Felipe Massa: bravo ragazzo, piede veloce

Parliamo con il campione, che ha annunciato la fine della sua carriera, del Gran Premio di Monza, di come sono cambiate le piste, e del suo amico Eric Clapton

Arrivo al mio incontro con Felipe Massa alla Terrazza Martini Darsena nel tramonto caldo d’asfalto di una città che torna a popolarsi e a correre. Correre. Il verbo mi sembra appropriato a tre giorni dal Gran Premio d’Italia, anche se Felipe ha annunciato da qualche ora che si ritirerà dalla F1 alla fine della stagione e io temo per la mia intervista; temo il rumore di fondo generato dalla notizia sovrastante, le parole ripetute all’infinito della F1 moderna e molto corporate. E allora decido di non farmi sparigliare le carte dall’annuncio, decido di restare sulla mia linea originaria, quella in cui Felipe Massa è un pilota in piena attività alla vigilia dalla gara più affascinante della stagione. Felipe è salito sul podio nelle ultime due edizioni del Gran Premio di Monza e si è visto in quelle occasioni quanto più di dieci anni di Scuderia Ferrari abbiano lasciato il segno nel cuore dei tifosi.

Allora Felipe, dico mentre l’addetta stampa del team Williams Martini Racing fa partire il cronometro, arriva il Gran Premio di Monza: perché questo appuntamento è considerato così speciale? «Il circuito di Monza è un’icona, un luogo speciale per la sua Storia e soprattutto per il calore del pubblico. Questa è la pista in cui ho fatto le mie prime gare da ragazzo, con le formule minori, quando sono venuto a stare in Italia che considero la mia seconda patria. E quindi mi è sembrato giusto annunciare in questo posto così significativo, lo stesso in cui Michael (Schumacher) nel 2006 annunciò il suo ritiro aprendo per me la strada in Ferrari, la fine della mia attività in F1. Ammetto che sono momenti di grande emozione.»
Felipe appare comunque molto rilassato e sicuro di sé e accoglie con entusiasmo un altro importante annuncio di queste ore, e cioè che il futuro del Gran Premio d’Italia e di Monza è assicurato per i prossimi tre anni. Si può pensare a un campionato di F1 senza Monza?
Felipe non ha dubbi: «La F1 semplicemente non può permettersi di perdere Monza, per la storia e il fascino che emanano dal circuito, dalla folla, dal parco stesso. Per la F1, direi piuttosto per tutto il movimento del motor-racing mondiale, sarebbe una perdita di valore incalcolabile e sono felicissimo di sapere che per i prossimi anni il Gran Premio di Monza sia al sicuro. State certi che mi avrete qui come spettatore molto interessato».

Parlando di Monza, la gara più veloce del campionato con velocità massime superiori ai 350 kmh, è facile arrivare alla questione della sicurezza, un tema che sta molto a cuore a Felipe. La settimana scorsa a Spa c’è stato un incidente impressionate, un impatto ad altissima velocità da cui il pilota Kevin Magnussen è uscito praticamente illeso. Con Massa consideriamo i grandi progressi fatti dal motor-sport in fatto di sicurezza negli ultimi anni. «Sono completamente d’accordo con i passi che sono stati intrapresi. Le macchine di oggi sono incredibilmente robuste; è giusto, senza riserve. Non è assolutamente accettabile che qualcuno muoia o s’infortuni praticando il nostro sport. È successo per decenni, il rischio c’è sempre, ma il lavoro che è stato fatto è grande e sono il primo sostenitore di questi miglioramenti».

Suggerisco con cautela che le nuove piste sono spesso molto neutre, dotate d’infinite via di fuga e molto permissive rispetto agli errori dei piloti che in termine di risultato non vengono più ‘puniti’ come una volta. Spesso non piacciono agli appassionati e ci sono colleghi di Felipe convinti che il loro sport dovrebbe mantenere, almeno parzialmente, la sua natura d’intrinseca pericolosità. Cosa ne dice Massa? «Ne dico che se è vero che esistono piste in cui si è un po’ esagerato dal punto di vista degli spazi di fuga a disposizione, fino a quasi trasformarli in parte del tracciato stesso, è anche vero che ce ne sono altre in cui questo non è assolutamente accaduto. Il concetto di base è che si deve combattere lealmente nei limiti della pista e offrire un grande show per il pubblico, ma oggi semplicemente non è concepibile che si possano perdere delle vite. Comunque, quando gli interventi sono eccessivi e finiscono con lo snaturare il nostro sport, sono certamente tra i primi a segnalarlo».

Il cronometro del Williams Martini Racing corre veloce nelle mani dell’addetta stampa e c’è tempo per un’ultima domanda, fuori dalle gare. Gli mostro l’ultimo numero di Rolling Stone. Cosa piace ascoltare a Massa? «Ascolto molti generi diversi, la musica per me è molto importante. Di solito mi rilasso con del pop di qualità, ma quello che davvero mi entusiasma è il rock di scuola tradizionale. Tipo this guy», dice indicando Sir Paul McCartney sulla copertina fresca di stampa di RS. «E poi ovviamente il mio amico Eric…Eric Clapton. Siamo fan uno dell’altro, mi telefona o mi manda un messaggio prima di ogni gara…»
Siete ‘Mano lenta’ e ‘Piede veloce’, dico io. Il tempo a nostra disposizione si perde nei cocktail e nella musica della serata milanese. Massa fa una risatina e con una pacca sulla spalla si allontana scortato da un addetto del team. Good luck Felipe!