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Il gioco che ha salvato David Bowie


Nel 1977, prima di scrivere il secondo capitolo della trilogia berlinese, il Duca era bloccato. L’ha aiutato Brian Eno con “Oblique Strategies”, il gioco di carte al centro del nuovo episodio di ‘Ginnastica culturale’

Qual è la peggiore paura di un artista? La leucoselofobia: è la sindrome della pagina bianca, il “blocco dello scrittore”, il desiderio talmente forte di creare un capolavoro che ogni idea diventa improvvisamente pessima. Molti artisti ne restano paralizzati, alcuni cadono in depressione. Anche David Bowie ne ha sofferto: nel 1977, al momento di registrare il secondo capitolo della trilogia berlinese, va alla deriva. Come si è tirato fuori dal pantano? La soluzione è arrivata da Brian Eno: Oblique Strategies, un gioco di carte che ha aiutato molti artisti a ritrovare l’ispirazione. Il nuovo episodio della serie di ARTE Ginnastica Culturale racconta la sua storia.

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