Francesco Poroli per Race to Change

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La rivoluzione elettrica è cominciata

Non si può più rimandare il cambiamento. Un approccio nuovo e sostenibile alla mobilità è necessario ora. Dalla politica alle aziende, fino ai cittadini: cosa si muove nel silenzioso mondo delle auto elettriche

“Abbiamo finito le scuse e stiamo finendo il tempo. Siamo venuti qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

Francesco Poroli per Race to Change

Illustrazioni di Francesco Poroli per #RaceToChange

Sono le parole di Greta Thunberg, pronunciate dalla sedicenne attivista svedese durante COP24, la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico organizzata a Katowice, in Polonia. Parole che hanno fatto il giro del mondo e che, assieme alla straordinaria forza dell’esempio di Greta, hanno svelato l’esistenza di una generazione convinta che l’ambiente sia la ricchezza più grande che abbiamo, senza la quale nessun altro tipo di sviluppo ha senso.

Il nostro pianeta è malato e la voce che si è alzata nelle piazze di tutti i Paesi è un segnale di speranza. Ora è tempo di agire, dice quel fiume di persone. I destinatari del messaggio siamo noi: la politica, invitata a invertire la rotta, le aziende, chiamate a pensare che “un altro business è possibile”, e i comuni cittadini, che nella loro quotidianità possono e devono fare molto. Tutti siamo chiamati a portare avanti uno stile di vita più sostenibile, a cambiare le nostre abitudini e renderle più compatibili con le necessità dell’ambiente che ci circonda.

L’Italia non è esclusa. Secondo una ricerca pubblicata due mesi fa dall’Agenzia europea per l’ambiente siamo il Paese dell’Unione con il più alto numero di aree a rischio a causa dello smog e il più esposto ai tre principali tipi di inquinamento atmosferico: da particolato, biossido di azoto e ozono.

Dati che si sommano a quelli di Mal d’Aria, il rapporto annuale di Legambiente sull’aria che si respira nelle città. Nel 2018 55 capoluoghi di provincia hanno superato i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono. Il dossier dell’associazione ambientalista, curato da Andrea Poggio, individua anche il principale responsabile: i 38 milioni di auto private che circolano per le strade cittadine.

Francesco Poroli per Race to Change

Illustrazioni di Francesco Poroli per #RaceToChange

Ripensare completamente al nostro modo di muoverci è una delle prime urgenze che ci troviamo ad affrontare. Bisogna far decollare la “rivoluzione della mobilità sostenibile” prima possibile. Significa dare vita a un ecosistema che sostenga il cambio di paradigma, coinvolgendo tutti gli attori del settore. Immatricolare più auto elettriche non basta, ma sarebbe un ottimo inizio. La diffusione di veicoli elettrici nel mondo cresce rapidamente: oggi sono 5,3 milioni, rispetto agli 1,5 del 2016. In Italia siamo ancora indietro rispetto agli standard europei, eppure nell’ultimo anno la diffusione di auto elettriche anche da noi è raddoppiata: dalle 5mila unità del 2017 alle circa 10mila del 2018, secondo un recentissimo studio di Enel X e Symbola. Insomma, oggi anche nel nostro Paese esiste un mercato della mobilità sostenibile. Come conferma Gabriele Grea, ricercatore del CERTeT della Bocconi di Milano e tra i curatori del rapporto “E-mobility”.

Secondo Grea la transizione all’elettrico sarà reale quando sia domanda che offerta saliranno a un livello successivo. Con grandi benefici per tutti quanti.

Per contribuire alla “decarbonizzazione” e cogliere l’opportunità di sviluppo rappresentata dalla mobilità elettrica, come detto, serve il contributo di tutti. Tutt’altro che secondario è quello delle grandi aziende, coinvolte a vario titolo in una filiera allargata che comprende realtà molto diverse tra loro. Per questo motivo Enel attraverso Enel X, realtà che sviluppa soluzioni tecnologiche per nuovi usi dell’energia, ha deciso di dare un contributo decisivo alla diffusione delle auto elettriche nel nostro Paese.

Francesco Poroli per Race to Change

Illustrazioni di Francesco Poroli per #RaceToChange

Con questa ambizione nel novembre 2017 è stato lanciato il Piano nazionale per l’installazione delle infrastrutture di ricarica, che prevede una copertura capillare di tutte le regioni italiane: entro il 2020 Enel X installerà 14mila punti di ricarica, 28mila entro il 2022. Un progetto imponente, che va affiancato a un lavoro altrettanto importante dal punto di vista culturale. Per questo Enel ha lanciato negli scorsi giorni #RaceToChange, la grande corsa collettiva verso il traguardo di una mobilità più sostenibile con cui il gruppo invita i cittadini a fare una “promessa” di modificare le proprie abitudini di trasporto per ridurre l’impatto ambientale. 

Perché non si può più rimandare il cambiamento, dice Ernesto Ciorra, direttore Innovability del Gruppo Enel.

Non ci sono solo i colossi come Enel. Una vasta galassia di eccellenze Made in Italy, composta da start up e aziende di medie e piccole dimensioni, è impegnata nel processo di elettrificazione del Paese. Che, oltre alle auto, riguarda anche i mezzi pubblici. Esperienze come quella di Next Future Transportation, realtà padovana che ha creato un bus elettrico modulare destinato a rivoluzionare l’approccio al trasporto pubblico, contribuiscono a tratteggiare quella che sarà la mobilità di domani. Tommaso Gecchelin è founder e CTO della start up.

A dare uno slancio alla transizione verso un nuovo tipo di mobilità devono essere le istituzioni. Da quelle nazionali, che di recente hanno confermato gli ecobonus per quanto riguarda l’acquisto di auto elettriche e ibride, a quelle locali, che tramite policies adeguate possono indirizzare le scelte dei cittadini.

Francesco Poroli per Race to Change

Illustrazioni di Francesco Poroli per #RaceToChange

L’esempio migliore che abbiamo viene dalla Provincia autonoma di Bolzano, che, dalle agevolazioni per chi acquista nuovi modelli fino all’introduzione di nuove linee di trasporto pubblico, è da sempre all’avanguardia nelle politiche green. Harald Reiterer, responsabile del settore green mobility di STA Strutture Trasporto Alto Adige, l’azienda in house della Provincia che si occupa di mobilità, spiega come Bolzano ha costruito il suo primato.

Non esiste oggi un marketing migliore per le auto elettriche della Formula E, il circuito delle monoposto “sostenibili”. Il 13 aprile a Roma la competizione ha bissato il successo dello scorso anno, nella gara che ha inaugurato il tour europeo della competizione. Il “rumore del silenzio” delle auto elettriche è quello del futuro della mobilità, dice Renato Bisignani, direttore della comunicazione di Formula E.