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Rolling Mondiale: i risultati esatti delle partite di oggi

Gli inglesi ci credono ma ci conviene gufare per arrivare secondi, mentre meglio lasciar da parte la geopolitica

Svezia-Inghilterra

Diciamoci la verità: dopo la vittoria contro la Colombia, avere visto Gareth Southgate consolare il povero Mateus Uribe, che aveva sbagliato un rigore, ci ha reso il tecnico inglese un po’ più simpatico, nonostante quei gilet così discutibili. Ora, dopo avere sfatato il tabù dei rigori, i tifosi inglesi ci credono e cantano “It’s coming home”, anche se a) la loro unica vittoria al mondiale è avvenuta nel lontano 1966, quando giocavano in casa e avevano in squadra gente come Bobby Charlton, Bobby Moore e Roger Hunt b) la squadra capitanata da Harry Kane non ha certo convinto per il bel gioco, finora. Dall’altro lato del campo gli svedesi, ringalluzziti per essersi liberati dall’ombra di Ibrahimovic – che starà rosicando non poco, in quel bar dove prendono solo carte di credito – vogliono andare avanti per almeno eguagliare il secondo posto del 1958 (ma anche su un terzo posto come nel 1950 e 1994 non ci sputerebbero sopra). Noi italiani abbiamo solo una speranza: che gli scandinavi schiàntino l’Inghilterra, spampànino la Croazia in semifinale e trapànino il Belgio in finale. In questo modo, l’Italia esclusa dal mondiale proprio dalla Svezia arriverebbe, secondo la flessibile logica nazionale, seconda, ex aequo con il Belgio. Noialtri possiamo partire per le vacanze, e l’onore è salvo. Il nostro pronostico, interessato: 3-2 per la Svezia.

Russia-Croazia

Come affrontare questo derby trans-slavo? I croati li tiferemmo per vicinanza geografica, e perché la squadra di Modrić, Rakitić e Mandžukić sembra reggere il paragone con quella di Boban, Prosinečki e Šuker, che nella coppa del mondo ’98 arrivò terza. I russi li tiferemmo perché, vediamo… be’, sono pur sempre i nostri nuovi alleati geopolitici, no? o almeno così ci racconta il governo del cambiamento. Secondo noi ci sono tutte le premesse per una partita ruvida, nervosa, che si risolve solo ai rigori. E infatti. Tutto procede in perfetta parità fino all’ultimo tiro dal dischetto, sul 5-5. Pjaca, sesto rigorista della Croazia, segna con un piattone al centro. Tocca alla Russia, Dentro o fuori. Colpo di scena: il sesto uomo russo è Vladimir Putin, che ha deciso di prendere in mano le sorti della sua nazione, rigorosamente senza maglietta e in barba al regolamento. Prima di avviarsi al dischetto, si avvicina all’orecchio del tecnico Čerčesov e sussurra: “Je faccio er cucchiaio”, con accento moscovita. Čerčesov non ha il fegato di replicare nulla. Fischio dell’arbitro. La folla è in delirio. Rincorsa. Cucchiaio. Subasic fa un passetto verso destra, e para. Putin strappa il pallone dalle mani del portiere croato, vuole tirare ancora il rigore. La folla inizia a fischiarlo. È l’inizio della sua caduta. Croazia 6-Russia 5.

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