Cosa resterà di questa Olimpiade 2016

Dagli ultrapremiati alle ossa rotte, passando per le prime volte di alcuni atleti e nazioni, ecco quello che ci ricorderemo fino alle prossime Olimpiadi in Giappone
Tania Cagnotto e il padre Giorgio, il suo allenatore. Foto REUTERS/Stefan Wermuth

Tania Cagnotto e il padre Giorgio, il suo allenatore. Foto REUTERS/Stefan Wermuth


In quest’edizione delle Olimpiadi c’è stato molto di più di cui parlare oltre allo sport, per svariate ragioni – dalla paura per il virus Zika, fino alle preoccupazioni generali di sicurezza, per cui in molti hanno ritenuto che Rio fosse scarsamente equipaggiata per ospitare le Olimpiadi del 2016. Ciononostante, durante le scorse settimane, Rio ha superato le aspettative di tutti, regalandoci momenti che non dimenticheremo mai, come ogni olimpiade dovrebbe fare.

Di sicuro, la cerimonia di apertura non è stata così glamour come ci aspettavamo, ci sono stati un paio d’incidenti spaventosi, piscine verdi e il casino fatto da Ryan Lochte, ma di certo ci sono stati anche avvenimenti da ricordare durante questi giochi.
Con questo in mente, diamo un’occhiata ai momenti migliori e peggiori di questa Olimpiade.

Michael Phelps e Usain Bolt al massimo

Questa sarà probabilmente l’ultima volta in cui vedremo Michael Phelps e Usain Bolt alle Olimpiadi, e hanno ricevuto il congedo meritato – medaglie da record, meme divertenti e tutto il resto. Dopo le cinque medaglie d’oro ottenute in questi giochi, Phelps ha ancora una volta aumentato il gap che lo distanzia da tutti come atleta olimpico più decorato collezionando 23 medaglie d’oro. Bolt ha tirato fuori il record di tre medaglie su tre per la terza Olimpiade consecutiva e ha raggiunto Carl Lewis e Paavo Nurmi per il maggior numero di medaglie d’oro nella storia dell’atletica.

L’ascesa delle Simone

Parlando di superstar che fanno qualcosa di mai visto prima, anche Simone Biles e Simone Manuel hanno fatto la storia in questi giochi olimpici. Biles è diventata la prima ginnasta statunitense a vincere quattro medaglie d’oro in una singola Olimpiade e Manuel la prima nuotatrice afroamericana a vincere l’oro in un evento singolo.
Grazie al loro successo, su Google la ricerca del nome “Simone” da dare ai neonati è aumentata esponenzialmente durante il mese di agosto.

Il tuffo vincente di Shaunae Miller

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Nel momento forse più memorabile di queste Olimpiadi, Shaunae Miller ha impedito a Allyson Felix di ampliare la sua eredità sportiva tuffandosi a capofitto sulla linea del traguardo nella finale dei 400 metri. “Il Tuffo”, come è stato rinominato, è stato posto immediatamente sotto il microscopio dei giudici di gara, così come erano in molti a credere che lo slancio in tuffo di Miller non dovesse essere consentito nonostante fosse perfettamente legale. Al di là di tutto, ha reso il finale di gara all’ultimo respiro, di quelli che verranno ricordati per sempre.

La protesta di Feyisa Lilesa

Le Olimpiadi rappresentano da tempo anche una cassa di risonanza per proteste politiche, sia grazie alle performance sia attraverso gesti palesi come un pugno alzato sul podio. Il maratoneta Feyisa Lilesa che ha alzato le braccia ad X resterà senza dubbio una delle proteste più memorabili delle Olimpiadi, sia per il significato del gesto, sia per il coraggio dell’atleta. Lilesa stava protestando contro l’uccisione da parte del governo etiope di 400 oromo, il gruppo etnico più vasto del paese, a partire da novembre. È un gesto che può significare per l’atleta medagliato l’impossibilità di fare ritorno a casa. “Il governo etiope sta ammazzando la mia gente, per questo io mi schiero in favore delle proteste, Oromo è la mia tribù”, ha detto Lilesa dopo la gara.

Monica Puig sconfigge le probabilità

Nonostante fosse la numero 34 del ranking mondiale, Monica Puig è stata la vincitrice del tennis singolo femminile, permettendo a Porto Rico di aggiudicarsi la sua prima medaglia d’oro della storia. A rendere il suo successo ancora più impressionante: Puig aveva sconfitto un giocatore della top 10 solo una volta nella sua carriera prima di questi giochi, arrivando poi a batterne due nella sua corsa all’oro – Garbine Muguruza nel terzo incontro e Angelique Kerber in finale.

