Alex Schwazer di nuovo positivo all’antidoping. Il tecnico: «Ci avevano chiesto di non vincere»

Il marciatore è stato trovato positivo dopo un doppio controllo. «Non devo scusarmi di niente», dice l'atleta
Alex Schwazer sul podio di Pechino 2008. Fonte: www.alexschwazer.com

Alex Schwazer sul podio di Pechino 2008. Fonte: www.alexschwazer.com


Torna l’incubo doping per Alex Schwazer. Il marciatore italiano, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, sarebbe stato trovato di nuovo positivo a un controllo a sorpresa.

Stando all’inchiesta riportata dal quotidiano sportivo, “il test risale al 1° gennaio scorso a Vipiteno durante le vacanze di Capodanno e riguarda un campione sangue e urina che aveva dato esito negativo come anche i molti controlli successivi. Solo il 12 maggio in un nuovo controllo sulle provette del 1° gennaio, dopo la qualificazione per Rio ottenuta l’8, la Iaaf ha riscontrato in un controllo mirato sugli steroidi una quantità abnorme di anabolizzanti steroidi”. A quanto pare, oltre 10 volte il limite.

Quindi, si tratterebbe di un secondo test sullo stesso campione, in passato risultato negativo. A far scattare l’ulteriore esame, la qualificazione dell’atleta, ottenuta con un tempo di 3 ore e 39, terzo tempo della sua carriera.

Schwazer era stato trovato positivo ai Giochi di Londra, il 6 agosto 2012, in un test a sorpresa. Era stato espulso dall’Olimpiade, squalificato per quasi quattro anni in totale (3 e mezzo, poi maggiorati di 3 mesi).

L’avvocato Gerhard Brandstaetter aveva in passato dichiarato che la positività a Londra fosse legata a un momento di debolezza, etichettando tutti i dubbi legati all’atleta come “caccia alle streghe”. Oggi, ha commentato anche questa nuova notizia: «Si tratta di accuse false e mostruose. Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa».

Il nuotatore azzurro Filippo Magnini ha commentato la notizia dicendo che «c’è qualcosa di strano. Perché un’analisi fatta cinque mesi fa, poi viene ritestata? Sinceramente non si capisce, spero ancora in qualcosa di strano ma se dovesse essere il contrario… Se fai i test li devi beccare subito, altrimenti se li fai dopo tanto tempo non ha senso, obiettivamente può essere anche che vengano manomessi. Dopo cinque mesi può darsi che certe cose non vengano fatte molto bene».

Nella conferenza in stampa appena conclusa, l’atleta ha dichiarato: «Come quattro anni fa, ci metto la faccia per rispetto di chi mi è stato vicino ma oggi non c’è nessuna scusa. Io non ho fatto nessun errore e non devo fare alcun errore. Da un anno e mezzo sto andando a Roma per dimostrare che sono pulito. Non mi devo scusare con nessuno, non ho fatto alcuno sbaglio. Io sono stato avvisato ieri di questa positività. Per me è un incubo. Però qua si andrà in fondo: ho investito troppo per questo ritorno. So che un atleta che viene trovato positivo non ha credibilità, però al mio fianco c’è Sandro Donati e dunque dico a tutti di pensarci due volte prima di attaccare lui e tutte le persone che mi hanno aiutato in questo percorso».

Sandro Donati, tecnico di Schwazer, rincara la dose: «Ci sono tante incongruenze in questa vicenda e una tempistica anomala. Oltretutto le sostanze trovate avrebbero dovuto tramutarsi in un massa che Alex non ha. Ci era stato chiesto da persone importanti di non vincere a Roma, abbiamo vinto e forse quest ha dato fastidio. Saprete tutto al tempo».

Il 5 luglio sono state fissate le contro analisi.