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Mondiali, salta l’allenatore della Spagna. In esclusiva la rosa dei sostituti!

Dal banale Hierro a Zidane, da Nedo Sonetti al Professore della "Casa di carta", il presidente della federazione iberica ha varie mosse a disposizione per ovviare al cambio choc in panchina delle Furie Rosse

Julen Lopetegui, ex allenatore della Spagna. Foto IPA

“Non eravamo stati informati in alcun modo, lo abbiamo saputo solo cinque minuti prima dell’annuncio. Non potevamo fare altrimenti”. Queste le parole pronunciate pochi minuti fa in conferenza stampa dal presidente della federcalcio spagnola Luis Rubiales, con cui sollevava dall’incarico a un giorno dal via dei Mondiali in Russia il ct delle Furie Rosse Julen Lopetegui, colpevole di aver stretto un accordo per la panchina del Real Madrid – a sua volta scosso dall’addio improvviso di Zinedine Zidane – in maniera del tempo intempestiva.

Una notizia clamorosa, che coinvolge una delle favoritissime alla vittoria finale e spariglia non di poco le carte in vista della corsa alla statuetta disegnata da Silvio Gazzaniga. Se l’avvicendamento del potere politico – con Rajoy a lasciare il posto alla Moncloa al socialista Sanchez – tutto sommato è stato assorbito bene, bisognerà vedere quale turbolenze avrà questa nuova decisione inaspettata. Di seguito alcuni consigli per sostituire Lopetegui e fare di necessità virtù.

FERNANDO HIERRO

Il nome a cui tutti guardano in questo momento. Una leggenda della Spagna pre-periodo di gloria, quando ancora gli iberici stavano simpatici a qualcuno. Al momento è DT della squadra, non ha quasi esperienza in panchina, ma non gli mancano il carisma e gli estimatori nella federazione. E poi, viste le tempistiche, ha un grande vantaggio: è già in Russia con la squadra, circostanza che lo pone tra i favoritissimi assieme al coach dell’Under 21 Celades. Per tutti gli altri bisogna vedere che opportunità last minute offre Ryanair.

VICENTE DEL BOSQUE

Dopo aver vinto il Mondiale nel 2010 e l’Europeo due anni dopo, è un eroe nazionale, nonostante le edizioni successive delle due rassegne non siano andate benissimo. Il 4 febbraio 2011 il Re Juan Carlos I gli ha assegnato il titolo ereditario di marchese di del Bosque, per dire la stima nei suoi confronti. Ora la sua occasione di assurgere all’empireo. Con un precedente che potrebbe fargli sentire puzzare di bruciato: quello del nostro Marcello Lippi, che, al suo ritorno alla guida degli azzurri dopo i fasti di Berlino, nulla poté contro lo strapotere di Vittek nel match contro la Slovacchia.

ZINEDINE ZIDANE

Il colpo gobbo dell’allenatore più sottovalutato e vincente – per competizioni giocate – di tutti i tempi. Dopo l’addio in stile Via col vento al Real Madrid, sarebbe abbastanza cinematografico immaginarlo al posto di quello che sarà il suo successore alla Casa Bianca. I connazionali francesi non la prenderebbero particolarmente bene, la Spagna, invece, sì, visto che lui pare del tutto incapace di perdere.

SERGIO RAMOS

Ad interim, per innalzare ancora di più il tasso di simpatia della squadra. Dopo aver vinto l’ennesima coppa con il Real, eliminando a uno a uno gli avversari, il simbolo della recente epopea spagnola potrebbe prendersi anche la guida della selezione, di cui occupa ormai ogni ruolo, compreso quello di Edoardo Bennato locale.

ZDENEK ZEMAN

Constatata l’impossibilità di vincere la Coppa, dopo aver cambiato l’allenatore a poche ore dal via del grande appuntamento, la soluzione potrebbe essere più semplice del previsto. Il boemo garantirebbe la simpatia del mondo intero, la valorizzazione di alcuni giovani dell’Alaves – convocati all’ultimo al posto di Iniesta e Silva -, gol a grappoli e spettacolo. E l’eliminazione agli ottavi a opera di Panama. Ma sai che bellezza.

NEDO SONETTI

Altra scelta di chi non è mai schiavo del risultato. Uomo di esperienza, da cambio in corsa, per raddrizzare le cose. Dopo Viareggio, Casertana, Cremonese, Salernitana, Cagliari, Ascoli, Ancona, Brescia e ogni altra squadra possiate immaginare, il guru di Piombino potrebbe puntare a una salvezza senza pensieri anche con Busquets e compagni. Altra scelta che avrebbe l’effetto di sbilanciare immediatamente ogni nostra simpatia verso Madrid.

CARLES PUIDGEMONT

Clamoroso per clamoroso, la decisione più clamorosa. Senza nemmeno doverlo fare rientrare dall’esilio, il re in persona potrebbe dare l’incarico al leader catalano, che riunirebbe ogni uomo nato sotto ai Pirenei per condurlo in battaglia lungo il Don. Una mossa di riappacificazione nazionale, di diplomazia del pallone che nemmeno Nelson Mandela.

SERGIO MARQUINA, EL PROFESOR

Un indizio di come sarebbe andata a finire il geniale ideatore della rapina del secolo, al centro della serie La casa di carta, l’aveva già dato, inserendo il buon Moscù tra i membri del suo gruppo d’assalto. Farlo tornare dal Pacifico – concedendogli la grazia -, significherebbe mettere sulla panchina spagnola una mente superiore, capace di prevedere in anticipo ogni mossa degli avversari e vanificarla tramite stratagemmi incredibilmente sofisticati e non di rado stucchevoli. E poi vincere la Coppa del Mondo era il sogno di suo padre.

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