Islam El Shehaby rifiuta di stringere la mano a Or Sasson

In un incontro teso anche a causa delle pressioni politiche, l’egiziano Islam El Shehaby ha rifiutato di inchinarsi e stringere la mano all’israeliano Or Sasson dopo aver perso nel primo round di Judo, cosa che ha infranto ogni regola dello sport – scritta e non. El Shehaby è stato fischiato dal pubblico per non aver mostrato rispetto al suo avversario ed è stato immediatamente rispedito al Cairo dalla Commissione Olimpica Internazionale.

Le piscine verdi

Doversi tuffare in una piscina verde è una cosa. Doverlo fare in una piscina verde che puzza di scoreggia a causa del perossido d’idrogeno buttatoci dentro – nonostante non ce ne fosse alcun bisogno – è un’altra. Tuttavia, ciò non ha impedito alla Cina di vincere sette medaglie d’oro nei tuffi sulle otto disponibili, il miglior risultato del paese dal 2008.

Federica Pellegrini risponde alle critiche

Una nazione intera aveva caricato sulle sue spalle tutte le possibili ambizioni olimpiche, dando forse per scontata la sua vittoria nei 200 stile, ma Federica Pellegrini per una volta non ha trionfato. Può capitare anche ai migliori. Tuttavia una grossa fetta della stampa non ha digerito lo sforzo di dover cestinare titoloni da prima pagina, e ha pensato bene di criticare duramente una delle atlete più vittoriose e rappresentative dello sport italiano. Federica, che abbiamo imparato ad amare anche per i suoi modi da rockstar della piscina, non ha chinato la testa a chi cercava di dipingerla come una codarda per aver rinunciato a partecipare ai 100 stile dopo il doloroso quarto posto nei 200, sua disciplina prediletta. “Coglione mi sono ritirata dai 100 perché mezz’ora dopo ho la staffetta 4×200…e voglio dare il massimo lì..” ha risposto via Twitter, dimostrando come solo lei sa fare qual è la giusta definizione da assegnare agli invidiosi.

La prima medaglia d’oro delle Fiji

La prima medaglia d’oro a un’Olimpiade delle Fiji è stata particolarmente carica di significato anche per la tragedia che ha colpito il paese all’inizio di quest’anno quando il ciclone Winston ha causato la morte di 44 persone e danni per oltre 1 miliardo di dollari. Oltre a inaugurare una nuova festività nazionale, il governo ha ufficialmente stimato che la medaglia genererà un introito da 200 milioni, derivante dal turismo e altri investimenti nel paese. Lo spirito delle Olimpiadi sta tutto nelle sue storie commoventi, e il successo delle Fiji nel rugby a 7 è certamente una di queste.

I fischi a Renaud Lavillenie

Rio non è stata affatto gentile nei confronti del saltatore con l’asta francese Renaud Lavillenie. Mentre era testa a testa per l’oro contro il brasiliano Thiago Braz da Silva, il pubblico di casa ha fischiato Lavillenie a ogni suo salto, cercando di fargli perdere la gara. La folla ha poi gettato sale sulla ferita fischiandolo al momento del podio – forse perché Lavillenie aveva comparato il suo caso a Jesse Owens – fino a far scoppiare Lavillenie in lacrime. Nel dopogara il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach ha dichiarato che il comportamento dei tifosi era “inaccettabile per un’Olimpiade”.

Elisa Di Francisca mostra la bandiera europea

Dopo un’annata particolarmente infelice per l’Europa unita, è stato incredibile vedere come nessun atleta in nessuna competizione di spicco – si legga i Campionati Europei di calcio – abbia voluto spendersi in favore dei valori di fratellanza su cui l’Unione è sorta. Ci ha pensato Elisa Di Francisca al momento della premiazione con l’argento nel fioretto femminile, sventolando la bandiera europea per ricordare al mondo che “l’Europa esiste ed è unita, e solo unita può superare le barriere”. “L’ho fatto per Parigi e per Bruxelles – ha aggiunto Elisa – non dobbiamo dargliela vinta, ci vogliono chiudere in casa; non dobbiamo avere paura l’uno dell’altro, altrimenti faremo il loro gioco”. Immediati sono arrivati i calorosi attestati di stima da parte di Federica Mogherini, rappresentante della politica estera UE, e della portavoce della commissione europea Mina Andreeva, che hanno voluto sottolineare l’importanza dello sport e del gesto di Elisa nella lotta contro chi vuole infangare l’importanza dei valori europeisti di pace e unità. Ovviamente non potevano mancare le critiche dei soliti noti, come Matteo Salvini che ha voluto dire la sua: «L’Ue rappresenta il peggio del peggio quindi io avrei poco da festeggiare con la bandiera europea».

