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B-Movies diventati leggenda: ‘Starcrash’

Nel nuovo episodio della serie di ARTE dedicata ai flopbuster, la storia di un “clone” di Guerre Stellari nato da un equivoco e diventato un cult trash

Starcrash è la storia di un equivoco cinematografico intergalattico. Nel 1977 Luigi Cozzi, regista italiano appassionato di fantascienza, ha nel cassetto il progetto di un film. Da tempo cerca dei finanziamenti e ci riuscirà, beh, grazie a Luke Skywalker. “Quando nel 1977 Star Wars uscì in America, tutti cercarono di cavalcare l’onda e ogni sceneggiatura che parla di cielo stellato, extraterrestri ed eroi gallatici è immediatamente prodotta”, dice Jerome Wybone, autore del libro Les guerres des étoiles, nel nuovo episodio di B-Movies: la leggenda dei film spazzatura, la serie di ARTE dedicata ai flopbuster.

“Durante la fase di lavorazione, tutti non facevano altro che dire: È come Guerre Stellari, è come Guerre Stellari. Io però volevo fare un film alla Harryhausen, regista degli Argonauti”, spiega il registsa Luigi Cozzi. Girato con le tecniche di Cinecittà, cioè mostri di cartapesta e approccio “artigianale”, Starcrash venne definito “stupido”, “infantile”, “di un’imbecillità siderale”. Oggi, grazie a quegli effetti speciali artigianali, il film ha un qualcosa di poetico. Potete vedere l’episodio della serie di ARTE in cima all’articolo.

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