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‘Guida astrologica per cuori infranti’, Claudia Gusmano e il potere delle stelle

L'attrice siciliana è tornata da protagonista assoluta della rom-com 'zodiacale', guilty pleasure targato Netflix. L'abbiamo incontrata fra teatro, serialità e futuro al cinema

Claudia Gusmano è Alice in 'Guida astrologica per cuori infranti'

Foto: Lucia Iuorio/Netflix


Non so a voi, ma quel «Buongiorno, bilancina!» a me è entrato in testa. La serie di Netflix Guida astrologica per cuori infranti è praticamente una droga: un guilty pleasure con tutti i crismi d’ordinanza (storia che dà dipendenza, target over 30 ma in realtà 15 anni mentali, tonnellate di cuoricini e una seconda stagione più debole ma che ti guardi comunque) e che ha consacrato Claudia Gusmano, aka la protagonista Alice, nella rosa delle attrici emergenti che contano. Nella prima stagione lei era infatti la nostra New Girl (perfino ancora più simpatica), nella seconda la versione italica di Emily in Paris (ma decisamente più simpatica). In altre parole: al suo primo ruolo da protagonista assoluta, Gusmano ha fatto centro. Con tanto di benedizione delle stelle.

Non so se tu credi nell’astrologia, in Dio o nel destino, ma di certo lassù qualcuno ti ama…
Ah, questo è poco ma sicuro! Non è infatti successo nulla di tremendo.

In che senso, scusa?
Ho vissuto tutta la prima stagione con la sindrome dell’impostore, ma in versione apocalittica. Mi aspettavo che a un certo punto accadesse qualcosa di terribile che mi facesse perdere il ruolo.

Con pandemia e guerra abbiamo dato. Immaginavi quindi un’invasione zombie?
Tipo. O anche banalmente che qualcuno capisse che non ero all’altezza del ruolo.

Però non è successo.
Esatto, e meno male, perché aspettavo quest’occasione da tutta la vita e perderla sarebbe stato terribile. Comunque, appunto, non è successo e così, quando abbiamo girato la seconda stagione, mi sono finalmente un po’ rilassata e me la sono goduta.

Quindi alla fine ci credi al potere delle stelle?
Neanche per sogno! O meglio, ci credevo prima di fare Guida astrologica per cuori infranti.

Detta così non ha molto senso.
Per anni leggevo l’oroscopo e davo molto credito alle previsioni. Poi, proprio quando ho deciso di smetterla con l’astrologia, è arrivato il provino per Guida astrologica e un successo che, per forza di cose, è legato alle stelle. Tra l’altro ricordo che, prima di entrare dal casting director e sostenere il provino, sentivo di essere calamitata verso Alice come se quel ruolo fosse già mio. È stata una sensazione strana. In ogni caso, mantengo il punto e resto scettica.

Della serie: “Confermo e vado avanti”?
Proprio così. Se anche mi capita di leggere l’oroscopo, non ci do più peso: mi faccio due risate e me ne frego.

Da come ne parli sembra che tu abbia un segno terribile…
Leone.

Ma dài, è il migliore! Lo dice la serie e lo sottoscrivo pure io, che sono Leone.
Vallo però a spiegare a Paolo Fox! Per anni ha massacrato noi Leoni. Era così cattivo che c’erano dei giorni dove speravo che si schiantasse un meteorite sulla sua macchina. Finché infatti l’oroscopo prevede cose belle, è tutto meraviglioso: per certi versi ti dà quasi l’idea di poter controllare il tuo destino. Quando però ti dicono che sarà un anno sfortunato, non sai più cosa fare… Sei spacciata e basta! (ride, nda) Tra l’altro, in generale si pensa sempre che il Leone sia un brutto segno, ma non è assolutamente così. Giusto i responsabili del casting non si sono spaventati quando ho spiegato loro che ero nata il 20 agosto… o forse non me l’hanno mai voluto dire! (ride, nda)

Ci sarà stato però qualcuno, nel cast, che credeva alle stelle?
In realtà no, eravamo tutti abbastanza “sani”. Giusto Lorenzo Adorni ha dovuto studiare, visto che aveva il ruolo di Tio. Io invece mi sono fatta trascinare, anche perché era quello che serviva al personaggio.

Claudia Gusmano (Alice) e Lorenzo Adorni (Tio). Foto: Lucia Iuorio/Netflix

A proposito di Alice, il tuo personaggio ci regala molte gioie perché, mentre flirta con Sardi, prende letteralmente a picconate i principali luoghi comuni delle commedie amorose. Partiamo dal primo: l’amicizia tra uomo e donna non può esistere. Quanto vai fiera di averlo smentito?
Nella serie abbiamo esplorato molti tipi di amore: c’è quello di Alice per il suo ex, la passione nascente per Sardi e poi l’affetto che nutre per Tio. Ecco, tra tutti credo che il legame con Tio sia quello più sano. Ho sempre pensato che il loro fosse il vero esempio di amore: quello fondato sul rispetto, che ti spinge a camminare l’uno accanto all’altra sorridendo. Litigano anche, ma sempre in modo costruttivo.

