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‘Quando il Grande Nord chiama’, un viaggio nel solco di Jack London


Il filosofo Philippe Simay ha seguito le ombre dello scrittore e attraversato i territori a est dell’Alaska. Il suo obiettivo? «Esplorarlo il nord con il corpo e con i sensi e sperimentare un nuovo modo di vivere

«Nel Klondike ho scoperto me stesso: un luogo dove tutti trovano la loro prospettiva». Questa citazione di Jack London è il punto di partenza che ha ispirato il viaggio di Philippe Simay nel remoto nord americano, un’avventura straordinaria nei territori a Est dell’exclave statunitense dell’Alaska. «Queste parole hanno risuonato a lungo in me. I racconti sulla corsa all’oro, nell’estremo Nord del Canada, hanno formato il mio immaginario di bambino», dice. «Per me incarnano lo spirito dell’avventura, la ricerca di una natura che gli uomini hanno cercato e distrutto allo stesso tempo».

Simay è un filosofo che studia il rapporto tra esseri umani e territorio. Ha deciso di seguire le orme del celebre scrittore, con l’obiettivo di «vivere il Grande Nord con il corpo e con i sensi», comprendere il rapporto tra abitanti della zona e la natura e sperimentare un nuovo modo di viverlo. La storia del suo viaggio è al centro di Quando il Grande Nord chiama, il nuovo documentario di ARTE.

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