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Terrorismo: gli Europei 2016 sono davvero a rischio?

Ieri Abete aveva messo sul piatto la possibilità delle "porte chiuse". Ma oggi sono arrivate le smentite

Lo Stade de France ospiterà il primo match e la finale degli Europei 2016

Lo Stade de France ospiterà il primo match e la finale degli Europei 2016

Dopo un giorno terribile per l’Europa come quello di ieri, in molti hanno spostato il pensiero a giugno, quando l’Europa ospiterà uno degli eventi sportivi principali al mondo. Gli Europei di calcio, ospitati dalla Francia da giugno a luglio, rappresentano una vetrina importante, e di conseguenza un’opportunità per chiunque volesse diffondere il terrore su grande scala.

La Francia, già colpita più volte negli ultimi anni, ha un livello di allerta “alto” che non è mai mutato dagli attacchi dello scorso novembre. Parigi, in particolare, è a livello massimo, esattamente come il Belgio.

E proprio Parigi sarà teatro della prima sfida dell’Europeo, Francia-Romania, il 10 di giugno.

Giancarlo Abete, vicepresidente dell’Uefa, aveva dichiarato ieri a Radio 24 che, “Il rischio porte chiuse può esistere sempre perché parliamo di una competizione in cui l’evento deve avvenire. Mi sembra che oggi le priorità siano diverse, parliamo di eventi che hanno già avuto un impatto negativo sul torneo. C’è una maggiore percezione di rischio, minor entusiasmo a partecipare con uno spirito positivo”.

Ma in serata ha confermato a La Gazzetta dello Sport che, “il rischio lo si valuta caso per caso, non tre mesi prima dell’Europeo ma a ridosso delle partite, ed è in capo agli organismi che gestiscono l’ordine pubblico. Se le autorità intervengono gli organizzatori non possono che prenderne atto. Si tratterebbe comunque di una risposta mirata a un eventuale allarme specifico”.

Le parole di Abete, nonostante abbia poi sistemato il tiro, avevano messo in evidenza l’eventualità delle “porte chiuse”, una sostanziale perdita dello spirito della competizione.

Ma oggi è il giorno delle smentite. Questa mattina, il primo ministro francese Manuel Valls ha dichiarato alla radio Europe 1 che «sia gli Europei ed il Tour de France li faremo. I grandi eventi sportivi, culturali e popolari sono indispensabili per dimostrare che siamo un popolo libero, che siamo in piedi, che non abbiamo paura».

Anche l’Uefa, in una dichiarazione all’Ansa, ha sostanzialmente smentito Abete, dicendo che “Siamo totalmente fiduciosi che tutte le misure di sicurezza necessarie saranno messe in campo per garantire un campionato europeo sicuro e festoso e, dunque, non è prevista la disputa di partite a porte chiuse”.

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