5 cose imperdibili del finale di ‘Leonardo’ | Rolling Stone Italia
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5 cose imperdibili del finale di ‘Leonardo’

Dal Michelangelo rock di Pierpaolo Spollon alla modern family Da Vinci

Pierpaolo Spollon nei panni di Michelangelo

Foto: Lux Vide/Rai

Il Michelangelo rock di Pierpaolo Spollon

Ormai c’era più attesa per Pierpaolo Spollon in calzamaglia che per gli amorazzi arcobaleno di Leonardo in prima serata su Rai 1. Ma il re del “mai una gioia” qui è ovviamente il Da Vinci di Aidan Turner, quindi allo Spollon nazionale è toccato giocarsi un’altra carta. E ha dunque tirato fuori un Michelangelo provocatore, una rockstar del Cinquecento, che gira per Firenze attorniato da una sorta di gang rinascimentale (di cui fa parte pure l’immancabile BFF Gianmarco Saurino) e sfida un Leonardo già in crisi. Prima c’è il dissing degno di due rapper, poi la blastata: «Scusa, tu quante opere hai finito?». Per finire con un “cuore a cuore” davanti alla Battaglia di Anghiari. Spollon (che è andato anche in trending su Twitter, ma questa ormai è ordinaria amministrazione) promosso alla sua prima prova internazionale, pure in inglese: che no, non è quello cazzeggione del suo post Instagram (vedi sopra). Dov’è la serie spin-off su Michelangelo con protagonista Spollon? Rai, vedi che devi fare.

Modern family Da Vinci

Caterina va a vivere con Leonardo e ovviamente a Salaì la cosa non va giù, scatta la rivalità, è guerra tra i due darling del nostro. Per fortuna dura poco perché, quando Da Vinci scopre che Caterina ha un figlio, decide di fargli da padre. E ne è felice pure Salaì: fu così che i Da Vinci diventarono una modern family ante litteram. E vissero tutti felici e contenti. Più o meno, c’è pur sempre il mystery da risolvere. Ma ha fatto più Leonardo in prima serata sulla rete ammiraglia Rai che tante dichiarazioni social.

Matilda De Angelis musa delle muse

«Voglio che disegni anche la mia cicatrice: sono i colpi di martello che ci rendono opere d’arte». Le frasi motivazionali della serie sono quasi tutte di Matilda De Angelis, come per ogni musa che si rispetti. Qui il rapporto con Leonardo raggiunge l’apice quando l’artista la dipinge nei panni di Leda e il cigno. E l’intuizione di far ruotare la storia attorno a questo personaggio romanzatissimo si è rivelata in qualche modo vincente. D’altra parte, come abbiamo già scritto, Leonardo limona tutti, ma «Caterina è l’amore».

Freddie Highmore modalità Sherlock

Nella serie Freddie Highmore interpreta Stefano Giraldi, l’ufficiale del Podestà di Milano incaricato di indagare su Leonardo e sull’omicidio di Caterina da Cremona. Finora però pareva una sorta di Don Matteo non protagonista, che interrogava Da Vinci per coglierlo in fallo, ma allo stesso tempo ne subiva il fascino. Nel finalone, invece, prende in mano la situazione e si trasforma in uno Sherlock rinascimentale, con mood à la Benedict Cumberbatch/Robert Downey Jr. cervellone, e in dieci minuti sbroglia la matassa. E che matassa (vedi più avanti).

QUEL plot twist

Chi ha ucciso Caterina da Cremona? O meglio, che fine ha fatto la nostra? Non facciamo troppo spoiler, diciamo solo che alla rivelazione finale i social erano in modalità what the fuck. Ma, d’altra parte, un mystery rinascimentale su Leonardo DOVEVA provare a regalarci robe forte (anche se a noi il plot twist ha fatto un po’ l’effetto «so’ Lillo»). E il personaggio di Matilda meritava di meglio che essere seccata alla prima puntata, no? Segue finalone emotional, che ha più strizzate d’occhio allo spettatore di quelle che l’attrice ha fatto a Mara Venier nell’ormai virale ospitata a Domenica In. E alzi la mano chi, ai riferimenti sulla Gioconda, non ha pensato a Elio.