Ibtihaj Muhammad scrive la Storia

Non è una sorpresa che Ibtihaj Muhammad avesse quasi scalzato Phelps come porta bandiera degli Stati Uniti per la cerimonia di apertura. Non solo è stata la prima atleta americana a indossare lo hijab alle Olimpiadi, è anche stata la prima atleta americana a vincere una medaglia indossando lo hijab quando ha aiutato il team USA a battere l’Italia nella finale per la medaglia di bronzo nella sciabola. Al di là del successo olimpico, Mihammad è pienamente consapevole del suo impatto su scala mondiale, ed è entusiasta di “sfidare gli stereotipi e i pregiudizi che le persone hanno verso le donne musulmane”.

Ossa rotte

Sfortunatamente, gli infortuni accadono sempre in eventi sportivi della portata delle Olimpiadi. Durante questi giochi, abbiamo visto il ginnasta francese Samir Ait Said rompersi una gamba in una maniera fin troppo familiare al cestista del team USA Paul George, la ciclista olandese Annemiek van Vleuten soffrire per una commozione cerebrale e tre vertebre rotte dopo un incidente terribile nel ciclismo su pista, e il lottatore australiano Talgat Ilyasov dislocarsi un gomito nella gara stile libero. E la lista non finisce qui.

Il grandissimo gesto di gentilezza di Nikki Hamblin

Rinunciando alla sua chance di ottenere una medaglia per essersi fermata ad aiutare Abbey D’Agostino nel mezzo delle qualificazioni per i 5000 metri, la neozelandese Nikki Hamblin lascia Rio con quello che forse è il trofeo più prestigioso di tutti: la medaglia Pierre de Coubertin, riservata a chi meglio è riuscito a dar dimostrazione dello spirito olimpico, assegnata soltanto 17 volte da quando è stata istituita nel 1964. Le persone gentili non sempre arrivano ultime, giusto?

L’Italia delle prime volte

Gli italiani si ricorderanno di Rio 2016 oltre che per l’ottimo piazzamento nella top 10 della compagine azzurra, anche per i successi storici di Tania Cagnotto e della squadra di Beach Volley. Sembra strano – siamo abituati ai suoi trionfi dal trampolino fin dai campionati giovanili Europei del ’99 – eppure Tania non aveva mai vinto una medaglia alle Olimpiadi. E quale modo migliore di chiudere una carriera magistrale se non aggiungendo due trofei olimpici? Argento nei 3 metri sincro assieme all’amica e collega Francesca Dallapè e bronzo nel Trampolino 3 metri individuale per un’uscita di scena che sembra presa da un film.
Storica è anche la medaglia di bronzo nel Beach Volley. Non era mai accaduto che gli azzurri raggiungessero la finale ma ci hanno pensato Daniele Lupo e Paolo Nicolai a sfatare il malocchio a colpi di schiacciate. Anche se l’oro è sfuggito contro i favoritissimi padroni di casa, non si può non esultare davanti allo storico traguardo, non soltanto sportivo. Infatti, prima di distruggere i muri a rete degli avversari, nel 2015 Daniele Lupo ha sconfitto un cancro alle ossa, tornando più forte di prima dopo l’intervento chirurgico che lo aveva tenuto a lungo lontano dalla sabbia.

L’operazione simpatia della squadra cinese

Nello sport chi vince non sempre riscuote le simpatie del pubblico. È il caso della Cina nelle discipline acquatiche, dove da anni gli atleti se la giocano ormai alla pari con gli Stati Uniti, o nei tuffi, in cui dominano incontrastati. Tuttavia, proprio sul trampolino nasce uno dei momenti più romantici di Rio 2016; durante la premiazione per i tuffi individuali dai 3 metri, l’atleta He Zi si è sciolta in lacrime – oltre che per l’argento conquistato superando Tania Cagnotto – quando il suo compagno, il tuffatore Qin Kai, le ha fatto la proposta di matrimonio. Dopo lo sgomento iniziale, la risposta è stata “sì”, per la gioia dei fotografi e del pubblico in platea. Ma senza nulla togliere al loro amore nato sul trampolino, la vera protagonista della squadra cinese è stata la nuotatrice ventenne Fu Yuanhui.
Dopo le espressioni incredule seguite al suo ottimo risultato nei 100m dorso, che le sono valse il ruolo di ‘mascotte’ ufficiale dei giochi, e dopo aver conquistato il bronzo nelle finali, l’atleta ha infranto un tabù: a seguito di una prestazione sottotono nella staffetta 4×100, la nuotatrice si è scusata con i suoi tifosi dicendo che le erano arrivate le mestruazioni il giorno prima.