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Leccateci la fica!

Ci sono ancora troppe persone disgustate anche solo all’idea, o che lo fanno con sciatteria, o che lo considerano un contentino. Per cui ecco qualche suggerimento per cambiare le cose

Foto via Unsplash

Sia chiaro: niente è dovuto, tanto meno leccare una fica. Ma sento ancora troppo spesso di persone disgustate anche solo all’idea o che lo fanno con sciatteria, come fosse un preliminare veloce, un contentino che significa “Hai visto? Anche io penso al tuo piacere!” – certo, come no. Premetto anche che non sono qui per darvi delle regole: se mi piacesse la coercizione nel sesso praticherei i giochi di dominazione e sottomissione. Quello che voglio darvi invece sono dei suggerimenti per prendere confidenza con la fica, sia che ne abbiate una o sia che facciate sesso con delle persone che ce l’hanno.

Partiamo quindi dalle basi. Primo: quella che chiamiamo genericamente “fica” è composta da una parte esterna, la vulva, e una interna, la vagina. Si lecca principalmente la vulva, anche se nella vagina si può arrivare inserendo la lingua nell’orifizio vaginale. Secondo: la fica non è sporca – a meno che non si abbia una discutibile igiene. Sarebbe preferibile lavarla unicamente con acqua corrente, a meno che non siano state date indicazioni differenti da parte di personale medico o paramedico; eseguire lavande al termine della mestruazione per “pulire la vagina” è una cazzata visto che la vagina è autopulente e così facendo si rischia solo di indebolire la flora vaginale, dando seguito a potenziali infezioni vaginali e urogenitali – quelle sì causa anche di cattivi odori, oltre che di problemi ben più preoccupanti. Terzo: una fica pelosa non è sporca o trascurata. I peli sono in grado di proteggere la vulva e la vagina, trattenendo eventuali particelle che potrebbero aggredirla. Se preferite depilarla fatelo con attenzione, evitando di usare lamette già utilizzate in precedenza o creme depilatorie, che sono molto aggressive. Anche la ceretta è un metodo che potrebbe irritarla: usate la massima delicatezza e cautela oppure lasciatela villosa, sfoltendo la peluria a vostro piacere, magari assieme al partner e dando inizio a un gioco erotico che rinsaldi la fiducia e l’intesa sessuale.

Detto ciò, passiamo al leccare la fica vero e proprio, ossia al cunnilingus – dal latino cunnus(vulva) e lingus (da lingĕre, che significa leccare). Purtroppo, a parte il descrittivo “leccata di fica”, non abbiamo coniato nuove espressioni sintetiche ed esaustive per definire questa meravigliosa pratica, forse proprio perché è ancora un tabù, a differenza della sorella fellatio più volgarmente nota come pompino. Segue qualche indicazione pratica.

1) Non date per scontato che chi ha una fica ami farsela leccare, né che la persona con cui fate sesso ami leccarla. Chiedete e vi sarà dato, o almeno si spera. Ma ci sono persone che, dopo aver avuto esperienze spiacevoli nel ricevere o nel fare il cunnilingus, decidono di desistere e non praticarlo più. Il mio consiglio spassionato è di darvi e dare un’altra chance e valutare se fa per voi. Cercate di motivare la vostra scelta e preferenza in modo tale che il partner conosca le ragioni del vostro comportamento e non si senta inadeguato. Il dialogo dovrebbe essere sempre alla base dei rapporti, che siano sessuali o meno. Di fatto è una negoziazione, no?

2) Ci sono persone che hanno ben chiaro come vogliono godere e persone che lasciano fare alla fantasia del partner, ci sono persone che preferiscono farsi guidare e altre che non sopportano le indicazioni. Anche in questo caso il meglio è trovare una mediazione, e se proprio non ci riuscite piuttosto che viverla male può essere meglio passare ad altro che vi soddisfi reciprocamente. State però in ascolto, sempre. Ascoltate voi e ascoltate il partner, perché se una delle parti si sente a disagio vuol dire che qualcosa non va e fare finta di niente potrebbe creare uno spiacevole effetto slavina capace di investire anche altri momenti della relazione, persino al di là del sesso. Si può dire tutto, purché si usino delicatezza ed empatia. Il metodo caterpillar riserviamolo a quando facciamo rough sex.

