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Super Bowl ai Patriots: il pronostico di Giorgio Tavecchio

Lungo il Cammino di Santiago, l'unico italiano della Nfl ci racconta come andrà secondo lui la finalissima del campionato di football americano domenica notte ad Atlanta. Tra la stima per Belichick e una leggera simpatia per i Rams

«Sono sei giorni che mi becco la pioggia, da quando sono partito da Porto. Ma è comunque meglio dell’anno scorso, quando ho fatto una rotta meno costiera e non ha mai smesso di nevicare». Giorgio Tavecchio risponde al telefono da Pontevedra, città galiziana a una settantina di chilometri da Santiago de Compostela. Là è diretto il solo giocatore italiano della NFL, che, per il secondo anno consecutivo, sta mettendo a dura prova le sue cosce da kicker.

«Quelle sono un po’ rigide, in effetti, perché sto facendo una quarantina di chilometri al giorno. Ma per lo meno sono riuscito ad evitare i calli, che per il lavoro che faccio sono sempre un’insidia», dice, prima di interrompere la conversazione e chiedere – in uno spagnolo perfetto – un cambio moneta utile per la lavanderia automatica.

Tavecchio è molto religioso, come ci ha già raccontato, e il Cammino di Santiago è il suo modo di ringraziare per un’altra stagione tra i pro. Nato a Milano 28 anni fa, si è trasferito giovanissimo in California con la sua famiglia. Dopo anni di sacrifici tra seconde squadre della Nfl e sogni di gloria appena sfiorati, l’anno scorso è stato protagonista di una grande stagione con i Raiders di Oakland, a pochi passi da casa sua nella Baia di San Francisco. Un successo svanito presto, perché in estate è arrivato un taglio dolorosissimo da parte della sua ex squadra. Fino a ottobre e alla chiamata, a quel punto quasi insperata, di Atlanta, con cui ha giocato ancora una volta ad altissimi livelli.

«Mi sono trovato benissimo, con 5 field goal e 8 extra punti in tre partite. Anche quando è tornato il kicker titolare mi hanno tenuto in rosa, cosa che non succede quasi mai. Per l’anno prossimo sono fiducioso, anche se sarà dura rientrare nei 53 posti (sui 90 attualmente sotto contratto, ndr) della rosa titolare», dice, e avvia l’asciugatrice.

Ma quindi – ci domandiamo mentre entra in cuffia il suono dell’elettrodomestico – non tutti i giocatori Nfl guardano il Super Bowl, visto che fra poche ore si va in campo nella “sua” Atlanta e lui sta dall’altra parte del mondo a fare il “pellegrino”? «Spero di essere a Londra in realtà, da mio fratello, così me la vedo in un pub, che è sempre una bella esperienza. Già l’anno scorso me lo sono perso, perché ero nel bel mezzo del Cammino».

Il mondo Nfl, però, lo conosce come nessun altro in Italia, grazie alla prospettiva che gli ha il casco calcato sulla testa e dei giganti che gli sfrecciano attorno. Quindi partiamo con le domande sul super evento che domenica notte ci farà perdere un po’ di ore di sonno.

Giorgio Tavecchio. Foto: Kevin C. Cox/Getty Images)

Giorgio Tavecchio in azione con i Falcons. Foto: Kevin C. Cox/Getty Images)

Andiamo dritti al punto. Chi vince?

I Patriots 28 a 20, ma io sono solo un povero kicker ignorante per cui queste cose non le so (ride).

E tu per chi tifi?

Diciamo che ho un po’ più di simpatia per i Rams, perché sono di Los Angeles e io ho sempre vissuto in California. E poi il quarterback Jared Goff ha fatto la mia università, e giocato con i California Golden Bears. Anche se lui ha qualche anno meno di me, per cui non ci ho giocato assieme. Ma so che è un bravo tipo, e gli auguro il meglio.

