaggio, hai tutti i tasselli per la sua costruzione, mentre in un film no, è tutto compresso in 90 minuti e c’è il montaggio…».

Questo secondo ciclo dell’Altro ‘900 si concentra in particolare sul rapporto tra la letteratura e il cinema: alla fine di ogni puntata su Rai 5 andava in onda un film legato alle opere degli scrittori. Un territorio che Alessio conosce bene, visto che è l’amatissimo volto di Mimì Augello nel Giovane Montalbano, tratto da Camilleri: «Quei testi sono degli spartiti musicali, non sono facili da suonare perché sono complessi, la commedia che vedi in Montalbano non è semplice ma è perfetta. Adesso sto girando La stagione della caccia sempre di Camilleri e sono anche sul set di un’altra produzione basata su Passeggeri Notturni di Gianrico Carofiglio. Sono fortunato, perché si tratta sempre di progetti legati a veri autori».

Poi Alessio, che è reduce dal successo tv de I Medici e sta portando in tournée Dieci storie proprio così (che non racconta i morti, ma persone vive che oggi combattono la criminalità organizzata) confessa di essere contro la parrocchia: “era meglio il libro”. «Non è vero, dipende, conta molto anche la prima cosa che tu vedi o leggi. Logicamente il libro ti dà la possibilità di immaginare, e bisogna sempre leggerlo prima di vedere il film».

La forza dell’Altro ‘900, secondo Vassallo, «è che chi lo guarda poi dovrebbe pensare: “Che figo, ora esco e mi vado a comprare un libro di Berto”, avere lo stimolo a conoscere un autore e a leggere. Da buon lettore leggo e comunico agli altri quel piacere nella maniera più naturale possibile. È ciò che mi interessa nel mio lavoro: più che focalizzarmi sui personaggi che comunque sono molto importanti, guardo sempre prima la storia, adoro essere parte di una storia».

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Dopo la messa in onda su Rai 5, L’altro ‘900 è su RaiPlay e prossimamente arriverà anche su Rai 3.

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