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Cose che solo ‘MTV Cribs’ poteva fare: convincere Charlie Charles ad aprirci le porte di casa

Il produttore è il protagonista di uno degli episodi dello show che debutta con le puntate italiane: «Sono un tipo riservato. Ho fatto un’eccezione perché non esiste da noi una struttura di questo tipo»

Charlie Charles. Foto: MTV Italia

«Oggi ho recuperato una VHS su cui registravo le puntate di TRL». È questo il messaggio che ho ricevuto ieri pomeriggio, non nel 2003, e che ha inevitabilmente esaudito una delle pratiche più diffuse degli ultimi tempi, quella di «sbloccare un ricordo».

Le VHS di TRL di ricordi me ne sbloccano eccome. E non è un caso se MTV lo ha scelto, qualche anno fa, come uno degli show su cui puntare un revival. Tradizione continuata con MTV Unplugged e ora pure con MTV Cribs, programma che per anni ci ha portato nelle case delle celebrities americane, facendoci sostanzialmente arrivare alla conclusione che ti puoi definire “arrivato’” solo se possiedi una dépendance per i cani.

Dal 17 marzo, MTV Cribs arriva anche da noi con i primi episodi italiani mai realizzati. Ad aprire le danze il produttore Charlie Charles, che ha accolto MTV nella sua casa-studio alle porte di Milano. Charlie è giovane, ma il programma originale se lo ricorda bene: «Mi chiedevo che cazzo ci facessero con tutte quelle cose assurde in casa. Fighissimo». Tutte quelle cose assurde sono, per esempio, il letto di Superman di Shaquille O’Neal, la foresta di Naomi Campbell o il Picasso che Melissa Joan Hart, la Sabrina della sitcom di Italia 1, tiene in camera da letto: «Colleziono molta arte». Mecojoni.

Di tutte le persone che pensavamo di vedere in un programma del genere, Charlie non era in cima alla lista. Ha la nomea di essere uno che parla poco, che usa poco i social: «Mi sento più riservato che altro. Non sono uno che ostenta o che ama farsi vedere. Ho fatto un’eccezione perché questa è una cosa bella. Non esiste in Italia una struttura di questo tipo».

E, in effetti, entrare nella sua crib è un po’ come entrare in una navicella. Charlie ne va fiero, forse più dei suoi – molti – dischi di platino: «Era una vecchia officina. Quando l’ho presa, due anni fa, era una scatola vuota. Son venuti qua dei professionisti e abbiamo iniziato a immaginare come sarebbe potuta essere. Inizialmente doveva essere solo uno studio, poi abbiamo capito che c’era spazio a sufficienza per fare uno studio, una sala recording, una machine room, una zona living, una camera da letto. È diventato un lavoro complesso, ma dopo due anni buoni siamo qua».

A vederlo sembra proprio un quartier generale: al piano sotto si lavora, al piano di sopra ci si rilassa. In questi ultimi mesi, più la seconda: «Arrivavo da un periodo super stressante a livello lavorativo. L’ho preso come un periodo di relax forzato, ma di cui in fondo avevo bisogno. Nella catastrofe sono riuscito a prendermi del tempo per studiare il pianoforte, leggere, guardare film con la mia ragazza. Sono stato bene. È cascato nel momento giusto». Il nuovo studio sembra riflettere la calma che trasmette anche il suo tono di voce: «È unico. Tutti gli elementi estetici sono studiati ad hoc». Ha i classici colori degli studi anni ’70: «Ho scelto tonalità che sono un grande classico, non volevo fare una roba troppo moderna o fredda». Mentre proviamo le luci suona il citofono: «Non sono Semeraro, mi spiace». Capita anche ai vip.

In casa nessuna follia: niente fontane, nessun arazzo. Neanche una stanza per le scarpe. «Questo è il massimo della tamarrata, per me». Ben diverso dall’amico Sfera, che qualche giorno fa twittava: «Oggi sono entrato in un negozio , ho provato delle cose, non le ho comprate… sono fiero di me». Charlie funziona al contrario: «Non mi viene neanche in mente che devo comprare vestiti, e ti giuro che dovrei comprarne. Quando acquisto una cosa ci metto un sacco, devo essere sicuro sia quella giusta. Mi butto sull’acquisto sicuro». Suonano di nuovo, il signor Semeraro non siamo noi nemmeno stavolta. Se le persone sapessero che abita qui, probabilmente avrebbe la fila di ragazzini fuori casa. «La popolarità è una cosa che non vivo molto in prima persona, non sento un ruolo rispetto alle persone che mi seguono. È una cosa che noto attraverso Instagram, ma non mi addosso particolari responsabilità anche se ho tanti follower». Ricordiamo che comunque i social li usa pochissimo: «Non è tra i miei interessi principali. Mi attivo se devo comunicare qualcosa, altrimenti niente». Teniamo a mente tutti, potrebbe essere la svolta.

Come tutte le abitazioni che si rispettino, però, anche questa ha qualche segreto: «Ho messo delle carte nel muro». Roba che quando ti viene detta annuisci senza capire: «Quattro o cinque anni fa ero col tour manager in vacanza, al mare. Una sera ci siamo messi a giocare a carte. Presi da un momento di follia abbiamo lanciato il mazzo. Le carte si sono sparpagliate ovunque. Le abbiamo raccolte e ci siamo accorti che ne mancava una, il 5 di picche. Introvabile. Anni dopo, mentre facevo dei lavori nel mio vecchio studio, ho trovato il 5 di picche nel muro. Non ho idea di come ci sia finito, ma ho deciso di continuare la tradizione mettendo la carta anche nei muri di questo studio». Mi chiedo come possano prenderla i muratori: «Sono venuto di notte, quando non c’era nessuno. Altrimenti mi prendevano per pazzo».

MTV Cribs Italia andrà in onda dal 17 marzo con un doppio episodio per 8 settimane ogni mercoledì alle 21.10 su MTV. Tra gli altri protagonisti di questa edizione ci sono: Luis Alberto, Nima Benati, Francesco Facchinetti, Elettra Lamborghini, Gué Pequeno, Francesco Sarcina, Juan Fran Sierra, Paolo Stella, Luca Vezil, le coppie Andrea Cerioli e Arianna Cirrincione, Theo Hernandez e Zoe Cristofoli, Francesca Rocco e Giovanni Masiero, Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser e gli otto giovani talenti della Defhouse.

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