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Plastica: il settimo continente

Secondo le stime degli scienziati, nel 2050 negli oceani ci saranno più rifiuti che pesci. La nuova puntata della serie di ARTE ‘Dietro le mappe’ racconta la storia della nostra dipendenza dalla plastica

Nel 2018 sono state prodotte 400 milioni di tonnellate di plastica, un dato destinato a salire inesorabilmente a causa della domanda crescente dei paesi emergenti. Dopo il 2000, l’ammontare di materiale usa e getta derivato dal petrolio ha superato quello dell’intero periodo precedente, e nei mari del mondo si è formato il cosiddetto “Settimo continente”.

Si tratta di cinque zone di accumulo massiccio di rifiuti: gli scienziati le chiamano “vortici”, causati dalle correnti che formano enormi cumuli di plastica nel Pacifico, nell’Atlantico, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo. Insieme, queste masse costituiscono il settimo continente. Ma esistono soluzioni per scongiurare questo fenomeno? Possiamo fermare l’accumulo esponenziale di rifiuti nell’oceano? La nuova puntata della serie di ARTE Dietro le mappe racconta la nostra dipendenza dalla plastica.

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