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‘The Rise of Graffiti Writing’, l’arte dei graffiti da New York all’Europa


1984, la scena di Copenhagen. Non si può parlare dei graffiti europei senza raccontare la storia del primo re dei writer, FREEZ.

«Copenhagen ha sempre avuto il ruolo di mostrare graffiti di grande qualità. La città ha sempre avuto una scena solida: non è una grande città, ma date le dimensioni i writer di talento sono molti», dice Lars Pedersen, autore di Will I Go To Hell for This, volume fondamentale per capire la scena dei graffiti di Copenhagen degli ultimi 25 anni. Nella seconda metà degli anni ’80 la capitale danese è stata una delle prime città europee ad accogliere e trasformare l’hip hop newyorkese. «Non si pensava che potesse nuocere ai giovani, perché facevano pratica in un ambiente controllato».

BATES, RENS e SEK sono artisti fondamentali della scena, e con il loro stile tondeggiante e dinamico hanno influenzato intere generazioni di writer europei. Insieme a loro, naturalmente, anche FREEZ, il primo re dei graffiti europei. C’è lui dietro il primo whole car della città – intitolato Eyes, dipinto nel 1985 -, ed è lui la star di Danish Style Graffiti, un libro fondamentale per la scena dell’epoca.

«Non puoi parlare del debutto dei graffiti a Copenhagen senza citare FREEZ», dice Pedersen nella nuova puntata di The Rise of Graffiti Writing, la serie di mini documentari di ARTE che racconta la storia dell’arte dei graffiti negli anni 70 e 80, tutta dedicata ai più grandi writer danesi. Potete vedere l’episodio in cima all’articolo.

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