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Diamo i voti ai contenuti originali di Disney+

Abbiamo guardato i titoli nuovi lanciati sulla piattaforma di Topolino: c'è roba molto bella, e altra molto meno

Una scena del nuovo live action di 'Lilli e il Vagabondo'

The Mandalorian – Voto: 9

Questo spaghetti western spaziale, prima serie tv live-action dell’universo di Star Wars, è il contenuto dei contenuti della piattaforma. Lo dicevamo qui e lo confermiamo pure ora. Baby Yoda rules.

Diario di un futuro presidente – Voto: 8

L’infanzia di una leader donna, ispanica e orfana di padre, raccontata con intelligenza, tenerezza e humour. Partita con un basso profilo, Diario di un futuro presidente è la miglior serie per pre adolescenti (e non solo) che Disney abbia mai prodotto. La protagonista non è e non aspira a diventare cantante, attrice o ballerina come Hannah Montana e simili, ma vuole fare davvero la differenza. Un bellissimo ritratto di una famiglia cubano-americana e di un rapporto madre-figlia (bravissime le protagoniste), che racconta bene (per una volta) la diversity in tutte le sue forme. Da Disney non ve lo sareste mai aspettato. E invece. Unico neo: come accade per tutte le serie original nuove, viene caricato un episodio alla settimana. Vergogna!

Encore – Voto: 8

L’High School Musical che vale davvero la pena vedere (vedi più avanti) tra i titoli originali è questo reality show, una carrellata di reunion di ex studenti con un solo obiettivo: rimettere in scena, a distanza di 20 anni, il musical delle superiori (da Annie a Tutti insieme appassionatamente) supportati da professionisti di Broadway. La premessa sarà pure semplice, ma il risultato è intelligentissimo e divertente, anche toccante. Quanto si cambia crescendo? E quanto invece si rimane sempre gli stessi? C’è chi ricade nelle insicurezze adolescenziali e chi ritrova il suo lato artistico a lungo sopito tra lavoro e doveri familiari. Produce e presenta Kristen Bell, alias Veronica Mars e la voce di Gossip Girl. Bis!

Togo – Voto: 7,5

Togo, il cane da slitta nato sfigatello ma diventato capobranco e compagno inseparabile del suo padrone Willem Dafoe, non parla, ma abbaia soltanto. E già solo di questo rendiamo grazie a Disney. È lui l’eroe di questa storia vera ambientata nell’Alaska più inospitale nel 1925, più cupa del Richiamo della foresta ma che insieme cattura appieno lo spirito dei classici della casa di Topolino. Durante una terribile tempesta, il solito, grande Willem Dafoe si imbarca con i suoi cani in una spedizione per recuperare un medicinale per i bambini della sua comunità colpiti da un’epidemia. Paesaggi da togliere il fiato, bellissimi husky, una grande avventura. I flashback che mostrano Togo cucciolo scatenato e piccolo diavolo sono meravigliosi.

Il mondo secondo Jeff Goldblum – Voto: 7,5

Per dare a Jeff Goldblum quel che è di Jeff Goldblum, e cioè uno show tutto suo, ci voleva questa partnership tra Disney e National Geographic. In cui, con la solita adorabile eccentricità e l’allegria contagiosa, l’attore, qui mattatore assoluto, ci racconta come gira il mondo: una vetrina perfetta per la curiosità arguta di Jeff e un perfetto palcoscenico per tutto il suo carisma da weirdo. Dalle sneaker al gelato, Goldblum ci guida alla scoperta di “cose” ma, soprattutto, puntata dopo puntata, diventa sempre più personaggio tra osservazioni argute e il suo stile originalissimo. Avvertenza: chi non ama particolarmente l’attore troverà la docu-serie fastidiosa proprio perché tagliata sulla sua estrosità. Per quanto riguarda noi: Jeff, insegnaci la vita.

Pixar fra la gente – Voto: 7

Tra le produzioni short, vale la pena dare un’occhiata a questa sorta di Scherzi a parte della Pixar, che porta le sue idee e i suoi personaggi nel mondo reale: dalla console con cui le persone (attori of course) diventano allegre, tristi, arrabbiate proprio come in Inside Out, a Wall.e che, a sorpresa, esce da un cartone vicino al cassonetto della spazzatura. Manco a dirlo, bambini entusiasti. E adulti pure. Chi non vorrebbe quell’adorabile robottino da mettere in salotto?

