Rolling Stone Italia

La Champions delle italiane riparte da Totti

Le urne hanno sorteggiato i primi scontri della Champions League, la Roma e il suo girone infernale, il Napoli con la voglia di stupire del suo attacco mentre la Juventus riparte dal Barcellona ma con un Neymar in meno

Un bel ricordo per iniziare al meglio la stagione che verrà. L’avventura in Champions League della Juventus riparte dal Camp Nou e dal Barcellona il 12 settembre: l’anno scorso, ai quarti, i bianconeri imbrigliarono Messi, Suarez e Neymar in Catalogna (0-0) per difendere il roboante successo per 3-0 dello Juventus Stadium. Il risultato? L’accesso alla semifinale – contro il Monaco – che poi avrebbe portato i bianconeri a giocarsi il trofeo contro il Real Madrid pigliatutto di Zidane. L’epilogo lo conoscete, ma la Juventus è pronta a stupire tutti ancora una volta, puntando non più Cardiff, ma Kiev, sede della finale 2018.

Tagliati due enormi ‘rami secchi’ come Bonucci e Dani Alves i bianconeri si sono assicurati di avere un gruppo ancora unito. Il nuovo difensore del Milan e il brasiliano, infatti, avevano alzato un polverone subito dopo la sconfitta in finale di Champions in Galles. In particolare Bonucci, reo di aver scagliato il cellulare di Dybala contro il muro dello spogliatoio per sottolineare la partita inconsistente dell’argentino contro il Real. Alla Juve questi atteggiamenti non sono ammessi, e anche se hai giocato 319 partita in bianconero, vantando futuri gradi di capitano – come ha ammesso Allegri – il tuo destino è quello di lasciare Torino.

La Juve si è quindi rinnovata: più spazio a Rugani e Benatia, in attesa di un colpo last minute in difesa, con i colpi Szczesny, De Sciglio, Matuidi, Bentancur, Bernardeschi e Douglas Costa. Tutto per allungare una rosa già estremamente competitiva. Il girone ripartirà proprio dal Barcellona – Totti lo ha pescato per i bianconeri durante la cerimonia – che ha perso la stella globale Neymar e si trova in piena tempesta: non il migliore inizio d’avventura per il tecnico Valverde che ora spera in Dembelé o Coutinho per sostituire O’Ney.

La partita, e in generale la doppia sfida, può non essere così complicata e le altre due rivali del gruppo, Olympiacos e Sporting Lisbona, sono club storici ma non impauriscono il club di Agnelli. La differenza la faranno come sempre i sorteggi, ma la strada per Kiev è lunga e quindi meglio porsi un obiettivo alla volta.

Chi parte già dall’Ucraina è il Napoli di Sarri (il 13 settembre). Gli azzurri hanno pescato lo Shakhtar Donetsk che non gioca nell’omonima città bensì a Charkiv, sede del Metalist. Il motivo è la guerra con la Russia che dal 2014 ha resto l’est dell’Ucraina un posto non sicuro. I partenopei sono una delle squadre più spettacolari d’Europa: archiviato con facilità il Playoff contro il Nizza di Balotelli (doppio 2-0) Insigne-Mertens-Callejon sono pronti a fare meglio della passata stagione, quando furono eliminati dal Real Madrid agli ottavi. Anche quest’anno il Napoli ha un girone accessibile: gli ucraini, il Manchester City e il Feyenoord. L’anno scorso arrivare primi nel girone si rivelò una sventura, a causa del sorteggio col Real. L’idea, però, è quella di vincere il gruppo anche quest’anno per rimarcare la dimensione sempre più internazionale del club.

Chi invece avrà grossi grattacapi è la Roma. I giallorossi ospitano nella prima partita del girone l’Atletico Madrid di Simeone (12 settembre), una squadra che nelle ultime quattro stagioni ha raggiunto due volte la finale di Champions League e che potrà contare sull’apporto del nuovo stadio. Come se non bastasse nel girone è presente pure il Chelsea. Conte è in rapporti difficili con il suo presedinte, Abramovich, ma ha vinto la Premier League al primo anno con una squadra che avrebbe dovuto a fatica conquistare l’accesso in Champions. L’altra rivale è il Qarabag, primo club azero a partecipare alla massima competizione europea. Di Francesco sarà costretto agli straordinari.

Iscriviti