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L’addio di Totti alla Roma: «Oggi potevo anche morire»

L'ex capitano dei giallorossi ha spiegato i motivi dietro le dimissioni: «Questa decisione non è stata colpa mia, non hanno mai dato la possibilità di fare nulla. Da quando sono entrati gli americani hanno cercato in tutti i modi di togliere i romani dalla Roma, e alla fine ci sono riusciti»

Foto di Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images

Durante una conferenza stampa andata in scena oggi nella sala d’onore del CONI, Francesco Totti ha dato ufficialmente addio alla Roma, racontando i motivi che l’hanno spinto a questo gesto anche se, spiega l’ex numero 10, «Questo non è un addio ma un arrivederci». Totti ha poi continuato, ribadendo il suo amore per i colori giallorossi, specificando che le ragioni dietro il gesto non dipendono da lui: «Questa decisione non è stata colpa mia, non ho mai avuto la possibilità esprimermi, non sono mai stato coinvolto nel progetto tecnico. Sapevano il mio desiderio di dare tanto a questa società, ma mi hanno sempre tenuto fuori da tutto».

«Non ho potuto fare niente, sono stato escluso fin dall’inizio», ha ribadito Totti. «In due anni avrò fatto dieci riunioni, mi chiamavano solo quando avevano bisogno, come se mi volessero accantonare da tutto. Io ho cercato in tutti i modi di mettermi a disposizione, ma dall’altra parte non era lo stesso». Totti poi ha rivelato i retroscena sulla scelta di Paulo Fonseca come nuovo allenatore: «Hanno preso tutte le decisioni senza chiedermi niente. Io avevo chiamato Conte, che ci aveva dato l’ok, poi è saltato tutto. Fonseca non l’avevo mai chiamato, ma hanno scelto lui».

L’ex capitano ha poi indirizzato le proprie parole verso l’attuale proprietà: «Hanno voluto che smettessi di giocare e mi hanno fatto smettere. È stato un pensiero fisso di alcune persone togliere i romani dalla Roma, e alla fine sono riusciti a ottenere quello che volevano, questa è la verità. Da quando sono entrati gli americani hanno cercato in tutti i modi di metterci da parte, e ora l’addio di Daniele (De Rossi, ndr) è la dimostrazione».

«Già da settembre dissi alla dirigenza di avvisare De Rossi, di non fare come avevano fatto con me, ma il tempo passava e nessuno gli ha mai parlato», ha aggiunto riferendosi all’addio dell’ex compagno di squadra. «Il prossimo anno prendo Daniele e andiamo a vedere una partita della Roma in Curva Sud». «Se avessi due bandiere come Totti e De Rossi gli darei in mano tutto, perché possono spiegare cosa sia davvero la romanità. Pallotta si è contornato di persone sbagliate, a Trigoria ci sono persone che fanno il male della Roma, di cui lui si fida».

Particolarmente dure, infatti, le frasi dedicate Franco Baldini, dirigente ai vertici della società: «Non c’è mai stato un rapporto con lui e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione di lasciare la Roma è perché tra me e Baldini ci sono stati equivoci e uno dei due doveva uscire. Mi sono fatto da parte io. Era inutile dicessi quello che pensavo, perché l’ultima parola spettava a lui, era solo tempo perso. Per questa società sono stato un peso, sia da calciatore che da dirigente».

Totti ha poi parlato delle ultime stagioni dei giallorossi, al di sotto delle aspettative: «Tutti sappiamo i problemi finanziari della società e per tamponare i problemi hanno venduto i giocatori più forti. Bisogna dire la verità ai tifosi, e quando ho provato a farlo alcuni dirigenti mi hanno dato dell’incompetente. Loro volevano prendere in giro i tifosi, io invece sono sempre stato abituato a dire la verità, quindi non posso più stare qui».

E ancora, il futuro, sempre nel calcio: «Ora sono libero e in questi mesi valuterò tutte le offerte sul piatto e ne ho ricevute anche da squadre italiane, prenderò in considerazione tutto. Juve o Napoli? Non esageriamo».

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