L’NBA alla conquista del mondo

È la lega sportiva più evoluta del pianeta, e sembra sia pronto il piano per far arrivare il basket americano in tutti i continenti. Merito della tecnologia e dei millennials. Ce ne parla il Commissario NBA Adam Silver.
Gli Indiana Pacers a Londra il 12 gennaio 2017 per la partita di campionato NBA contro Denver Nuggets

Gli Indiana Pacers a Londra il 12 gennaio 2017 per la partita di campionato NBA contro Denver Nuggets


La NBA è la lega professionistica sportiva più evoluta e più aperta al futuro di tutto il pianeta. Forse tra qualche anno il torneo NBA sarà il primo giocato in diverse città di diversi continenti? Non lo sappiamo, ma proprio quest’anno si festeggia il decimo compleanno dello smartphone: un’idea coltivata per oltre 20 anni dal suo inventore che ha cambiato il mondo. E se il presidente della NBA Adam Silver fosse per lo sport quello che Steve Jobs è stato per la tecnologia? Silver e la NBA hanno in progetto per il prossimo decennio di rendere l’NBA il più global possibile, aprendo nuovi mercati, sviluppando un modello sportivo e di business avanzato verso un futuro destinato all’”espansione”.

I dati parlano chiaro: solo quest’anno l’NBA ha avuto quasi il 100% di follower in più sui social media, oltre un miliardo di esseri umani (una persona su sette) ha visto almeno una partita della scorsa stagione. Il 25% di giocatori proviene da fuori gli Stati Uniti, è pronto un nuovo e vantaggioso contratto collettivo tra Lega e giocatori, ci sono LeBron James, Anthony Davis, Steph Curry a cui si affiancano una nuova generazione di giovanissimi giocatori pazzeschi in termini di fisicità e tecnica, il gioco si è evoluto in velocità e nella fase di attacco, e ultimo in ordine di tempo, lo scorso giovedì per la prima volta si sono giocate due partite di stagione regolare fuori dai confini americani, a Città del Messico e a Londra.

Proprio in occasione di Denver Nuggets – Indiana Pacers, giocata sulle rive del Tamigi e condita dal tutto esaurito (hype pazzesco in città e decine di star a bordocampo, tra gli altri, Ellie Gouldin e Tinie Tempah passando per praticamente tutta la squadra dell’Arsenal e del Chelsea), Adam Silver ci ha illustrato alcuni punti fondamentali per l’ambizione global dell’NBA, alcuni di questi da tenere a mente anche per il competitor principale: il calcio. Pensate ai piani quinquennali per il “calcio in Cina” decisi dal governo di Pechino, o la scelta di allargare il mondiale di calcio a 48 squadre, o alla dimensione globale in termini di marketing della Premier League inglese (non a caso elogiata come modello seguito molto da vicino dal commisioner NBA).

Silver è consapevole della concorrenza di altri sport e sa che il terreno su cui si gioca il futuro passa dalla tecnologia: “Abbiamo visto cos’è la tecnologia in 4k. Stiamo vedendo come la realtà virtuale può essere utilizzata per portare direttamente le persone nelle arene. Quella tecnologia ci permetterà di portare il nostro gioco in ogni angolo del pianeta. E poi consideriamo l’evoluzione della qualità di uno streaming sullo smartphone, con un click puoi sentirti dentro il palazzetto”.

Se lo smartphone è il mezzo, i Millennials sono il fine: l’NBA è cosciente che deve anche trovare nuove formule per essere più sexy: “La questione del formato del gioco e della durata ci riguarda” dice Silver “Ci sono persone, in particolare i Millennials, che hanno tempi di attenzione molto brevi (secondo studi Microsoft negli ultimi anni il tempo medio di attenzione di un essere umano è sceso di 8 secondi, ndr.) e a questo dobbiamo prestare attenzione. Quando negli ultimi minuti di partita si spende una grande quantità di tempo per time-out o falli, a volte può risultare interessante solo per gli appassionati.”

Infine, ma di capitale importanza per la “visione” di Silver, Londra ci ha confermato in NBA si giocheranno più partite internazionali in futuro: “Vogliamo dare un’occhiata ai vari mercati come quello australiano, visto che ci son tanti giocatori NBA che vengono da li. l’Europa rimane strategica, la Grecia, la Francia e l’Italia sono mercati incredibilmente forti. Ma anche piccole nazioni come Serbia e Croazia forniscono tanti giocatori alla Lega e sappiamo di essere molto seguiti, così come in Spagna che ha quasi 10 giocatori in campionato.” Una visione globale, quella di Silver, che potrebbe toccare addirittura il Medio Oriente (“i dati ci dicono che c’è un enorme seguito”). In altre parole: We (will) global.