5 motivi per cui ‘Leonardo’ non è ‘una rottura de palle’ (cit. Matilda De Angelis) | Rolling Stone Italia
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5 motivi per cui ‘Leonardo’ non è ‘una rottura de palle’ (cit. Matilda De Angelis)

Dalla nostra neodiva da esportazione (grazie a ‘The Undoing’), qui musa perfetta del genio della pittura, al resto del cast, la filologia delle location, il gioco tra vero e falso. Da stasera su Rai 1

Aidan Turner/Leonardo da Vinci e Matilda De Angelis/Caterina da Cremona in ‘Leonardo’

Foto: Lux Vide

Il gioco tra vero e falso

Vero o falso? È su questo quesito che gioca Leonardo, la serie prodotta da Lux Vide in onda su Rai 1 dal 23 marzo, che attorno al genio nato a Vinci (interpretato dall’inglese Aidan Turner) costruisce un thriller in linea con la serialità di oggi. Pittore, architetto, scienziato, inventore, ma anche presunto assassino di una donna che non si sa se sia mai esistita. Cioè Caterina da Cremona (Matilda De Angelis), immaginifica ispiratrice del capolavoro perduto Leda e il cigno. «La storia di Caterina da Cremona è vera, perché ci sono dei contratti in cui Leonardo la chiedeva come modella», ha dichiarato il produttore Luca Bernabei. «Noi abbiamo pensato che lei fosse la sua musa ispiratrice e abbiamo tessuto nella trama vera alcuni elementi di finzione». È il metodo usato in generale dai creatori della serie, Frank Spotnitz e Steve Thompson: «Gran parte di quello che vedrete è vero, ma ci sono anche episodi misteriosi. Abbiamo cercato di riferire il più possibile la verità sulla sua vita e ci siamo concentrati sulle sue opere per far comprendere al pubblico la genialità di Leonardo».

Matilda De Angelis, musa perfetta

È stata la stessa Matilda, in un momento già epico dell’intervista di Mara Venier a Domenica In del 21 marzo scorso, a dire che questo liberissimo racconto della vita di Leonardo strizza «l’occhiolino alla televisione: non è che se pò fa’ una rottura de palle su Leonardo da Vinci». Sempre più popolare e carismatica, soprattutto dopo il successo sanremese, la nostra neodiva da esportazione è una musa perfetta anche sullo schermo. Nei panni di Caterina da Cremona, è il personaggio che innesca il giallo. Dopo The Undoing al fianco di Nicole Kidman e Hugh Grant, Matilda sembra abbonata a ruoli di ragazze mortammazzate su cui si deve indagare. Tranquilli, non è uno spoiler: lo veniamo a sapere nei primi minuti del primo episodio.

Il making of tra kolossal e filologia

Leonardo ha battuto anche “la più grande rottura di coglioni di decimo livello” (per dirla con Rocco Schiavone): è stato il primo set a riaprire in Europa dopo il Covid. Per questo i numeri fanno ancora più grandeur: 30 milioni di budget, 500 addetti, oltre 1900 ore di lavorazione, 3000 comparse, 2500 outfit utilizzati. E le location, ben 50 (fighissime) fra interni ed esterni, molte delle quali nel Lazio: da Palazzo Farnese a Roma a Viterbo e la Tuscia, alla Lombardia con Palazzo Ducale e Palazzo Te a Mantova; mentre le città rinascimentali di Milano e Firenze, causa pandemia, sono state ricostruite nel dettaglio nei pressi degli studi di Lux Vide a Formello, uno più grandi set esistenti in Italia. Chapeau dunque alle maestranze per le scenografie (di Domenico Sica: Io ballo da sola, Avengers: Age of Ultron e Wonder Woman), i costumi (Alessandro Lai: I Medici) e il lavoro sulla fotografia e sulla luce (Steve Lawes: Sherlock), con l’utilizzo di quella naturale, come ha spiegato il regista Dan Percival: «È la stessa che Leonardo avrebbe usato per dipingere. Luce solare e lunare per gli esterni, lume di candela e fuoco del camino per gli interni».

Il cast di facce vecchie e nuove

Matilda De Angelis, Aidan Turner e Freddie Highmore. Foto: Lux Vide

Aidan Turner vantava già un curriculum di tutto rispetto: è stato Kili nella saga dello Hobbit e, in tv, ha vestito il title role di Poldark, drammone inglese coi suoi estimatori anche da noi. Leonardo potrebbe essere la sua consacrazione, soprattutto in Italia. Chi invece ha già sbancato il piccolo schermo è Freddie Highmore, qui nei panni del “detective” Stefano Giraldi ma già protagonista del supersuccesso (anche sulla Rai) The Good Doctor; senza contare titoli precedenti come La fabbrica di cioccolato di Tim Burton e Bates Motel. Sul fronte italiano, il veterano Giancarlo Giannini, alias il maestro Andrea del Verrocchio, guida un cast composto anche da Miriam Dalmazio (Beatrice d’Este), Flavio Parenti (Bernardo Bembo) e Alessandro Sperduti (Tommaso Masino). E c’è anche Pierpaolo Spollon, il dottorino più amato di Doc – Nelle tue mani, che qui fa nientemeno che… Michelangelo.

Il respiro internazionale

Del supercast internazionale e di quello tecnico abbiamo già detto. Aggiungiamoci che Leonardo è una co-produzione italiana, inglese, francese e persino spagnola e che la serie è stata creata da Frank Spotnitz (che è stato nel team di scrittura dietro X-Files e si è inventato I Medici) e Steve Thompson (tra gli sceneggiatori di serie british cult come Sherlock e Doctor Who) ed è recitata in inglese (vi avvertiamo: il doppiaggio è decisamente la cosa che funziona meno, quindi, se potete, recuperatela anche in originale). Il vibe à la Medici è servito con tanto di intrighi simili a quelli di Lorenzo il Magnifico e soci, ma resi ancora più intriganti (pardon) dall’essenza enigmatica, complessa, profonda e intellettualissima di Leonardo. Come si dice: il Made in Italy nel mondo.

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