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L’Organizzazione Mondiale della Sanità insieme ad alcuni produttori di videogiochi hanno lanciato una campagna per promuovere il distanziamento sociale e contrastare la diffusione del Covid-19

Da ciò che si evince dai dati di una nuova ricerca, i videogiocatori compulsivi sarebbero già affetti da patologie preesistenti contrariamente a quanto affermato di recente dall’OMS

L'OMS conferma la sua classificazione, ma le associazioni di settore non ci stanno: “Non ci sono abbastanza evidenze scientifiche"