‘DOC – Nelle tue mani 2’, il diario di Gianmarco Saurino (e tutto su QUEL colpo di scena) | Rolling Stone Italia
Home TV & Serie

‘DOC – Nelle tue mani 2’, il diario di Gianmarco Saurino (e tutto su QUEL colpo di scena)

Il protagonista della più grande svolta nell’incipit della seconda stagione del colosso di Rai 1 scrive in esclusiva per noi. E svela (finalmente) il segreto «custodito per mesi come il Sacro Graal: non lo sapevano manco i miei genitori». ATTENZIONE: SPOILERONE

Gianmarco Saurino è Lorenzo Lazzarini in ‘DOC – Nelle tue mani’

Foto: Lux Vide

Che ve devo di’… Lorenzo è morto. E mi fa stranissimo pronunciare finalmente queste tre parole, finora l’avevo detto soltanto a un’altra persona oltre a voi. Manco i miei genitori lo sapevano. Ieri sera, quando sono andate in onda le prime puntate della nuova stagione, ho messo il telefono in modalità aereo. Non osavo immaginare la quantità di messaggi che mi avrebbe investito. Pure quelli degli amici pronti a dirmi: «Ma che cazzo! Ma non mi hai detto niente?!».

Ho custodito il segreto per mesi come fosse il Sacro Graal. In questi giorni andavo in giro a fare promozione e mi chiedevano: «Allora, cosa succede in questa seconda stagione? Come va l’amore con Giulia (il personaggio di Matilde Gioli, ndr)?». E io rispondevo: «Bene, tutto bene», e intanto mi tenevo dentro quella cosa enorme. Ho fatto l’attività promozionale come se fossi presente in tutta la stagione. Volevo che la morte di Lorenzo fosse una sorpresa. Era giusto così, soprattutto nei confronti di chi guarda la serie.

Già c’erano state troppe voci sul fatto che qualcuno sarebbe morto. L’utilizzo dei social sul set ha fatto un po’ pensare, visto che non mi si vedeva molto. A un certo punto tra me e Pierpaolo (Spollon, ndr) è partito il tormentone «Dov’è @giasau?», che era quello che si chiedeva la gente su Instagram. Loro per cazzeggiare facevano le stories mentre erano sul set, e la gente ha iniziato a commentare «Dov’è @giasau?»: la mia assenza aveva cominciato a sollevare i sospetti.

Quindi – ripeto quelle tre parole che a dirle mi fa ancora stranissimo – Lorenzo è morto. E la sua morte è il nostro piccolo omaggio a una categoria, quella degli operatori sanitari, che è stata tra le più colpite nei due anni di pandemia. Lorenzo e tutto lo spazio dedicato al Covid in questa seconda stagione sono l’omaggio ai medici che due anni fa applaudivamo sui balconi, e che oggi sembrano parte di un complotto interplanetario.

È stato molto strano girare una serie sul Covid mentre fuori il Covid c’era ancora. È come quando al cinema o a teatro racconti una storia d’amore che finisce e nella tua vita c’è una storia che sta finendo per davvero. È una cosa un po’ schizofrenica. E la cosa ancora più strana è che più questa stagione di DOC – volutamente ambientata in un tempo post Covid – va avanti, più si prova a trovare una soluzione, soprattutto agli effetti psicologici che ha lasciato la pandemia.

È una cosa che noi ancora non stiamo facendo, perché siamo ancora dentro l’occhio del ciclone. La speranza è che questa serie possa essere un appiglio, che possa far trovare alla gente una speranza nell’uscita da questo virus. Il che non significa sperare che il Covid domani scompaia come per magia, ma che ognuno di noi, anche quelli che si credono illesi, possa superare i danni che ha dentro uscendone solido, normale, vivo.

Gianmarco Saurino con Matilde Gioli, alias Giulia Giordano. Foto: Lux Vide

Lorenzo muore di Covid, e con lui muore anche un po’ Gianmarco. Sono due cose che vanno in parallelo. Potrei fare il figo, quello che dice che voleva lasciare una serie da otto milioni e mezzo di spettatori perché voleva cambiare aria, e in parte è così. Avevo un bisogno effettivo di dare una svolta al mio percorso di carriera, dopo tanti anni di fiction Rai e dopo tanti anni con Lux Vide (la casa di produzione di DOC, ndr). Avevo bisogno di cambiare, questo è un fatto. Ma proprio perché con Lux Vide c’è un rapporto di fiducia che dura da molti anni, loro conoscevano questa mia esigenza, e hanno trovato un espediente narrativo per sfruttarla. È come se ci fossimo abbracciati, trovando insieme la soluzione migliore per entrambi. Al netto del fatto che sono estremamente dispiaciuto di lasciare DOC.

Però questo era il momento giusto per me, e anche per Lorenzo. Nella prima stagione questo personaggio ha raccontato tante cose, la mia paura era di sedimentarle troppo. A cominciare dai rapporti d’amore. La prima puntata della seconda stagione è meravigliosa. Tra Lorenzo e Giulia scoppia tutto, è una roba gigantesca. E per me è la degna conclusione della loro storia. Non avrei voluto vederli andare avanti con i soliti tira e molla. Questa prima puntata così meravigliosamente dolce e bellissima è il finale perfetto.

E sono sicuro lo capirà anche chi ha amato quella coppia. Lorenzo e Giulia sono stati una coppia molto amata, nonostante la presenza di Andrea (il personaggio di Luca Argentero, ndr). Perché era una coppia che non riesce a trovarsi, che sbaglia, che si vuole bene ma non si acchiappa. E questa è una cosa che la gente vive nelle proprie vite, per questo ha provato una grande empatia nei loro confronti. Era un atto rispettoso non “sbrodolarla” negli inevitabili meccanismi di una serie.

Come attore e come persona, la cosa che mi dispiace più di tutte sarà non fare più parte di quel gruppo di lavoro meraviglioso. L’unico sollievo è lasciare il gioco su chi è il dottore più sexy agli altri (Pierpaolo Spollon e Alberto Malanchino, ndr). Io gli lascio un pezzo di terreno, mo se la vedranno loro. Se mai, la frase che dobbiamo lanciare da adesso in poi è: «Ah, ti ricordi quando c’era Lorenzo…».

E poi sono curioso di sapere cosa farete voi di Rolling. L’anno scorso avete scritto che, se Lorenzo non fosse tornato nella seconda stagione, avreste aperto una petizione su Change.org. Adesso che è morto che farete? Chiamate Mattarella?