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Elvis e ‘Rolling Stone’, la quarta puntata della serie sulla nostra rivista

"Si pensa che 'Rolling Stone' non sarebbe esistito senza i Beatles e i Rolling Stones, in realtà non sarebbe esistito senza Elvis Presley o Chuck Berry. Erano loro i veri rivoluzionari"

Sul finire dell’estare del 1977 Rolling Stone sposta il suo quartier generale nella Grande Mela: “La rivista nasce a San Francisco, trae origine dalla cultura giovanile dell’Ovest. Dopo 10 anni però i suoi uffici cominciano a espandersi a New York, che presto diventa il centro più importante” spiega il fondatore Jan Wenner nella quarta puntata di Rolling Stone – Sesso, Stampa e Rock’n’roll, la docu-serie diretta dal premio Oscar Alex Gibney e dal vincitore dell’Emmy Blair Foster, che ripercorre gli ultimi 50 anni di musica, politica e cultura popolare americana attraverso la prospettiva di una rivista iconica, la nostra.

“Per coprire il periodo del trasferimento avevamo preparato un numero speciale su New York, avevamo già la copertina disegnata da Andy Warhol, ma è morto Elvis pochi giorni prima del nostro arrivo. Così, in meno di cinque giorni abbiamo dovuto sfornare una nuova copertina” racconta Wenner.

“Elvis era la figura che meglio rappresentava la libertà del Rock’n’Roll” sottolinea il giornalista musicale Mikal Gilmore. “Si pensa che Rolling Stone non sarebbe esistito senza i Beatles e i Rolling Stones, in realtà non sarebbe esistita senza Elvis Presley o Chuck Berry. Erano loro i veri rivoluzionari”.

Rolling Stone – Sesso, Stampa e Rock’n’roll, su Sky Arte ogni mercoledì alle 21.15.

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