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Maria Sharapova, l’ombra del doping e i dubbi sul Meldonium

La tennista ha annunciato in una conferenza stampa di essere risultata positiva a un farmaco con proprietà cardiovascolari

Maria Sharapova è nata il 19 aprile 1987. Attualmente è la tennista numero 7 del mondo

Maria Sharapova ha tenuto una conferenza stampa ieri in cui annunciava di aver «fallito un test antidoping agli Australian Open». La tennista, attualmente numero 7 al mondo, è risultata positiva al Mildronate, la sostanza è il Meldonium. La tennista ha detto anche che «la sostanza mi viene prescritta dal mio dottore per dieci anni».

In una conferenza commossa e drammatica, la Sharapova ha chiesto scusa ai suoi fan: «Mi spiace deludere i miei tifosi e lo sport che ho amato fin da quando avevo 4 anni. Spero di poter avere un’altra chance e di non dover concludere la carriera in questo modo». A questo punto, la tennista rischia fino a due anni di stop. «Dal 2006 ho iniziato ad ammalarmi spesso. Ho sofferto di influenza e di carenza di magnesio e il mio elettrocardiogramma era irregolare. Soffro anche di un principio di diabete ereditario. Il medico mi ha prescritto una serie di medicine, tra cui il Mildronate».

La tennista sostiene anche di aver ricevuto una lettera dalla Wada (World Anti-Doping Agency) il 22 dicembre in cui venivano annunciate le nuove sostanze proibite, ma, dice, «non l’ho letta. Per questo devo assumermi piena responsabilità di quanto è successo».

Dopo l’annuncio, Nike, il suo sponsor principale, ha interrotto precauzionalmente il suo rapporto con la tennista. Il marchio si è mosso di recente allo stesso modo con Manny Pacquiao.

Il farmaco

Il Mildronate, altrimenti noto come Meldonium, è stato inserito nella lista dei farmaci vietati dalla Wada dal primo gennaio 2016, dopo essere stato a lungo sotto osservazione. In una nota dell’ente, viene fatto notare come il farmaco “aiuti le performance”. È commercializzato in molti Paesi dell’ex Unione Sovietica e prodotto in esclusiva da un’azienda lettone, la Grindex. In alcuni stati, tra cui l’Italia e gli Stati Uniti, il farmaco non è in vendita. Il suo utilizzo è spesso associato a problemi vascolari e cardiaci, grazie anche alle sue proprietà anti-ischemiche. Negli anni Novanta, veniva indicato come possibile trattamento dell’insufficienza cardiaca precoce.

È utilizzato anche per migliorare il metabolismo e migliorare la fluidità del sangue. Per questo la Wada l’ha inserito all’interno dei farmaci proibiti.

I precedenti

La tennista non è la prima trovata positiva al Medlonium. Con la Sharapova, negli ultimi due mesi hanno fallito il test sette sportivi in cinque diverse discipline. Olga Abramova e Artem Tyshchenko, atleti ucraini del biathlon. Poi Eduard Vorganov, ciclista russo e due corridori svedesi: Abeba Aregawi e Endeshaw Negesse. Infine, ieri, un’altra russa, Ekaterina Bobrova, stella del pattinaggio di figura su ghiaccio, la cui positività è stata annunciata poche ore prima di quella della tennista.

I dubbi

In molti, nonostante le confessioni della tennista, si stanno chiedendo i motivi dell’assunzione del farmaco. Nonostante i problemi non meglio definiti evidenziati dall’elettrocardiogramma, a meno che non fossero legati a un’insufficienza cardiaca, l’utilizzo del Mildronate non ha nessun legame con i disturbi denunciati dall’atleta. Il suo avvocato, John Haggerty, per il momento non rilascia dichiarazioni. In un’intervista a Sports Illustrated, ha confermato quello che ha detto la tennista. “Per 10 anni ha proceduto in piena legalità e ha preso correttamente questa medicina per tenere i valori sotto controllo. Purtroppo, quando è stata aggiunta all’elenco dei divieti, lei non lo sapeva. Perciò in tutta la sua lunga carriera, per 25 giorni, non ha rispettato i divieti riguardo le sostanze”.

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