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Dieci anni di Dr. Martens Jadon: lo stile ribelle vola sempre più alto

Il marchio inglese celebra il decimo anniversario dello stivale con la doppia suola, un’ulteriore impronta indelebile nella storia delle sottoculture giovanili

Trash & Vaudeville più che un negozio d’abbigliamento era un tempio per tutti i punk rocker che giravano intorno a St. Mark’s Place a New York. X Girl era invece una linea di abbigliamento di culto degli anni Novanta creata da Kim Gordon, cantante e bassista dei Sonic Youth. Non è certo un caso se queste due realtà sono state protagoniste delle prime “collabo” volute dai creativi di Dr. Martens per lo stivale Jadon, che ora compie 10 anni.

Doppia suola, così possiamo definire la soluzione Quad, e cerniera laterale interna sono infatti i due elementi rivoluzionari rispetto al passato, ben ricordato dagli 8 fori per i lacci e le iconiche cuciture gialle su nero, caratteristiche tipiche dello stivale 1460.

Così, quella che sembrava una scommessa si è rivelata la conferma del legame indissolubile tra Dr. Martens e le sottoculture giovanili, nonché della rilevanza del marchio nel rapporto tra musica e moda: come evolvono “i ribelli con stile”, per citare il titolo di un libro sulle tendenze radicali del secolo scorso, si evolvono anche scarpe e stivali leggendari, anzi, si spingono verso l’alto per fare ancora una volta la differenza.

È ora disponibile on line un breve documentario, The Story of the Jadon Boot: 10 Years, che racconta proprio la strada percorsa da Dr. Martens dal 2013 a oggi. “ A un certo punto ci siamo resi conto che le persone iniziavano a osare di più, dunque volevamo qualcosa di più estremo” dice nel video Damien Wilson, direttore creativo di Dr. Martens durante il lancio dello stivale Jadon: “Così siamo tornati alle nostre radici, guardando però avanti“. E Wilson spiega questo cambio di passo con Camden Town alle spalle, un quartiere simbolo per la musica e la cultura alternativa londinese, e non solo.

La fama dei Jadon è cresciuta con il vecchio passaparola o scambio di sguardo tra i teenager, amplificati però dalle immagini condivise sui social media: in questo modo il nuovo stivale Dr. Martens ha cominciato a camminare, più che da città a città, da un capo all’altro del mondo. Lo testimonia Bryanboy, noto fashion blogger che dieci anni fa viveva ancora nelle Filippine; racconta di aver visto per la prima volta i Jadon ai piedi di Agyness Deynn, modella-attrice-musicista inglese: “Lei è un po’ punk, un po’ aristocratica, ma soprattutto iconica come questi stivali”.

Se calzi Dr. Martens ti riconosci pienamente in loro, è parte di te: è per questo motivo che Aguness Deynn non si è limitata a farsi fotografare con i Jadon, ma si è unita al team creativo per lavorare alla linea di questi stivali.

Ovviamente, le prime persone a scegliere Jadon sono state quelle legate ai circuiti alternativi, come appunto i clienti di un negozio tipo Trash & Vaudeville, citato in apertura, oppure le fedelissime di un brand come X Girl, che ha contribuito a farne un tratto distintivo delle ragazze della Generazione Z in Giappone.

Sono trascorsi 10 anni ormai e lo stivale Jadon è l’ennesimo importante capitolo dell’epopea di Dr. Martens iniziata nel 1960. Quello che era nato come uno scarpone da operaio è diventato una vera e propria carta d’identità. C’è una canzone simbolo della prima era dei Docs simbolo di ribellione: è Skinhead Moonstomp dei Symarip, un pezzo reggae che i ragazzi degli anni Sessanta ballavano fino ad arrivare metaforicamente sulla luna. Ora, con la doppia suola dei Jadon si vola ancora più in alto e l’impronta che resta sulla storia delle sottoculture giovanili è indelebile.

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