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‘Hometeam’: 4 idee creative per allenarsi a casa

Sfruttare le tensione di chi vive con voi, usare i figli come pesi da sollevare. Ma se volete darci dentro davvero, non potete fare tutto da soli: ci pensa adidas

Giunti ormai al mese tondo tondo di isolamento, abbiamo capito che ci sono delle piccole abitudini quotidiane di base che vanno completamente rivoluzionate. Tra queste, pure per non incappare nella rabbia di gran parte della popolazione italiana, c’è anche l’attività fisica.

Così uno dei modi migliori per sopperire allo scarso rilascio di endorfine è arrangiarsi. Per un breve periodo dobbiamo dimenticare palestre, spogliatoi con acquitrini per terra, phon che non asciugano i capelli e ricostruire tutto in casa. Come? Sfruttando quello che abbiamo a disposizione, ovviamente.

Qualora preferiate mantenere le vostre idee per quando ce ne sarà bisogno, potete seguire il progetto di adidas #HOMETEAM, nato dall’intuizione che, in tempi come questi, si può essere creativi sul modo in cui ci si prende cura l’uno dell’altro e di noi stessi, mantenendo sani i nostri corpi e le nostre menti e condividendo attività gratuite per essere sempre più uniti a casa nei prossimi giorni e settimane.

Ma prima, una serie di consigli utili per allenarsi in casa.

Sfruttare la tensione di chi è in casa con voi

Anche voi vivete in un bilocale con un coinquilino/compagn*/fratello/sorella e siete a un passo dal decidere se sia più etico sbattere fuori di casa lui o lei oppure abbracciare il nomadismo come scelta di vita? Bene, il famoso litigio su chi debba lavare i piatti può essere convertito in sano spirito di competizione per bruciare calorie ed essere pronti per l’agognata prova costume, alla peggio quella 2021. Gare di squat, sfida a chi solleva più bottiglie d’acqua o a chi fa lo scatto più veloce nei 2mq che separano la finestra dalla porta della camera. Poi, come premio, un abbraccio fraterno stretti da un elastico. Un esempio? Antonio Candreva.

Usare vostro figlio come peso

“Mamma possiamo andare al parco?”, “Papà ma perché è un mese che sono chiuso in casa?”, “Ci riguardiamo per la centesima volta quel cartone orrendo che mi chiede di indovinare dove, sullo schermo, è nascosta la pecora che Topolino deve ritrovare?”. Se come molti siete in questa situazione che comunemente viene chiamata tortura, la soluzione è una sola: fate allenare vostro figlio insieme a voi. In che modo? Utilizzandolo come palla medica *le seguenti azioni sono state approvate dal comitato per la sopravvivenza da quarantena, nessun figlio è stato maltrattato*. Ecco dunque che potere caricarlo sulle spalle e usarlo come peso per fare gli squat.

O, ancora meglio, usarlo come zavorra sul tappeto elastico, qualora ne aveste uno (altrimenti saltate sul materasso).


Facile, no? Il bambino si stancherà, dormirà e così magari non sarete costretti a rivedere Frozen 2. Win/win.

Prendere tutto con il sorriso

Qui non c’è molto da dire, quindi passiamo la parola a chi è riuscito a farlo meglio di noi, come Valentina Giacinti.

Alla fin fine un po’ di quality time con se stessi non è da buttare via.

Cambiare prospettiva

Tappetino, magari il frigorifero come appoggio e HOP, sotto-sopra. Fare un po’ di verticali potrebbe anche darvi una nuova prospettiva su come organizzare casa. A testa in giù magari finalmente vi accorgerete che quel quadro sopra la mensola è storto e a livello cromatico è un pugno in un occhio con la parete che vi siete convinti di dipingere di blu cobalto. Forza, cambiare. Tutto.

Ok, se volete allenarvi seriamente, però, non potete fare tutto da soli. adidas ha dunque pensato anche a questo: per tre mesi, in tutto il mondo, l’app adidas Training è gratuita. Disponibile in 15 lingue diverse, l’applicazione permette l’accesso ai piani di allenamento, ai workout e a oltre 230 esercizi da svolgere a casa, oltre che a guide nutrizionali. Non solo: se rimpiangete le vostre lunghe corse nei campi, su Facebook ci sono gli adidas Runners, che con i loro video potranno intrattenervi e farvi respirare un po’ d’aria pulita, metaforicamente parlando. Perché va bene sfruttare ciò che si ha in casa, ma ancora meglio allenarsi con chi queste cose le sa fare davvero.