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Colin Kaepernick, storia di un quarterback divenuto icona antirazzista

Il 1 settembre 2016 l'ex quarterback dei 49ers si inginocchiava durante l'inno americano, per protesta contro l'uccisione dei giovani afroamericani. Un documentario racconta il coraggio di una scelta tutt'altro che indolore

1 settembre 2016. Mentre i giocatori e tutti gli spettatori dello stadio di San Diego si alzano in piedi e portano la mano sul cuore per cantare l’inno nazionale americano, Colin Kaepernick s’inginocchia in silenzio. 31 anni, ex quarterback dei 49ers di San Francisco, vuole con quel gesto protestare contro la violenza della polizia e le discriminazioni razziali nel suo Paese, sempre più frequenti. Diventa un’icona, amato da metà del Paese e odiato da Donald Trump e dai suoi sostenitori, ma il suo nome sparisce dai roster delle squadre professionistiche americane. 

Tramite interviste, ricostruzioni e immagini d’archivio, questo documentario di ARTE racconta come Kaepernick sia diventato un eroe per via della sua scelta di sacrificare la propria carriera sull’altare dei suoi ideali.

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