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Il metodo Celenza


Perché il Dalai Lama è molisano? Come nasce la voce di Keith Richards? Il doppiatore ci ha spiegato, passo dopo passo, come sceglie e trasforma le voci dei suoi personaggi

«Quando ho scoperto questa cosa del doppiaggio, appena vedevo qualcuno mi immaginavo di cambiargli voce, mi eccitavo», dice Fabio Celenza. «Adesso tutti quelli che mi incontrano mi chiedono di cambiargli voce». Che sia il primo, storico video di Mick Jagger, il più recente Ollolanda della Meloni o il matrimonio molisano della figlia del Dalai Lama, tutti abbiamo visto almeno una volta un video di Fabio Celenza, e tutti ci siamo chiesti come facesse a “trovare” i dialetti italiani dentro alle voci di rockstar, politici e personaggi d’ogni tipo.

«Il lavoro consiste in due componenti. Prima devo immaginarmi delle parole: faccio andare il video senza audio e provo a decifrare quello che viene detto. Se ascolto l’audio originale è finita, perché mi condizionerebbe. Quello che fa davvero ridere è cambiare il senso: il Dalai Lama che ti parla della figlia che si sposa, fa ridere», dice. «Poi c’è l’altra componente che è quella della voce: fare il match tra la faccia e una delle mie voci è difficile. Mi segno le frasi e le ripeto miliardi di volte».

Ci siamo infiltrati nel suo studio – Celenza è ospite di Hukapan, casa artistica di Elio e le storie tese – e, per scoprire tutti i segreti del suo metodo creativo, gli abbiamo commissionato due voci “su misura” per Rolling Stone: Ringo Starr e Greta Thunberg. Potete vedere la video intervista in cima all’articolo.

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