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Niente MILF, squirting e gang bang: come il coronavirus sta cambiando il porno

In California i casi di coronavirus continuano ad aumentare, ma il settore del porno sta cominciando a riaprire – con qualche limite dovuto ai nuovi protocolli sanitari

Foto via Facebook/Morbo

Mentre il numero di casi di coronavirus in California continua a crescere, la zona di shopping di Disneyland ad Anaheim, sempre in California, ha riaperto tutto due settimane fa. Nella stessa settimana, ha riaperto anche un altro posto: il No-Tell Motel di Raging Stallion Studios, un set porno gay.

“Per ora, tocchiamo ferro, sta andando tutto bene”, spiega a Rolling Stone Adam Q. Robinson, vicepresidente di produzione di Falcon Entertainment, sul set a Las Vegas.

La Falcon Entertainment è solo una delle tante case di produzione porno che hanno ricominciato gradualmente a lavorare dopo più di tre mesi di stop. Dopo che la contea di Los Angeles ha ricominciato a concedere permessi ai principali studios il mese scorso, il gruppo di lobby di settore Free Speech Coalition ha fatto sì che venissero estesi.

Raggiunto al telefono da Rolling Stone, il portavoce di FSC Mike Stabile spiega il gruppo non crede che sia di nuovo sicuro girare, e che sta incoraggiando attori e attrici a continuare a stare a casa se possono. Tuttavia, far sì che l’industria potesse tornare a operare è stata una scelta motivata dal desiderio di ridurre i rischi. “Sapevamo che c’erano un sacco di produttori indipendenti messi di fronte a dure scelte da cui sarebbe dipesa la loro sopravvivenza economica”, spiega. “Il nostro piano è sempre stato fornire aiuto per ridurre i rischi, ma anche mettere in chiaro che questi rischi non si possono eliminare del tutto”.

Proprio come l’industria del cinema mainstream, che ha ricominciato a girare il mese scorso, la FSC ha pubblicato una lista di linee guida per protocolli di sicurezza per attori e attrici e per chiunque lavori sul set, tra cui l’indossare mascherine (attori e attrici non hanno l’obbligo di indossare mascherine durante la recitazione, anche perché come spiega Stabile non sarebbero molto efficaci durante le scene di sesso).

Attori, attrici e membri dello staff devono anche fare test per il coronavirus 24 ore prima di girare ogni scena: a differenza di quanto accade per i test delle MST, che attori e attrici devono pagare di tasca loro, in questo caso il costo è carico delle case di produzione. Inoltre i performer non hanno il permesso di usare servizi di car sharing o Uber per arrivare sul set, e devono stare in quarantena in hotel dopo aver fatto il test e prima dei risultati. La Falcon Entertainment dice che monitora persino i social degli attori “per assicurarci che non facciano cazzate”, spiega Robinson.

Una delle linee guida più importanti del settore è che il numero di persone a cui è permesso stare sul set è limitato a pochi attori e staff. Questo vuol dire che, per molte case di produzione, il sesso di gruppo è fuori questione almeno per il momento. “Ci limiteremo a commissionare scene di sesso normali con due partner”, spiega Ryan Cash, il direttore di produzione di Brazzers, che al momento non ha ripreso a girare e non ha in programma di farlo presto.

Patrick, content director del servizio di streaming per adulti AdultTime (che ha chiesto di non essere identificato con il suo nome completo per la privacy) spiega che l’azienda ha diramato una moratoria temporanea su “foursome, gang bang, scene di sesso di gruppo, scambismo e tutto ciò che porta ad avere molte persone sul set”. Alcuni tipi di scene sono dunque vietati per molte case di produzione, specialmente quelle che portano a scambiare molti fluidi corporei – come lo spitting, il pissing e lo squirting. Anche i baci hanno un certo livello di rischio. “I baci sono un mezzo di trasmissione molto pericoloso”, spiega Stabile. “Per cui tra le cose che raccomandiamo c’è di eliminarli. Ci sono posizioni che riducono i contatti faccia-a-faccia”.

Tuttavia, altri non sono d’accordo che i baci siano più pericolosi di altri tipi di attività sessuale. L’attrice e regista Casey Calvert la butta lì: “sono del parere che se il pene di qualcuno entra dentro di te, il livello di rischio è lo stesso di un bacio”.

Per questa ragione, molti performer sono comprensibilmente “molto timorosi a tornare sul set”, afferma Stabile. Il che è dovuto in parte al fatto che molti performer hanno cominciato a usare piattaforme come OnlyFans per fare soldi. “Se hanno un seguito significativo su OnlyFans e FanCentro si accontentano di stare lì, specialmente mentre i casi in California aumentano”. Questa limitazione dell’offerta di performer fa sì che durante i processi di casting sorgano alcuni problemi molto specifici: ad esempio “è difficile trovare MILF ora come ora” spiega Calvert.

Per il momento, il problema principale però rimane quello relativo ai test. Molte delle cliniche che si occupano dei test per le MST per il settore non sono in grado di occuparsi anche dei testi per il COVID-19. Il che porta molti performer e molti lavoratori del settore a dover ricorrere a un’azienda indipendente come Talent Testing Services, che offre test per la piccola somma di 35 dollari. Ma TTS, come hanno spiegato a Rolling Stone diversi registi, è molto lenta, il che porta molti test a produrre risultati in ritardo, rallentando le produzioni.

Inoltre, dato che TTS è indipendente, alcuni lavoratori del settore sono preoccupati che possano esserci problemi di trasparenza per quanto riguarda i test, o che questi possano rivelarsi poco accurati, o persino che possano venire falsificati. “È una delle ragioni perché sono riluttante a tornare al lavoro”, spiega Calvert.

Queste preoccupazioni sono state confermate da una dichiarazione del FSC lo scorso 14 luglio, poche settimane dopo che le produzioni sono potute ufficialmente ricominciare. La dichiarazione spiegava che la FSC aveva ricevuto informazioni secondo cui ci fossero “almeno una decina” di performer positivi al coronavirus, senza che i risultati dei loro test fossero stati comunicati. “Non stiamo ancora richiedendo lo stop delle produzioni, ma stiamo indagando sulla situazione e faremo sapere alla comunità quando ne sapremo di più”.

Quando l’abbiamo raggiunto per un commento dopo la dichiarazione della FSC, Patrick ha detto che anche se la rivelazione dei test positivi non comunicati era “davvero inquietante”, l’azienda aveva in programma di continuare a girare adottando i protocolli sanitari correnti. “Sto monitorando la situazione per edere come va a finire”. Anche la Falcon ha detto di voler continuare a girare: “per il momento non c’è alcun cambio di programma, anche se capiamo che la situazione è molto fluida e siamo preparati a bloccare tutto se ci verrà richiesto”.

Anche se l’industria porno non verrà nuovamente bloccata, resta la domanda se i performer e i lavoratori del settore avranno voglia di assumersi i rischi che comporta girare in questo momento. Mentre il conto dei casi positivi al coronavirus continua a salire – specialmente nell’area di Los Angeles, dove si trova la maggioranza delle compagnie pornografiche, e in Florida, che è un altro Stato in cui si produce tanto porno – tutti hanno ottime ragioni per non voler girare. Tutti tranne le case di produzione, che stanno perdendo un sacco di soldi. Ma dopo due o tre mesi che i lavoratori del settore sono a casa, c’è anche la possibilità che l’ambiente faccia pressioni su di loro per mettersi a rischio pur di portare a casa dei soldi. Persino Calvert, uno dei nomi più importanti del settore, sente questa pressione. “Sento che se non accetto di lavorare io, accetterà qualcun altro al mio posto”.