Chadia Rodriguez: «Ci chiudiamo in camera con i vibratori perché non c’è dialogo tra uomini e donne» | Rolling Stone Italia
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Chadia Rodriguez: «Ci chiudiamo in camera con i vibratori perché non c’è dialogo tra uomini e donne»

Con il suo nuovo programma tv "Sex, lies and Chadia", la rapper prova a parlare di sesso senza filtri per un pubblico di giovani, perché "dobbiamo godercela adesso, nella bara non si hanno orgasmi"

Chadia Rodriguez al Pride a Milano nel 2019. Rosdiana Ciaravolo/Getty Images

Sex, lies and Chadia è il nuovo programma di Discovery+ condotto dalla rapper Chadia Rodriguez, che parla di sesso senza ipocrisie, filtri o paure dando vita a una conversazione tutta al femminile, alla ricerca di risposte non banali per un pubblico di giovanissimi e adulti. L’abbiamo intervistata, e già che c’era ci ha fatto ascoltare in anteprima il suo nuovo singolo Tutt* stran*, in uscita il 10 dicembre prossimo.

Come mai “sesso e bugie”? Perché la scelta di questo accostamento?
Le bugie sono sempre accostate al sesso, in qualunque situazione ci troviamo: quando siamo col nostro ragazzo, scopamico, migliore amico. In realtà sesso e bugie vanno di pari passo, perché spesso mentiamo a noi stessi su quello che ci piace e fa stare bene solo per far stare meglio il nostro parner.

Il programma ha due ospiti per ogni puntata, uno fisicamente in studio e uno in collegamento. Nella prima puntata l’ospite in studio è Federica Carta mentre in collegamento abbiamo Gordon, con cui parliamo un po’ di “cose da donne” e un po’ di “cose da uomini”.

Cosa significano e cosa rappresentano per te i concetti di “femmina”, “donna” e “femminile”?
Non mi baso molto sulle etichette. Per me siamo tutti esseri umani, solo che quando si parla di sesso i nostri bisogno cambiano, sia per le donne che per gli uomini, in realtà un po’ per tutti. Da quando eravamo piccoli all’età adulta, soprattutto quando si parla di un argomento così delicato come il sesso, che è stato sempre considerato come qualcosa di cui non parlare per timore delle reazioni altrui.

Quindi, secondo te, le esigenze diverse sono più biologiche che culturali?
Io sono quel tipo di ragazza a cui non frega niente se gli altri pensano “Oddio, è una poco di buono, perché si gode la vita e si diverte”. Quindi voi cosa siete? In realtà siamo noi in primis a sottoporci a questa cosa qui.

Tutt* stran* comincia con “Io vorrei”: è un vorrei che resta un desiderio perché c’è un’impossibilità o perché il costo da pagare sarebbe troppo alto?
Più vorresti sentirti a tuo agio col tuo corpo e con te stessa e più, in qualche modo, ti fanno sentire sbagliata, come se tutto quello che stai cercando di fare non funzionasse. Ci provi, ma ti dicono “forse sarebbe meglio evitare” e tu rispondi “Ma io voglio provarci, voglio farlo veramente!”

Nella canzone dici “Tutti questi i latin lover non sanno più fare l’amore”. Collegandomi a un’altra tua canzone, Bella così, è possibile che, essendo cambiato o in via di cambiamento il rapporto che le donne hanno col proprio corpo, sia cambiato il loro modo di percepirsi e quindi fare l’amore?
Mi hai fatto una domanda enorme! Sicuramente è cambiata la nostra percezione, così com’è cambiata la loro. Ci nascondiamo molto dietro i social, perché non abbiamo il coraggio di dirci le cose in faccia, quindi cambia anche la percezione di tutto il resto. Adesso ci sono applicazioni come Tinder che ti danno la possibilità di fare quello che devi fare e tornare al lavoro. Quindi sì, le persone non sanno più godersi l’amore, le altre persone, le cose che in realtà facciamo per noi stessi ma soprattutto per gli altri.

Prima ci facevamo andare bene alcuni comportamenti e pratiche perché non sapevamo cosa ci procurava soddisfazione. Ora che ci osserviamo, che sperimentiamo in solitudine, che parliamo sempre più serenamente di sesso, possiamo indirizzarli e mostrare loro cosa preferiamo,mentre prima non ci permettevamo di farlo.
È stupendo che noi donne abbiamo la possibilità conoscerci e apprezzarci, ma in qualunque caso il sesso si fa in più persone e purtroppo secondo me non c’è dialogo. Gli uomini hanno quasi paura di chiederci cosa ci piace, come noi abbiamo paura di dirlo loro o comunque di dimostrarlo, quindi ci chiudiamo nella nostra camera coi nostri vibratori e diciamo “Vabbè, oggi va così, mi arrangio!”.

Com’è cambiato il tuo rapporto con la sessualità?
Sicuramente quando ho iniziato a prendere atto del mio corpo e di me stessa, ho iniziato ad avere un rapporto differente. Quando ero più piccola molte delle cose che facevo, e capita anche adesso, erano per sentirmi amata. Anche se quella cosa mi fa stare male, in quel momento penso che mi possa far star meglio, che questa volta sarà diverso, che vorrei essere guardata con quegli occhi con cui desidero tanto essere vista, ma in realtà non è così. È una lotta che si combatte giorno per giorno, anche se non è semplice. Il mio rapporto col sesso è altalenante, non c’è niente di certo.

Ti piace il porno?
Lo adoro! Lo dico tranquillamente. Preferisco quelli fra donne. Quello fra donne mi sembra più vero. Vado sempre sul solito sito a cercare i soliti video, mi accontento di quello che mi fa star bene. Mi piace quello fra donne perché un orgasmo femminile non si può fingere e, quando una donna viene, lo capisci perché inizia a tremare tutta.

Secondo te le nuove generazioni hanno un approccio al sesso più sereno?
Sicuramente le nuove generazioni parlano molto di più tra di loro. Per esempio alle medie imparai cosa volessero dire “sega” e “ditalino”. Rimasi sconvolta perché non sapevo nulla di quello che dicevano i miei compagni. Servirebbe dare spazio a questo tipo di argomenti per fare in modo che sia tutto molto più sano e bello, che non sia tutto così tossico e nascosto come se si stesse dicendo qualcosa di strano. Bisognerebbe parlarne apertamente e farlo nel modo giusto, dando informazioni e precauzioni.

Come immagini e come ti piacerebbe l’educazione sessuale a scuola?
Immagino classi dove ognuno parla delle proprie esperienze normalmente, perché sono cose normali. Senza avere imbarazzo o paura di chiedere cos’è questo o cosa è quest’altro. Le nuove generazioni sono più fortunate perché possono cercare tutto su Internet, ma secondo me la cosa bella dell’educazione sessuale è che si tratta di cose che fai con altre persone.

Ripeto, per quanto io possa fare sesso da sola, è molto più bello ed eccitante farlo con un’altra persona, perché riconosco i miei limiti e capisco cosa mi piace e cosa non mi piace e soprattutto cosa piace e non piace a lei. Solo che ci siamo costruiti questa grandissima fortezza basata sul dualismo bianco/nero, bello/brutto, vero/falso. Dobbiamo godercela adesso, perché nella bara non si hanno orgasmi!