Stargirl – Voto: 6,5

Ci sono tutti i cliché della coming-of-age story indie strappalacrime: il ragazzino che ha perso il papà e da allora non è mai più stato davvero se stesso, la ragazzina decisa a essere se stessa contro tutto e tutti, l’incontro, la love story (Disney approved, ovviamente), il drama, la ripresa. E c’è pure (ma dai) qualche strizzatina d’occhio a John Hughes. Questa ode all’importanza di essere unici e di restare fedeli al proprio io, basata sul bestseller young adult di Jerry Spinelli, potrebbe sembrare troppo familiare, ma l’approccio magico, lo stile visivo allegro e le interpretazioni gioiose della star di YouTube Grace VanderWaal e di Graham Verchere fanno la differenza. Carino, forse un po’ lunghetto.

La famiglia di elefanti – Voto: 5,5

“Per gli elefanti la famiglia è tutto: c’è sempre qualcuno che sta dalla tua parte”. Detto da Meghan, duchessa di Sussex (come appare nei credit), dopo la fuoriuscita dalla royal family fa un po’ ridere. Colpo grosso della Disney (con spintarella di Harry) intercettare la smania di ribalta dell’attrice, che ora non ha più ostacoli nobili sul cammino del suo ritorno a Hollywood. E che qui calcolatamente fa pure un’ottima figura (almeno dal punto di vista dell’attivismo), legando la sua voce a progetti per la protezione dell’habitat degli elefanti. Lasciano invece un po’ a desiderare le doti di narratrice dell’ormai ex principessa: la voce è anonima e ci prova troppo, con risultati tra il fastidioso e l’esaltato. Chiaro, è un documentario a misura di bambino, ma non aiutano l’antropomorfizzazione disneyana degli animali attraverso l’uso di nomignoli e battutine (tipo “Oh, dear” dopo un peto), che non c’entrano nulla con la maestosità dei protagonisti. Peccato, perché le immagini del viaggio di questi elefanti tra le insidie del deserto del Kalahari sono straordinarie: 7 a chi le ha girate. Ma con il 4 a Meghan per l’interpretazione non si arriva alla sufficienza. (Ne parleremo ampiamente a breve). Forse era meglio continuare a fare la working royal.

High School Musical: The Musical – La serie – Voto: 5

Primo problema: per scrittura la serie sembra una parodia di High School Musical, quando invece l’obiettivo iniziale era quello di celebrare (e consegnare ai posteri) il rom-musicarello che ha lanciato Zac Efron e Vanessa Hudgens. Secondo problema: i protagonisti, entrati nel nuovo vivaio Disney, non hanno nemmeno un decimo del loro carisma. No, davvero: neanche un centesimo. Anche i fan più sfegatati della saga teen-musicale sono infastiditi: lo spunto è la messa in scena di una versione di HSM nella scuola superiore dove è stato girato l’originale, ma in fondo è solo l’ennesimo titolo per young adult che forse non hanno neppure idea del fenomeno che High School Musical è stato. E la scusa per raccontare un altro pseudo triangolo amoroso con dialoghi e personaggi mediocri. Pure le canzoni dell’originale in bocca a questi ragazzotti un po’ insipidi perdono smalto. Non avremmo mai pensato di dirlo ma: Zac, dove sei? (Info di servizio: su Disney+ ci sono i tre capitoli di HSM e pure Sharpay’s Fabulous Adventure!)

Lilli e il Vagabondo (live action) – Voto: 4

Come fai a dire che Lilli e il Vagabondo è brutto? Disney c’ha provato fortissimo, arruolando per il live action doppiatori celebri (non al livello di Beyoncé e Donald Glover per Il re leone, ma comunque apprezziamo lo sforzo). Nella versione inglese, Lilli ha la voce della Valchiria di Thor Tessa Thompson e il Vagabondo quella di Justin Theroux, fu Aniston. Poi nel cast canino ci sono Sam Elliott (il segugio Trusty) e Janelle Monáe (la pechinese Peg), che ha anche regalato al film una nuova versione del brano He’s a Tramp e due canzoni originali. Basta? No. Un po’ come accadeva per Simba e soci, gli animali sono realistici al massimo e proprio per questo, quando aprono bocca per parlare e soprattutto per cantare, l’effetto what the fuck è immediato. Non tanto per il Vagabondo, quanto per Lilli, che il passaggio da dolce cocker spaniel a creatura inquietante è un attimo. E sì, lo chef Tony canta Bella Notte mentre i nostri si dividono il piatto di spaghetti alle polpette. Ma la magia del cartoon originale è lontana: meglio guardare quello sulla piattaforma. E basta live action, per pietà.

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