Si dice, invece, che tra i giocatori Nfl i Patriots non siano proprio dei beniamini.

Io ho rispetto per chi scrive la storia e loro da una decina d’anni sono sinonimo di Super Bowl, per cui a me non stanno affatto antipatici. Di certo ci sono colleghi che hanno un po’ il dente avvelenato con i Patriots, perché negli ultimi anni ci hanno perso tante volte. Atlanta, la squadra con cui ho giocato quest’anno, ad esempio, due anni fa fu sconfitta in finale ai supplementari dopo che era sopra 28 a 3 a 10 minuti dalla fine. La ferita brucia ancora.

Punti forti e punti deboli del Rams?

Hanno un buon attacco e un’ottima difesa. In questo momento Aaron Donald è il miglior difensore della lega, secondo me: un mostro, interrompe ogni azione. Altrettanto forte fisicamente Ndamukong Suh, la loro linea è pazzesca. In attacco molto dipende da Todd Gurley, un ottimo running back, che sta facendo una grande stagione, così come Brandin Cooks, reduce da una straordinaria semifinale. Difetti? Forse manca un po’ di esperienza a questi livelli, che contro Belichick è un bel guaio.

Ecco, veniamo ai Patriots e al suo allenatore, da molti considerato un genio (del male).

Trovo incredibile come Belichick indovini sempre il modo di neutralizzare l’avversario. Merito del sistema Patriots, che è qualcosa su cui nei prossimi due secoli ci saranno libri da scrivere. Non a caso, a parte Brady, Gronkowski e pochi altri, loro cambiano spesso gli effettivi negli anni, ma il risultato è sempre lo stesso. Al primo turno di playoff quest’anno hanno giocato contro i Chargers e hanno giocato in un modo, poi toccava a Kansas City e hanno rivoluzionato completamente la tattica perché il quarterback avversario aveva caratteristiche diverse. Ogni volta cambiano tutto, e tutto funziona perfettamente. Quasi una magia.

Cosa pensi si inventerà Belichick domenica?

Non ne ho idea, non ci capisco molto di queste cose. La chiave è cercare di fermare Donald e Suh, per non farsi bloccare a loro volta l’attacco, e non fare correre da subito i Rams, perché è quello il segreto per un attacco che gira bene. Se la difesa neutralizza the run costringe il quarter back a dover inventare di continuo, e, per quanto Goff sia forte, non sempre è possibile.

Tu hai giocato contro i Patriots, com’è stato?

Brutto, ci hanno massacrato. Era l’anno scorso, e abbiamo perso 33 a 8 a Città del Messico. La cosa più assurda è vedere Tom Brady in azione, è come se avesse un’aura su di sé: tipo un santo, un più che umano. Quel giorno sono entrato in campo prima per il riscaldamento, e tutto quanto sembrava gravitare attorno a lui. Durante la partita sembra che il tempo rallenti quando lui ha la palla in mano, per permettergli di trovare il tempo per fare sempre la scelta giusta.

Parlaci dei due kicker.

Gostkowski dei Patriots mi piace da matti, amo vederlo in azione. Ha una tecnica di calcio molto aggressiva, ma allo stesso tempo lineare. Spinge la sua inerzia giù verso i pali dopo che calcia la palla, con un movimento quasi meccanico. Infatti ogni volta è uguale a se stesso, impressionante. Zuerlein dei Raims sta facendo benissimo, ha tirato una bomba da 57 metri per decidere la semifinale. Il suo calcio ha sempre un ottimo ritmo, con traiettoria alta e gamba sveltissima nel movimento, che é più corto e brusco rispetto a quello di Gostkowski.

I kicker possono decidere un Super Bowl?

Quello sempre, al di là della mia previsione il 31 a 30, per dire numeri a caso, è sempre in agguato. E a quel punto conta chi calcia meglio.

Show di halftime preferito?

I Coldplay un paio di anni fa, mi sono piaciuti parecchio.

 

Buon cammino.

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