LeBron James: «Nessuno vuole essere invitato alla Casa Bianca»

La leggenda dei Cavs è convinto che nessuno, né la sua squadra né Golden State, accetterà di andare da Trump dopo la vittoria dell'NBA Championship

«Nessuno vuole quell’invito, ne sono sicuro. Non importa chi vincerà la competizione», ha detto LeBron James in conferenza stampa. «Nè Cleveland né Golden State andranno alla Casa Bianca». Le dichiarazioni di James arrivano poco dopo la decisione di Trump di cancellare l’invito alla Casa Bianca per i vincitori del Super Bowl, i Philadelphia Eagles. Secondo la ricostruzione della stampa Trump si sarebbe “infuriato” una volta scoperto che solo una manciata di giocatori avrebbe accettato il suo invito. Poi ha sfruttato il momento per tornare sulla polemica con i giocatori dell’NFL che si sono inginocchiati durante l’inno nazionale, una forma di protesta contro la violenza della polizia. C’è da dire, però, che nessuno degli Eagles si è inginocchiato durante questa stagione.

«Finché Trump sarà in carica la sua comunicazione non cambierà, e cose del genere continueranno ad accadere», ha detto James. «Ci sono molte cose in cui crediamo come americani e con cui lui non c’entra nulla. Parecchia gente è convinta che lui non sia con il popolo, che non stia facendo niente per il popolo. È per questo che non mi sorprende quello che è successo con gli Eagles».

LeBron James. Foto di Brian Babineau/NBAE via Getty Images

James, poi, si è detto speranzoso che i risultati degli Eagles non vengano minimizzati dalla visita mancata alla Casa Bianca, e lo stesso vale per tutte le altre squadre vincitrici di una competizione e che rifiuteranno di incontrare Trump. «Credo che la vittoria – del Super Bowl, della Stanley Cup, delle World Series o dell’NBA Championship – sia molto più importante di un invito alla Casa Bianca, soprattutto se dentro c’è uno come lui».

Stephen Curry ha confermato che anche la sua squadra rifiuterà l’invito alla Casa Bianca. Lo hanno già fatto l’anno scorso, quando dopo la vittoria preferirono visitare dei giovani di Washington piuttosto che Trump. «Spero che le vere motivazioni degli Eagles emergano da tutta questa polemica».

«Conosco un ragazzo degli Eagles, era in campo durante il Super Bowl. Mi ha raccontato parola per parola la discussione che si è scatenata tra i giocatori, e di come vorrebbe che la discussione fosse più seria, non sull’inno nazionale. Diceva che Trump sta oscurando l’NFL e cose del genere», ha detto Curry. «Credo che in qualche modo la gente stia imparando qualcosa. È importante: se ci concentriamo su chi dice le parole giuste allora non ci perderemo nel caos di questo periodo».

Dopo il suo rifiuto dello scorso anno Curry è stato “rimproverato” direttamente da Trump, che ha annullato il suo invito via Twitter. Poco dopo arrivò la risposta di LeBron James: «Stephen Curry aveva già detto che non sarebbe venuto! Quindi niente invito. Andare alla Casa Bianca era un grande onore prima che arrivassi tu!».