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Dopo aver "rotto" il food porn, Alessandro Bologna torna alla carica per sconfessare (indirettamente) il racconto del cibo in tv, che troppo spesso si perde nella gara. Ecco a voi 'La chiamavano pausa pranzo'

Il personaggio di Alessandro Bologna non è (mai stato) un content creator come gli altri. Lo dimostra il suo ultimo libro, 'Questo odio non è solo mio', che dispensa qualche nozione di politica (del cibo)

Con mossa cristologica, Alessandro Bologna prende su di sé tutte le degustazioni del mondo (o de Roma), rovescia le logiche del food porn, e mostra che un diverso tipo di celebrità nel mondo del cibo è possibile. Il trucco? Essere, in fondo, un po' rosicone