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‘Pecco’ Bagnaia, il combattente intelligente della MotoGP

Alla sua seconda stagione, il pilota ha tutte le carte in regola per stupirci ancora e ancora

JEREZ DE LA FRONTERA, SPAIN - JULY 16: Francesco Bagnaia of Italy and Pramac Racing looks on with the facial mask on track before the official photo of the 2020 season during the MotoGP of Spain - Media Opportunity at Circuito de Jerez on July 16, 2020 in Jerez de la Frontera, Spain. (Photo by Mirco Lazzari/Getty Images)

Talento, sacrificio, dedizione. Sono le tre parole chiave utili a capire cosa si cela dietro al volto di Francesco “Pecco” Bagnaia. Il pilota del team Pramac sta dimostrando a tutti, in primis alla Ducati, che questa Desmosedici è ancora un mezzo fantastico, nonostante la rottura del motore all’ultimo Gran premio dell’Andalusia mentre era secondo dietro a Fabio Quartararo.

“Siamo sulla strada giusta” è la frase di uno felice, di uno che vince o che ci è andato vicino. Invece no, sono le parole di Pecco dopo la delusione, la rabbia, la frustrazione per il risultato mancato. Perché Pecco è così: ottimismo e lavoro. Da uno che, da adolescente, è partito da Torino, non esattamente la città delle moto, per andare a Pesaro e allenarsi quotidianamente con l’Academy di Valentino Rossi cosa ti puoi aspettare se non coraggio, tanta voglia di mettersi in discussione e la volontà di alzare sempre di più l’asticella della difficoltà? Lo spirito è quello giusto, quello da combattente intelligente, non da gladiatore, ma da generale che coordina il suo esercito per la battaglia. Solo così si possono affrontare i momenti bui, come quando faceva avanti e indietro, dal ranch di Rossi all’albergo pesarese che lo ospitava.

Ranch, palestra, albergo, così, all’infinito, senza soluzione di continuità. Poche relazioni esterne, solo le moto, solo un obiettivo. D’altronde periodi così tanto stressanti, così alienanti, li puoi affrontare e vincere solo se hai un grandissimo status mentale, solo se hai fiducia in te stesso e nel sacrificio che stai facendo, altrimenti quella vita non la fai. Ma è proprio da quel sudore, da quella mancanza di solidità, da quella sensazione di vivere in bilico che trai giovamento, che trai nuova linfa, nuova energia per spingerti oltre, sempre un po’ più in là. Ed è così che Pecco si è conquistato la chiamata in Moto2 nello Sky Racing Team, ed è così che Pecco è diventato campione del mondo di quella categoria, ed è così che ha conquistato la sella Ducati del team Pramac in MotoGP.

È certo, però, che se il talento è opera di madre natura e del fato, l’attitudine a soffrire, a non arrendersi, a scalare le montagne a mani nude, a lasciare indietro tutto pur di raggiungere la meta, non sono qualità scontate, non sono caratteristiche che permeano il carattere di tutti, anzi è cosa rara.

Bagnaia è alla sua seconda stagione in MotoGP, la prima non è andata nel migliore dei modi, ma quando sei nell’Olimpo del motociclismo, basta un niente per tornare a indossare gli abiti terrestri. Ancora una volta serve talento, sacrificio e dedizione per affrontare i problemi, gli errori, le scottature e proseguire verso lo spazio vuoto che si vuol riempire, verso quella destinazione che sembra una fine e invece è soltanto un inizio che non vediamo l’ora di vedere.

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