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Maverick Viñales: «Non temo nessuno»

La competizione con Valentino Rossi e gli altri piloti, come gestire la tensione della gara, le sue passioni: faccia a faccia con il pilota spagnolo

Foto: Joan Cros Garcia/Corbis via Getty Images

Ha appena vinto la prima gara della stagione, in Qatar, con una prestazione autorevole, perfetta. Ma sa bene che la perfezione in questo sport non basta. «Devi migliorare sempre», perché gli altri lo faranno e se tu non ti adegui perdi. Maverick Viñales è un pilota veloce, ma in questi anni gli è mancata costanza. Qualcuno dice che non è riuscito a vincere per la pressione di Valentino Rossi, che all’epoca era un suo compagno di team, ma lo spagnolo nega: «Vale è sempre stata una motivazione extra per me, da lui ho imparato tante cose». L’abbiamo intervistato e ci ha raccontato dei piloti che teme di più, di come gestisce la tensione della gara, delle sue passioni. 

Come stai?
Bene. Siamo in Qatar da tanti giorni, qui c’è il sole e mi piace . Non possiamo fare molto, ma si può andare in spiaggia e lì si sta bene.

Enzo Ferrari diceva che un pilota perde un secondo per ogni figlio che fa. A te è successo il contrario. Quindi ti chiedo, è grazie a questa serenità che sei riuscito a migliorare?
La verità è che mi sento come sempre. Cambiano i pensieri, sicuramente. Non penso più solo a me stesso, ma ad altre due persone. È diverso l’atteggiamento, ma sulla moto sono concentrato e ragiono sulle stesse cose di sempre.

Avresti fatto la stessa gara senza questa nuova serenità?
Non lo so. È difficile dirlo, ma penso che avere una famiglia ti calma tanto, hai sempre gente a casa che ti aspetta e ti vuole bene. È molto importante. Sicuramente avere questa parte ti rende più tranquillo, più sereno. Aiuta tanto e fa una bella differenza.

In Qatar avevi già vinto nel 2017, davanti a Dovizioso. Ti chiedo due cose: ti manca un avversario come Dovi? Quella Yamaha, che è riuscita a battere la Ducati in Qatar, è simile a questa?
Dovi è stato uno dei protagonisti in questi ultimi anni e quindi sì, manca. Mi manca come avversario. La moto invece è molto diversa, non ha niente di quell’altra moto. Motore molto diverso, telaio nuovo… il livello però è simile: va forte, è molto buona. Devi capire come farla andare al massimo, quella rimane la cosa più difficile.

Ho letto molti pronostici. Per molti vincerà il titolo un pilota Ducati, Bagnaia o Miller. Per altri Morbidelli, secondo lo scorso anno. Alcuni dicono Quartararo e altri ancora pensano che possa vincere Mir o addirittura Marquez se tornerà in pista. Non essere tra i favoriti è un punto a tuo favore?
Non saprei, so che la costanza è sempre molto importante. L’anno scorso passare da una pista all’altra cambiava tantissimo, ed è il punto su cui dobbiamo migliorare. Adesso, però, è presto dire [chi sia il favorito]. Noi restiamo tranquilli, sappiamo il lavoro che dobbiamo fare e ogni domenica dobbiamo puntare a essere davanti. La costanza può essere una chiave importante per il campionato.

Chi temi di più come avversario?
Non temo nessuno. È difficile temere qualcuno perché sono molto concentrato sul mio lavoro, ma Mir è il campione del mondo in carica, quindi lui è un obiettivo. Poi c’è Miller, per me è forte anche se la scorsa gara non è andata al massimo.

Che idea ti sei fatto di Marc Marquez? Come tornerà, se tornerà?
Non mi sono fatto un’idea. Siamo concentrati sul nostro lavoro perché dobbiamo ancora migliorare tante cose. Comunque se torna Marquez va bene, sarà molto interessante per il campionato e vedremo a che punto sarà lui.

Meregalli, il Team Director di Yamaha, ha detto che senza Rossi sei più tranquillo. È vero? Avere Rossi nel box ti metteva pressione, ansia, stress?
Rossi è sempre difficile da battere. Stare in squadra con lui è sempre stata una motivazione extra per me, e soprattutto mi ha fatto imparare tante cose. Adesso non è che lui sia così lontano, è solo un box più in là. Il suo peso in Yamaha ce l’ha. È sempre interessante [gareggiare con lui], perché è molto forte. È bello avere Valentino vicino perché impari tanto. Non era uno stress, solo uno stimolo.

Questa domenica si corre ancora in Qatar, ma come si fa migliorare una prestazione che è stata perfetta?
Si deve migliorare. È difficile, ma devi farlo perché gli altri migliorano. Guardi dove vanno forte o meglio gli altri piloti. Io ho fatto una gara in rimonta e ho visto tante cose che possiamo fare meglio. È questo che mi rende tranquillo per la prossima gara, questo weekend possiamo fare ancora uno step in avanti. L’importante è avere l’opportunità di lottare per la vittoria.

Basta moto: cosa guardi su Netflix?
Mi piacciono gli anime. Ho visto Haikyu!!, che parla di pallavolo. Poi mi piace Seven Deadly Sins. L’anno scorso ho visto l’Attacco dei Giganti. Mi piacciono gli anime.

Ma leggi anche i manga o vedi solo gli anime?
Entrambi: di Dragon Ball ho visto l’anime, mentre di Naruto ho letto il manga.

Che film ti piacciono?
Sia azione che commedia. Di commedia mi piace Una notte da leoni.

Hai mai fatto una serata così?
No (ride). Sono sempre stato un bravo ragazzo. Quando ero piccolo facevo le gare con gli scooter per il paese.

Cosa ne pensi di Jorge Lorenzo?
Lasciamo perdere i commenti su Twitter. Lui sta vivendo bene, non è facile restare per tanti anni ad alti livelli in MotoGP. Adesso deve divertirsi e fare quello che vuole.

È stressante la vita da pilota?
Non è proprio stressante: alla fine è un divertimento, stai facendo quello che ami, stai vivendo il tuo sogno. Però passi tanti giorni fuori di casa, tanti giorni in viaggio. Non fai nulla per tanto tempo.

Cosa ti manca di più in questi casi?
La mia famiglia. Ci sentiamo sempre, ma mi manca tanto. Rende tutto più difficile. Ecco, questa è la cosa più stressante, il resto è un divertimento.

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