3) Non c’è un modo vincente di leccare la fica. Semplicemente perché LA fica non esiste, ne esistono miliardi e ognuna gode in un modo diverso ogni volta che si fa sesso. In alcuni momenti sarà più facile godere con leccate lente e delicate, in altri con un piglio deciso e irruento. Non esiste alcuna regola se non quella del chiedersi e chiedere come si desidera godere e far godere. Dipende tutto dal grado di eccitazione, confidenza, disinvoltura, serenità del momento. Se la vulva non è particolarmente bagnata e l’orifizio vaginale non è dilatato, potreste iniziare con la lingua che stimola le labbra e la clitoride con movimenti delicati, leggeri, circolari o di piatto dall’alto verso il basso. Occhio solo a non arrivare all’ano: i batteri nella zona anale e perianale, se portati nella zona vulvare e vaginale, possono portare a infezioni.  Per evitare contaminazioni usate una oral dam, anche detta diga vaginale.

4) Non usate solo la lingua! Labbra, denti e persino le dita possono amplificare il piacere vostro e di chi riceve. Accertatevi solo di non star dando fastidio o peggio causando dolore – salvo ovviamente che al partner piaccia.

5) Non partite in quarta. Il godimento deve essere un crescendo e, a meno che non sia esplicitamente richiesto a parole o col corpo, non fatevi prendere dalla foga, ma seguite il respiro, le tensioni nervose e muscolari del partner, i gemiti, le parole. Assecondate desideri e richieste del partner per far sì che tragga il maggior godimento possibile da quello che state facendo e fate in modo di godere assieme – magari facendo una bella 69 o masturbandovi. Se poi siete in più di due c’è l’imbarazzo della scelta, ma che ve lo dico a fare.

6) Provate a infilare una, due o quante dita sono gradite – si può arrivare al fisting, ma è una pratica che richiede un capitolo a parte – nell’orifizio vaginale e, col palmo rivolto verso l’alto, muovete le dita come se voleste grattare la zona interna sotto la clitoride, quella che un tempo si pensava fosse il misterioso “punto G”. Come mi ha insegnato la mia amica ed esperta Valentine aka Fluida Wolf, è il movimento “vieni, vieni!”. Non è detto sia gradito – va da sé che si va a tentativi, quindi fermatevi se non è cosa – ma permette  che la clitoride sia doppiamente stimolata: dall’esterno e dall’interno, andando a sollecitare anche altre parti. Molte persone riescono così anche a eiaculare, ma non intestarditevi su questo aspetto, abbiate una visione d’insieme: se son squirt squirteranno. 

7) Ci sono persone che gradiscono la stimolazione anche a orgasmo raggiunto, perché magari riescono a venire più volte anche in tempi ravvicinati, e altre che invece diventano così sensibili che è meglio fermarsi. Alcune vanno in catalessi, altre vogliono le coccole, altre vanno a farsi la doccia, altre vogliono “ricambiare il favore”, altre ancora cariche di energia e passione vogliono passare ad altre amene attività sessuali. Non forzate la mano – nessuna persona dovrebbe obbligare o sentirsi in obbligo di fare qualcosa che non gradisce. State nel momento e godetevela.

8) Per finire, l’orgasmo non è tutto. Venire, non venire, venire poco, tanto, squirtare… può capitare  e può non capitare. Il mio ultimo spassionato consiglio è di non inseguire l’orgasmo come se fosse il centro di tutto il rapporto sessuale. Godete del viaggio e buona leccata di fica!