La mezzaluna che ha salvato Ronaldo

Quindici anni fa il Fenomeno annichiliva la Germania nella finale del Mondiale di Corea e Giappone: la classe nei piedi, l'acconciatura più assurda della storia del calcio in testa

Provate a far incontrare un ragazzo nato nel 1980 a uno a fine millennio e buttate lì il tema del dibattito: “Ronaldo”. Per dovere di galanteria, inizierà il più giovane, che vi descriverà uno dei 600 gol di Cristiano, le Champions League, l’Europeo vinto da infortunato, la rivalità con Messi. Poi il pallone passa al ragazzo del 1980, che dirà solo una cosa: “Ronaldo è solo Luiz Nazario Da Lima”.

In quel momento si creerà un cortocircuito tra i due. Il più giovane cercherà di attingere dalla sua memoria qualche video Youtube, ma difficilmente andrà oltre l’immagine di un imbolsito ex campione che ogni tanto fa una comparsata televisiva. Il più anziano sarà in pieno stream of consciousness ripensando a quello che è stato Ronaldo a cavallo tra il 1996 e almeno il 2007. Ronaldo è il campione ‘debole’, il fenomeno che si è infortunato, è ingrassato, ha mostrato a pieno la sua umanità, ed è per questo – oltre che per le sue doti calcistiche, quelle si, disumane – che un’intera generazione lo venera.

Quattro anni nel calcio sono un’eternità, ma per Ronaldo è stato proprio così. Nel 1998 stava conducendo il Brasile alla vittoria nel Mondiale di Francia, ma un malore improvviso, e cure discutibili, lo fecero scendere in campo in pessime condizioni spianando la strada ai padroni di casa guidati da Zidane.

Da quel momento in poi il calvario: dal 1998 al 2001 gioca con l’Inter 37 partite in totale (18 gol) e si maciulla due volte il ginocchio. Rientra in tempo per tenere i nerazzurri in lotta per lo scudetto a fine 2001/2002, ma non riesce a impedire il tracollo del 5 maggio. Si presenta al Mondiale di Corea e Giappone in condizioni precarie: la strada per i verdeoro, però, è spianata e Ronaldo segna sempre dalla partita d’esordio con la Turchia fino all’ottavo contro il Belgio. Ai quarti, però, stecca contro l’Inghilterra ed esce al 70’ nella vittoria di misura sui britannici.

In Brasile non si parla d’altro che di Ronaldo, apparso in grave difficoltà. E’ in quel momento che Luis partorisce l’idea della mezzaluna. Il 26 giugno sarebbe andato a giocare la semifinale contro la straordinaria Turchia di Gunes con un taglio tanto bizzarro quanto iconico: “Tutti erano concentrati sulle mie condizioni fisiche, e in effetti ero al 60%. Allora per cercare di distogliere l’attenzione sul mio stato di forma ho deciso di farmi quel taglio, e ha funzionato”, ha dichiarato Ronaldo quindici anni dopo, a ESPN. Ha funzionato decisamente: il Fenomeno stende la Turchia con un gol da giocatore di calcetto che beffa Rustu.

Poi la leggenda. In finale la Germania allenata da Voeller non può nulla. Nessun giocatore, se si eccettuano Kahn e Klose, vanta la personalità della mezzaluna di Ronaldo. Nessun taglio di capelli di un giocatore tedesco è spavaldo come quello del Fenomeno. La Germania del 2002 è troppo operaia, dall’altra parte ci sono Ronaldinho, Rivaldo e Ronaldo. La rabbia con cui Luis ruba il pallone nell’azione del primo gol ci parla della voglia di rivalsa del numero 9 del Brasile. Il piattone chirurgico con cui sigilla il 2-0 rappresenta la sua classe. Poi, davanti a 630 milioni di spettatori, la foto per i posteri.

Mezzaluna, bacio, Coppa del Mondo.