A un certo punto, Alice rinfaccia addirittura a Tio che la sua fluidità è solo un alibi per non scegliere. Un colpo basso?
Quella è stata una provocazione: non lo pensava realmente. Spesso Alice rimprovera agli altri di sbagliare per fare sì che loro non guardino lei. È un modo per spostare l’attenzione: uno dei grossi problemi di Alice è che non ha il coraggio di prendere in mano la propria vita. Il suo vero antagonista è se stessa. Non a caso, quando inizierà finalmente a prendere in mano la sua vita e a stimarsi, troverà finalmente il vero amore. Sai cosa canticchiavo sul set per costruire il personaggio?

No, spara.
Il triangolo di Renato Zero.

E qui arriviamo all’altro colpaccio: nella serie si parla di amore senza mai mettere in campo triangoli reali (per ragioni di spoiler, non precisiamo oltre, nda). È ora di lasciarsi alle spalle le triangolazioni sentimentali?
Se ci si sente attratti da altre persone, vuol dire che l’amore che nutrivi per la persona al tuo fianco è finito o non hai più voglia di metterti in gioco. In ogni caso, tecnicamente, il triangolo non esiste già più. Poi, diciamocelo, dipende anche da quanto tempo libero hai! (ride, nda) Se ne hai poco, è un problema: non ce la fai a portare avanti un triangolo.

C’è da dire che, se nella prima stagione Alice inanellava conquiste come manco Rocco Siffredi, nella seconda è decisamente più morigerata. Ti dispiace per questo svolta monogama?
Ma no, dài! (ride, nda) Sono contenta del percorso di Alice, che, per certi versi, ricorda quello di una matrioska: ci siamo chiesti cosa la spingesse ad avere tutte quelle relazioni promiscue e siamo andati a esplorare la sua interiorità, il suo vuoto interiore. Nei nuovi episodi emerge di più la dimensione della solitudine.

Il finale della serie sembra abbastanza definitivo. Potrebbe però esserci una terza stagione?
Onestamente non lo so. Lo spero.

Michele Rosiello (Davide) e Claudia Gusmano (Alice). Foto: Lucia Iuorio/Netflix

Io la butto lì: e se le nuove puntate fossero una Guida astrologica in versione donna?
Intendi 12 nuovi episodi ognuno dedicato a un diverso profilo femminile del segno? Non sarebbe male, a patto che, come per gli uomini, il Leone resti ancora il migliore! Non facciamo scherzi, eh!

Veniamo a te. Quando hai capito che volevi fare l’attrice?
Praticamente subito: a 14 anni. Sono nata in Sicilia, mio padre fa l’armatore e possiede un peschereccio che si chiama Briglia d’oro. Io però ho sempre sognato di fare l’attrice. La scintilla è scoppiata quando andai a teatro per la prima volta, per l’appunto a 14 anni, e vidi uno spettacolo su Cyrano: ne rimasi rapita. Una parte di me avrebbe voluto alzarsi e salire sul palco: volevo farlo anch’io. Mi iscrissi così al corso di teatro del mio liceo e poi, a 18 anni, lasciai la mia Marsala per andare a vivere a Roma, dove ormai abito esattamente da 18 anni. La mia vita è stata divisa tra queste due città.

Mai avuto ripensamenti?
Ripensamenti mai. Semmai ogni tanto ho pensato di non essere all’altezza, oppure ero spaventata dalla scarsa continuità. All’inizio puntavo moltissimo sul teatro: facevo solo quello e a un certo punto ero lì lì per mollare tutto. Poi però arrivò la proposta di girare un corto per la regia di Marta Savina, dal titolo Viola, Franca, e mi sono re-innamorata di questo lavoro. Ho capito che volevo puntare su cinema e tv. Questo ha comportato un anno di fermo, ma poi sono arrivati tanti bei ruoli, come Erika nell’Allieva.

Se avessi carta bianca e potessi scegliere una serie tv, in quale vorresti entrare?
DOC – Nelle tue mani, anche perché c’è il nostro amico Alberto Boubakar Malanchino (che in Guida astrologica per cuori infranti interpreta Andrea, il compagno di Tio, nda).

Lì però bisogna pagare la “tassa romance”: tutti i personaggi devono avere per forza una storia d’amore. Quindi tu con chi ti accaseresti?
Famolo strano: ti rispondo che vorrei essere il primo medico single e felice di DOC! (ride, nda)

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Dopo aver debuttato in tv nel mio primo ruolo da protagonista, farò altrettanto al cinema nel film Shotgun. La storia è decisamente drammatica, molto lontana dai toni spensierati di Guida astrologica: parleremo di matrimoni riparatori. Abbiamo finito di girare a dicembre, quindi la pellicola sarà nelle sale prossimamente. Inoltre riprenderò a fare teatro con Mozza. È un monologo che ho scritto nel 2016 e che desidero interpretare di nuovo: parla di una donna costretta a vivere in acqua perché le viene diagnosticato il mal di terra. È la storia di tutti coloro che credono in un grande sogno e poi vengono messi su questa barca al suono di “adesso sei cresciuta”: salvo poi scoprire che non hai il timone e sei completamente sprovveduta.