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‘Killing Eve’: il successo e il futuro della spy-story al femminile più bella della tv

Com'è nata la serie? Qual è il suo segreto? E dove ci porterà la seconda stagione? La co-protagonista Jodie Comer, la nuova showrunner Emerald Fennell e la produttrice Sally Woodward Gentle rispondono

Sandra Oh e Fiona Shaw sul set di 'Killing Eve 2'

Foto: Nick Briggs/BBCAmerica

“Vivo in una strada dove ci sono spesso degli omicidi, quindi non voglio che tu senta mentre mi uccidono”, dice Emerald Fennell al telefono mentre armeggia con le chiavi fuori dal cancello della sua casa di LA. Poi ci ripensa: la sua scomparsa prematura e violenta potrebbe essere una buona storia. “La migliore”, riflette. “Forse non sei assetata di sangue quanto me, io sarei felicissima di essere dall’altra parte della cornetta”.

Questo dice parecchio della psicologia di Fennell e, per estensione, della quantità di informazioni rilevanti sui nuovi episodi di Killing Eve (dall’8 aprile su TimVision), la maggior parte dei quali è stata scritta da Fennell, che è anche produttore esecutivo. Basata su una serie di racconti per e-book intitolata Codename Villanelle — con un’assassina e un’agente dell’MI5 che giocano al gatto e al topo — la prima stagione è nata grazie a una cena in cui l’autore Luke Jennings era seduto accanto a uno dei colleghi del produttore Sally Woodward Gentle. Dopo aver ascoltato le storie, Gentle ha pensato che avrebbero potuto adattarsi bene a Phoebe Waller-Bridge, creatrice di una serie non ancora andata in onda al tempo: Fleabag. “A tutti piace una killer psicopatica donna”, dice Gentle. “E ho pensato, ‘Prova a guardare qualcosa del genere attraverso il caleidoscopio di Phoebe, e potresti avere in mano qualcosa di pericoloso e nuovo'”.

Quando lo show è stato trasmesso in America lo scorso aprile, gli spettatori hanno subito abbracciato la sua complicata e sovversiva storia femminista di co-dipendenza ossessiva, avvolta nella più dark delle commedie. Dal momento in cui l’ambiziosa agente Eve, interpretata da Sandra Oh, appare sullo schermo — svegliandosi urlando — è ovvio che non sarà il solito thriller. (“Mi sono addormentata sulle braccia”, spiega al marito nervoso. “È stato spaventoso”.) E mentre Eve si avvicina sempre di più all’omicida Villanelle impersonata da Jodie Comer, non è chiaro chi stia inseguendo chi. Per il Guardian è la miglior serie del 2018. Oh ha vinto un Golden Globe e Comer è diventata una star da un giorno all’altro, con la sua interpretazione di una seducente e sfacciata psicopatica che ostentava una frivola gonna rosa e stivali da motociclista.

Jodie Comer e Sandra Oh nella prima stagione di ‘Killing Eve’

Prima del debutto, BBC America ha annunciato che ci sarebbe stata una seconda stagione. Comer racconta così il momento in cui l’ha scoperto: “Ero a New York per l’attività stampa, ho cenato con Sandra e ho bevuto il mio primo martini in assoluto”. A quel punto, Waller-Bridge, travolta dal fenomeno che era diventato Fleabag, ha suggerito che la sua amica Fennell venisse ingaggiata come sostituta. “Sono entrambe molto audaci”, dice Gentle. “Hanno un senso dell’umorismo cattivissimo. E una straordinaria visione femminile”. Waller-Bridge ha stabilito le regole fondamentali — Villanelle non usa mai la sua sessualità sulle vittime, ad esempio, e non veste mai per gli uomini — che sono parametri molti utili per Fennell. “Ha costruito questo mondo come una bella casa delle bambole”, spiega Fennell, “dove io potevo entrare e spostare i mobili e le bambole. Ma, se avessi avuto un dubbio, avrei chiamato Phoebe”.

Non che Fennell avesse bisogno di essere tenuta per mano: è stata sua l’idea di iniziare la seconda stagione esattamente 30 secondi dopo la fine della prima, per permettere al pubblico di assistere alle conseguenze immediate di quella scioccante scena finale. “Durante la nuova stagione abbiamo esplorato a fondo questi momenti in cui Villanelle è costretta ad affrontare l’effetto che Eve ha avuto nella sua vita”, spiega Comer, che contemporaneamente ha sperimentato l’effetto che il ruolo aveva sulla sua di vita. Il cast aveva già iniziato da un po’ a girare la seconda stagione quando la prima ha debuttato nel Regno Unito. “Il fine settimana successivo all’uscita dello show, Jodie stava andando a un meeting. Nel vicolo c’era solo un uomo”, racconta Gentle. “Si è girato, l’ha vista e ha detto: ‘Oddio, pensavo che tu fossi qui per uccidermi!’, ha avuto un attimo di terrore” ride lei. “È stato piuttosto divertente”.

Quella reazione viscerale è parte dell’obiettivo. “Ho sempre desiderato che Villanelle potesse sedersi accanto alle persone sulla metro”, afferma Gentle. “Voglio mantenere questa sensazione”. Fennell concorda: “Normalmente cerchi di saltare gli aspetti più normali e ‘noiosi’. Ma Killing Eve è così vivida e affascinante perché non li salta mai. Le cose più reali, per me, sono terrificanti”.

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