Usain Bolt, la leggenda in 10 tappe

Dai record sui 200 metri a 15 anni nella sua Kingston all'ennesima tripletta olimpica a Rio de Janeiro. In 10 tappe e 15 anni riviviamo la carriera dell'uomo più veloce al mondo

Ancora 400 metri, le due batterie e la finale dei 100 (venerdì 4 e sabato 5 agosto che si sono concluse con un bronzo) e la staffetta 4×100 con la sua Jamaica (sabato 12 agosto), e l’uomo più veloce del mondo andrà in pensione. La pista perderà il protagonista indiscusso degli ultimi anni, con 8 ori olimpici e 11 mondiali, e tornerà a essere contendibile per gli esseri umani. Usain Bolt ha cambiato per sempre l’atletica, sul tartan e lontano dai blocchi. Ha reso la disciplina un fenomeno pop e sorridente, come nelle favole ha riunito (quasi) tutti attorno al tifo per i suoi record. È stato un dono per la sua isola, come solo Bob Marley prima di lui. Prima della sua ultima corsa, davanti agli 80 mila dell’Olympic Stadium di Londra, questi sono i momenti sportivi in cui Usain Bolt l’invincibile ha scritto la sua leggenda.

2002 – Mondiali Juniores di Kingston

Il 18 luglio 2002, davanti ai 35 mila spettatori del Kingston National Stadium, nella sua Giamaica, un ragazzo della parrocchia di Trelawny, nel nord dell’isola, sbalordisce tutti nella quarta batteria dei 200 metri, chiusa con il tempo di 20” 58. È il record del mondo Under 17, ma Usain di anni non ne ha ancora compiuti 16. Ai Mondiali Juniores Bolt vince altre due medaglie, d’argento, nella staffetta 4×100 e 4×400. Tutti hanno capito di essere di fronte al futuro della velocità.

2004 – Recordman Juniores

L’11 aprile 2004, alle Bermuda, Usain Bolt diventa il primo junior della storia a chiudere i 200 in meno di 20 secondi (19” 93). Passa al professionismo e, non ancora 18enne, fa il suo debutto alle Olimpiadi di Atene. C’è grande interesse per vedere come se la caverà tra i grandi, ma la sfortuna non lo molla.. Un infortunio lo limita nella batteria di qualificazione e fallisce l’approdo alla finale. Tornerà.

2007 – Mondiali di Osaka

In Giappone conquista le sue prime medaglie “da adulto”, a soli 21 anni. Nei 200 metri arriva secondo dietro a Tyson Gay, mattatore di quella rassegna, con 19” 91. Il giorno dopo con i compagni Anderson, Powell e Carter è ancora d’argento nella 4×100.

2008 – Olimpiadi di Pechino

L’anno olimpico è arrivato e, sin dall’inverno, si è capito che il giamaicano ha cambiato marcia. Nello stadio a nido d’uccello di Pechino lascia tutti a bocca aperta. Dall’alto dei suoi 196 centimetri polverizza ogni record. Le sue prestazioni sono delle escalation sin dalle batterie: nei 100 metri in finale fa segnare un incredibile 9” 69, rallentando verso il traguardo e battendosi il petto, nei 200 è un altro primato mondiale, a 19” 30. Vince anche la staffetta, ma la medaglia gli sarà revocata 9 anni dopo per la positività di Nesta Carter.

2009 – Mondiali di Berlino

Pare impossibile, ma Bolt fa ancora meglio dell’anno prima. Vince tutti e 15 i meeting a cui partecipa durante l’anno, prima di Berlino. Ai Mondiali in Germania conquista altri tre ori, e fa segnare due record mostruosi. Sui 100 vince in 9” 58, sui 200 in 19” 19, primati destinati a resistere ancora per chissà quanto tempo. Nella finale dei 100 tocca i 44.7 chilometri orari, la velocità più alta mai registrata da un uomo a piedi nudi. Anche la staffetta è dei ragazzi in gialloverde.

2011 – Mondiali di Daegu

In Corea del Sud arriva una delle poche delusioni della sua inimitabile carriera. Nella finale dei 100 metri anticipa nettamente il movimento sui blocchi: falsa partenza, è fuori. Yohan Blake vince: rimarrà (assieme alla 4×100 revocata di Pechino) la sola medaglia persa da quando è il Re. Nei 200 metri fa 19” 40 e vince l’oro, così come nella staffetta.

2012 – Olimpiadi di Londra

Ai Giochi di Londra, e non sarà l’ultima volta, si comincia a speculare sulla scarsa forma della freccia caraibica, per via di alcuni risultati non alla sua altezza nelle gare che avvicinano all’evento a cinque cerchi. Invece non ce n’è per nessuno. Già nelle batterie aumenta i giri, nelle finali dei 100 e dei 200 piazza due ottimi tempi e vince senza affanno altri due metalli preziosi. Nella staffetta, con Blake, Carter e Frater, ritocca un’altra volta il record del mondo, con il tempo di 36” 84, tutt’ora imbattuto.

2013 – Mondiali di Mosca

Nella capitale russa i 100 metri si corrono sotto la pioggia, e Usain, come da copione, non è il migliore dai blocchi. Ha un rivale duro negli ultimi periodi, Justin Gatlin, americano che fa la parte del villain dopo una squalifica per doping. Negli ultimi 20 metri il giamaicano allunga la falcata, e il rivale prende la targa. Lo stesso accade con il connazionale Warren Weir, l’ennesimo sparring partner di una carriera da cannibale, nei 200. Nella 4×100 a festeggiare con lui un’altra tripletta sono Carter, Bailey-Cole e Ashmeade.

2015 – Mondiali di Pechino

Usain torna nel nido d’uccello, lo stadio di Pechino dove tutto era iniziato, con i primi ori olimpici. Gatlin è più in forma che mai, Bolt non ha più i tempi di quando era un ragazzino e limita gli sforzi alle gare importanti. Quando conta, però, è sempre il più veloce, seppur di poco. Nei 100 ha la meglio di un decimo, per la disperazione dell’americano. Replay nei 200. dove fissa un 19” 55 che non lascia scampo a nessuno. Nel giro di pista, mentre sta per cominciare il consueto show, un cameraman a bordo di un segway lo abbatte: il sospiro sospeso, poi le risate. L’oro nella staffetta è il quarto consecutivo.

2016 – Olimpiadi di Rio

Ancora una volta, l’avvicinamento ai Giochi è accompagnato da acciacchi e dubbi. Bolt ormai è un atleta logoro, ordinario, si dice. Nulla di più falso. Di nuovo la vittima è Gatlin, cui non bastano i 9” 86 sui 100 metri: Usain fa 9” 81 e si mette al collo il terzo oro olimpico nella specialità. Nei 200 supera il canadese De Grasse, prima dell’oro nella 4×100, questa volta con Powell, Blake e Ashmeade. Ora, a Londra, l’ultimo capitolo.